Angiola: “Nostra opposizione si è inasprita perché questa amministrazione proprio se le cerca”

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Da un paio di mesi a questa parte il dibattito interno al Consiglio comunale foggiano si è particolarmente inasprito. Complice un clima spesso poco sereno nel dialogo, le opposizioni del gruppo di centrodestra guidato dall’ex candidato sindaco forzista Raffaele di Mauro e i civici Nunzio Angiola e Antonio de Sabato, dopo una prima fase di aperta collaborazione e un aplomb quasi anglosassone, hanno cominciato ad alzare i toni della disputa, e a contestare talvolta anche pesantemente l’operato della giunta comunale, in scia a quello che invece dalla prima ora è stato l’atteggiamento di Giuseppe Mainiero. Un paio di giorni fa, inoltre, il professore universitario Nunzio Angiola, nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte di Foggia, adiacente alla Villa Comunale, ha indetto un secondo appuntamento finalizzato a foraggiare la campagna tesseramenti del suo neonato movimento politico Cambia, questa volta con la collaborazione del noto giornalista e scrittore locale Domenico Carella, autore di numerosi libri sul Foggia Calcio e non solo, che ha intrattenuto i presenti con un interessante dibattito sulle origini e sulla storia del calcio nel capoluogo dauno, dal titolo Foggia e il calcio - un legame indissolubile, nell’ambito del ciclo di incontri pubblici Dialoghi foggiani promosso da Angiola. 

“Nessun cambio di paradigma”, ha esordito il consigliere di minoranza ai microfoni del quotidiano l’Attacco. “È che se le cercano”, ha affermato. “In quanto fanno delle cose che spesso e volentieri non stanno né in cielo e né in terra”, ha aggiunto. “E quindi, per quanto riguarda adesso la Tari ci sono delle polemiche, per quanto riguarda l’Accademia di Belle Arti va bene la concessione delle tre stanze al terzo piano, ma noi abbiamo proposto di fare qualcosa in più per questa nostra grande istituzione culturale”, ha fatto sapere Angiola. “Poi c’è l’affidamento degli appalti delle gare della stazione unica appaltante della Provincia”, ha ricordato. “È stata fatta una cosa veramente senza né capo né coda, in quanto si concedono questi appalti ma non si concedono quelli sotto soglia, sotto i 500mila euro, che rappresentano il maggior numero degli stessi”, ha commentato il professore. “Poi, nella terna, il Comune si è riservato di indicare due componenti, e quindi si sgonfia tutta ad un tratto questa buona intenzione di spogliarsi delle gare degli appalti”, ha continuato. 

“Insomma, non c’è un cambio di paradigma nella mia e nella nostra opposizione”, ha ribadito il docente. “È che questa amministrazione si caratterizza per un sostanziale immobilismo, e poi per una incapacità di adottare degli atti che siano perfetti e che siano inattaccabili, per questo noi come opposizione gli stiamo dietro, e quindi facciamo valere le nostre idee, che sono apprezzate dai cittadini e che anzi il più delle volte sono proprio stimolate dagli stessi cittadini”. Infine, un passaggio sull’evento del pomeriggio. “Oggi abbiamo un bellissimo evento, che discute della storia del calcio a Foggia, che è la storia dei colori rossoneri, che è la storia di questa gloriosa maglia, che è la storia della passione e dell’amore di un’intera città per i tanti beniamini, i tanti giocatori che si sono alternati e avvicendati nel tempo, per i grandi allenatori, insomma che è la storia di Foggia”, ha affermato. “Oggi discutere della storia del calcio a Foggia vuol dire anche riflettere su quelle che sono le radici di Foggia”, ha spiegato.

“Queste radici noi pensiamo che vadano innaffiate, vadano curate, perché Foggia sarà sempre ancora più forte quanto più queste radici saranno stabili, saranno radici che entrano nel terreno e tengono l’albero della città di Foggia saldamente legato a terra”, ha chiosato Angiola. “Ho accolto l’invito del professore per parlare innanzitutto delle motivazioni che legano il Foggia Calcio e Foggia in maniera indissolubile”, ha detto invece l’autore Domenico Carella. “Cerco di spiegare, in base alle ricerche che ho fatto e che ho sostenuto negli ultimi anni, di motivare il perché questa squadra di calcio e questa città siano così legate e in maniera così forte”, ha raccontato lo scrittore. 

“Ci sono delle motivazioni, che affondano le radici agli inizi degli anni Venti del Novecento, quando il calcio è stato praticamente fondato a Foggia, e cerco di dare motivazioni, attraverso appunto delle fonti storiche, per poi andare a raccontare anche gli anni che tutti quanti conosciamo per averli vissuti in prima persona”, ha proseguito. “La motivazione principe che mi ha spinto a compiere questo importante lavoro la potrei riassumere con una frase di un vecchio giocatore del Foggia , Giosuè Poli, che ha giocato nel terzo campionato federale della squadra rossonera, e che ha raccontato in un suo libro del 1965 - visto che poi è stato anche giornalista, scrittore e presidente della sezione pugliese del Coni - come il pubblico di Foggia nel 1920 fosse già quello di oggi: se la squadra perdeva non li guardavano in faccia, come un innamorato tradito, ma se si vinceva prendevano i calciatori, li mettevano sulle spalle e gli facevano fare il giro della città”, ha concluso Carella.

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