Presso il Parco urbano Campi Diomedei, negli ultimi giorni, sembrano esserci state piccole evoluzioni rispetto all’apertura al pubblico di nuove, circoscritte aree, dopo l’informale consegna alla comunità, avvenuta la scorsa estate, del primo tratto di parco che fu ultimato nei lavori (quello a ridosso di via Guglielmi). La fotografia dell’attuale stato dell’arte è consegnata a l’Attacco da abituali frequentatori dell’enorme polmone verde che si estende su 23 ettari, ormai il più importante in città. “L’area a ridosso del complesso dei Cavalli stalloni è stata aperta maggiormente rispetto a qualche tempo fa. Non lontano da lì, già da un po’, è comparsa anche una rotatoria ricoperta di verde con una bella pianta al centro (parrebbe essere un giovane albero d’ulivo, ndr): sicuramente un bel vedere passeggiando di giorno, anche se di sera è illuminata male, con una luce rossa e sgradevole.
Ho notato, inoltre – racconta un habitué dei Campi Diomedei –, che sembra stiano ultimando la porzione che affaccia verso la Villa comunale, una porzione che dovrebbe essere interessata dal congiungimento ciclopedonale con la pista di via Galliani, per realizzare da ultimo un percorso di mobilità lenta che dai Campi Diomedei porti direttamente in Villa, come, tra l’altro, ricordo preveda il progetto. Infine – chiosa l’interlocutore de l’Attacco -, la zona più a ridosso della Fiera, vicino a cui insistono i resti archeologici, è invece ancora recintata e chiusa al pubblico. Ma va anche detto che nelle aree ancora cantierizzate il verde e le piante adesso appaiono molto più curate rispetto a prima”.
Dall’Area tecnica del Comune di Foggia, sollecitata sui tempi di consegna di ulteriori lotti dei Campi Diomedei adesso ancora in lavorazione, fanno sapere: “Più o meno dopo la prossima primavera verrà consegnato alla città tutto il Parco, fermo restando che l’operazione inerente alla copertura degli scavi archeologici deve essere ancora autorizzata dalla Soprintendenza”.
l’Attacco ha allora contattato Ugo Fragassi - titolare dell’Ats Montemaggiore che, in Ati con altre due imprese, sta portando avanti i lavori di realizzazione, da circa 5 milioni di euro, dei Campi Diomedei - per conoscere nuovi dettagli rispetto allo stato d’esecuzione e dunque al cronoprogramma di apertura al pubblico delle restanti aree del Parco, dal momento che da fonti interne a Palazzo di Città trapela come qualcuna delle imprese abbia di recente prospettato l’ultimazione e l’apertura a breve termine di sei nuovi lotti di Campi Diomede. Purtroppo, l’interrogativo posto telefonicamente a Fragrassi è stato inevaso in malo modo dall’interessato.
Sul tema, ieri l’Attacco ha infine raggiunto al telefono l’assessore comunale all’urbanistica e ai lavori pubblici, Giuseppe Galasso, pienamente disponibile ad interloquire. “Rispetto ai Campi Diomedei - ha dichiarato l’ingegnere - non ho ancora avuto modo di effettuare un approfondimento di dettaglio, come quello che per esempio ho condotto stamattina (ieri, ndr) sull'Orbitale, dove ho appena concluso un sopraluogo sul lotto di prossima entrata in funzione. Conto di fare a breve la stessa cosa anche per Campi Diomedei, così da poter restituire informazioni più certe sullo stato dell’arte dei lavori, la cui esecuzione, per quanto so, è prevista a stralci funzionali: man mano che si completano porzioni di parco, in tutti i loro dettagli progettuali, queste vengono aperte al pubblico. Ad ogni buon conto, le previsioni da me acquisite al momento attestano che, verosimilmente, di qui all'inizio della prossima primavera è contemplata l'apertura di un altro tratto del parco urbano, ora non saprei riferire quanto esteso, ma di cui ovviamente provvederemo a dare evidenza pubblica”.
Poi l’Attacco ha domandato a Galasso se nel suo preannunciato sopralluogo al parco urbano approfondirà pure se esista effettiva aderenza dell’esecuzione dei lavori alle previsioni del progetto approvato. “Per tale funzione – la replica dell’assessore – il Comune dispone di una figura professionale ad hoc, che ne ha il compito per legge e che si chiama collaudatore, ma su questo versante nessuno deve avere dubbi. Nel momento in cui si completa un'opera pubblica ci sarà ovviamente il collaudo da parte del collaudatore. Anzi, quando si tratta di un’opera importante si effettua anche il collaudo in corso d'opera, con visite tecniche periodiche. D’altronde, non è la ricognizione di un assessore a poter e dover certificare simili aspetti, per di più in una passeggiata di un'ora”.
Infine anche il focus sulle prescrizioni della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio, che nel corso degli anni ha modificato non poco l’idea progettuale iniziale, problematizzando ancor di più il già complesso iter d’esecuzione dei lavori. Dinamica che, a questo punto, non è detto non possa ripresentarsi proprio per la futura realizzazione della copertura degli scavi archeologi.
“Le prescrizioni sopravvenute da parte della Soprintendenza – ha commentato Galasso - devono essere viste come l'evoluzione fisiologica di un'opera pubblica. Quando i lavori coinvolgono un'area di scavi interessata da rinvenienze archeologiche, la Soprintendenza può ritenere di aggiornare il proprio parere originario, aggiornamento che diventa condizionante e oggetto, di conseguenza, di una modifica del progetto. Non ritengo si tratti di questioni insormontabili, l'importante è arrivare al completamento dei lavori gestendo tutte le sopravvenienze che si presentano in corso d'opera, secondo quanto rientra pienamente nelle corde dei tecnici del Comune”, la conclusione dell’assessore.
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