Emergenza abitativa a Foggia. “Tutta questa fretta di mandar via la gente per murare gli appartamenti?”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Avevano occupato abusivamente quegli alloggi circa cinque anni fa. Ma in questi anni hanno pagato un affitto di circa 190 euro mensili ad Arca Capitanata. Ed oggi, di punto in bianco, si ritrovano sfrattati. È la situazione che si sta verificando su via Balestrucci, in zona Macchia Gialla Ordona Sud, area periferica di Foggia, dove una quindicina di famiglie si sono ritrovate dall’oggi al domani a dover fronteggiare uno sfratto esecutivo tuttora in corso. “Nonostante una prima situazione di abusivismo, si era instaurato un rapporto regolare con la pubblica amministrazione, tant’è vero che la mia assistita risulta essere, tramite un apposito codice su bollettino, addirittura assegnataria dell’alloggio”, chiarisce a l’Attacco l’avvocato Garruto, uno dei legali delle famiglie sfrattate. “Ho inviato una missiva a tutti gli enti competenti al fine di risolvere questa annosa problematica. Sia chiaro però: non vogliamo la sospensione dello sgombero, ma che la signora, che ha con sé quattro bambini, abbia un dignitoso alloggio, nulla di più”. Si parla di una quindicina di famiglie che presero possesso arbitrariamente di alloggi ex Gozzini, destinati alle forze di polizia.

“In questi cinque anni”, afferma Garruto, “la mia assistita ha pagato una quota mensile ad Arca Capitanata, titolare di questi alloggi. Oggi, di punto in bianco, il Comune si è svegliato e ha deciso di buttarli fuori. Ho invitato tutti gli enti a instaurare un tavolo tecnico e giuridico per trovare una soluzione. Non vogliamo opporci allo sgombero, perché abbiamo torto e ne siamo consapevoli. Abbiamo però ragione da vendere dal punto di vista sociale. Gli assistenti sociali non possono intervenire, non possono dare un luogo idoneo a quattro bambini. Stiamo aspettando risposta”.

La cosa che fa riflettere, a detta dell’avvocato, è che queste abitazioni non sono state assegnate a nessuno, almeno per il momento. “Le stanno murando”, aggiunge il legale. “Non c’è nessuno al momento titolato ad entrarvi, anche perché poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di Finanza non vogliono andare ad abitare lì. Ci sono, dunque, varie contraddizioni: c’è fretta di far uscire questa gente e per che cosa poi? Per murare gli alloggi?”. Risolvere l’emergenza abitativa è una priorità per la nuova amministrazione comunale foggiana.

“Voglio che si risolva questo problema”, dice l’avvocato. “Nel 2024 non possiamo accettare ancora tali scempi sociali. Procedere ad uno sgombero non per affidare l’abitazione ad altra gente, ma semplicemente per murare gli alloggi, non è un atto di diritto, quanto piuttosto una cattiveria. In questi giorni mi sono interfacciato con alcuni uffici del Comune di Foggia secondo cui la decisione dipende dalla sindaca. Rivoltomi a quest’ultima ho saputo che la decisione arriva invece dal prefetto. Insomma, ho assistito ad una sorta di scarico di responsabilità, una cosa brutta se si pensa che si gioca sulla vita di persone, di nostri concittadini. Al momento attendo una risposta, attendo la convocazione di un tavolo per parlare di tale problematica. Ho scritto anche al procuratore della Repubblica”, sottolinea Garruto. “Non vogliamo la legittimazione di questa situazione, vogliamo piuttosto la risoluzione del problema abitativo anche perché non è un privato che effettua lo sfratto, ma lo Stato stesso che non può non pensare agli effetti sociali che ne ricadono”.

Il diritto all'abitazione va annoverato fra i “beni primari collegati alla personalità”, tra i diritti fondamentali della persona (tutelati dall'articolo 2 della Costituzione), a tal punto che l’occupazione abusiva di una casa, da parte di una persona indigente e in stato di necessità, come nel caso di specie, può ritenersi “giustificata”, con susseguente mancata applicazione della condanna penale.

“Ricordo che queste persone hanno pagato in questi anni”, conclude il legale. “Anche l’ipotesi di reato è caduta, non sussiste in quanto vi è stata la necessità di fare ciò che hanno fatto. Il problema è però di ordine sociale. Non si vogliono accendere conflitti, vogliamo solo che si trovi una soluzione per queste persone”.

Intanto, come annunciato dalle stesse famiglie incontrate ieri, questa mattina si svolgerà un sit-in di protesta davanti al palazzo della Prefettura di Foggia.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet