Camera di commercio, accordo imminente secondo Pino di Carlo boys. Schiavone smentisce: “Agricole compatte”

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A Foggia potrebbe esserci una svolta, entro venerdì, in vista delle elezioni in Camera di commercio per il rinnovo del consiglio. E’ quanto trapela da fonti legate all’edile Pino di Carlo, ex presidente di Confindustria e nome sul tavolo da mesi per il dopo Damiano Gelsomino in via Protano. Una personalità a metà tra Confcommercio (dove ha iscritto varie imprese tra cui Vigna Nocelli) e l’associazione dell’aquila. Nell’estate 2023 un patto pre-elettorale svelò il fronte opposto all’ennesimo presidente indicato da Confcommercio, gruppo guidato dalle associazioni agricole - Coldiretti, Confagricoltura, Cia Agricoltori Capitanata e Copagri – e composto anche da Confcooperative, Confartigianato, Confindustria, associazioni dei consumatori. Da allora molti mesi sono passati senza che la situazione si sia sbloccata, mandando l’ente camerale in prorogatio. L’unica novità è stata la discesa in campo di Pino di Carlo, dopo il dietrofront di Gelsomino e al posto del presidente di via Miranda, Antonio Metauro. Ma adesso, stando ai rumors riferiti dal gruppo dell’edile, l’accordo sarebbe imminente in suo favore con molteplici sigle, da Coldiretti a CNA, da Confartigianato a Confesercenti, a Copagri. Secondo tale vulgata, l’asse principale si reggerebbe sull’alleanza tra Confcommercio e Coldiretti, a cui si aggregherebbero altre realtà compresi gli ordini professionali che stavolta per il seggio che li rappresenta tutti in consiglio camerale indicheranno Pippo Senerchia dei commercialisti.

L’accordo potrebbe essere firmato dopo la riunione prevista, a quanto pare, nella giornata odierna. “Si cerca un’intesa finalizzata a tenere dentro tutti”, spiega un beninformato a l’Attacco, rivelando anche come Confindustria potrebbe indicare in giunta il presidente di ANCE Ivano Chierici (prossimo numero uno dell’associazione di via Valentini Vista) anziché l’attuale presidente Eliseo Zanasi, come pure che si intende riportare nell’organo esecutivo la direttrice di Confartigianato Alessia Di Franza. 

“L’accordo è praticamente chiuso, per il fine settimana dovrebbero esserci le firme. Di fronte ad un’ampia maggioranza compatta poi aderiranno anche i malpancisti”, sostiene una seconda personalità, pure vicina a di Carlo. Ma tale ricostruzione è del tutto smentita da fonti del fronte opposto, dove si assicura che nessuna delle agricole si sfilerà dividendo il gruppo. Al contempo, si fa sapere velenosamente che dentro Confcommercio non ci sarebbe vera concordia intorno al nome di Pino di Carlo, giacchè il presidente Metauro non manderebbe affatto giù l’idea di doversi far scavalcare. 

“Non bisogna corriere dietro alle chiacchiere, gli accordi si fanno quando le firme sono state apposte”, dice una voce interna a Confartigianato, aggiungendo però anch’essa che “forse nel fine settimana ci saranno novità”. 

Netto, invece, è il leader di Confagricoltura. “Il documento che sta circolando e che è stato sottoposto alle varie sigle non è stato firmato da nessuna delle organizzazioni agricole”, afferma a l’Attacco Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura ed ex vicepresidente della giunta camerale. “La scorsa settimana le agricole e Confcooperative si sono riunite: hanno ribadito che il fronte resta compatto e che giocheranno per la presidenza”, assicura Schiavone. 

Nessuna risposta, invece, dal presidente di Coldiretti Mario de Matteo.

In attesa di capire chi dica la verità, dal TAR Puglia è giunto un terzo atto sfavorevole per Confindustria Foggia. Come l’Attacco ha raccontato nelle scorse settimane, c’è una discrasia evidentissima tra i numeri dichiarati dall’associazione e quelli validati dagli uffici camerali. 

Il rinnovo del consiglio è il momento in cui le organizzazioni si pesano ed emergono spesso dati gonfiati da parte delle sigle socie di CCIAA. Ma stavolta lo scontro è pesantissimo, perché l’associazione dell’aquila rischia di veder ridurre ad uno solo il proprio seggio camerale. La vicenda è arrivata al TAR Puglia dopo il ricorso presentato da Zanasi tramite il noto amministrativista salentino Andrea Sticchi Damiani. 

Il primo round era stato vinto da Camera di commercio col no del TAR all’istanza cautelare, autorizzando l’ente camerale a proseguire i controlli sulla documentazione di tutte le imprese dichiarate ai fini della rappresentatività di Confindustria per i settori industria con piccole imprese, artigianato, turismo e servizi alle imprese, nell’ambito del procedimento di rinnovo del consiglio camerale 2023/2028. Col ricorso è stato chiesto l’annullamento di diversi atti: quello con cui CCIAA ha ritenuto di non poter validare le imprese dichiarate iscritte a Cassa Edile ai fini della rappresentatività di Confindustria Foggia. 

Ebbene, da ultimo, dopo l’udienza del 21 febbraio scorso, è stata pubblicata un’ordinanza con cui il collegio TAR presieduto da Angelo Scafuri ha respinto la domanda cautelare con considerazioni che lasciano presagire il peggio anche nel merito per Confindustria.

“Ad un sommario esame degli atti e delle deduzioni di causa e richiamata la precedente ordinanza del 24 gennaio 2024 e a prescindere dalla natura degli atti impugnati, i motivi aggiunti non sembrano assistiti da sufficienti profili idonei a comprovare che tramite il pagamento della quota ANCE sia stato assolto anche il pagamento della quota associativa a Confindustria per tutte le imprese ad essa aderenti”, ha affermato il collegio. 

“Quanto al periculum, i controlli svolti dalla Camera di commercio mirano a garantire il corretto svolgimento della procedura di rinnovo dell’organo camerale né peraltro allo stato risulta che si sia proceduto all’attribuzione dei seggi consiliari”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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