Una notizia lieta è arrivata ieri (lunedì 15 luglio, ndr) alla sindaca di Foggia Marida Episcopo dalla classifica Governance Poll 2024, l’indagine annuale sull’apprezzamento dei sindaci realizzata da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore. Il 32esimo posto conquistato vuol dire che, rispetto ai voti ottenuti il giorno dell’elezione, l’ex dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale ha guadagnato un 2,2%, passando dal 52,8% dei consensi a un indice di gradimento del 55%. E’ stato questo, infatti, il responso della domanda “se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l’attuale sindaco?” posta agli intervistati, ai quali è stato chiesto un giudizio complessivo sull’operato del proprio primo cittadino. Ma la buona nuova non ha alcun effetto sulle dinamiche interne al campo largo del capoluogo daunio, che dopo sette mesi mostra, dietro le quinte, le ripercussioni del voto europeo di giugno scorso. Le tensioni viste a dicembre rispetto alla composizione della giunta sono tornate nell’attuale distanza e rivalità tra i due principali partiti di maggioranza, Pd e M5S, anche perché già si comincia a respirare il clima che prelude allo scontro sulle regionali del 2025. Né aiuta a stemperare gli attriti la sindaca Episcopo, che pur essendo stata scelta dai pentastellati Mario Furore e Rosa Barone è ormai considerata totalmente piddina e piemontesiana. Non è un mistero che i contiani definiscano “inesistente” il suo apporto alle europee alla causa del rieletto europarlamentare Furore. Ma c’è ben altro dietro quanto appare davanti alle telecamere.
I primi sette mesi dall’insediamento della giunta, come analizzato su queste colonne in molteplici occasioni, hanno mostrato pochissimo, se non nulla, in termini di risultati concreti e attività deliberativa. Tra i meno soddisfatti c’è la presidente del consiglio Lia Azzarone, numero uno dell’assemblea regionale Pd. In seno alla stessa maggioranza è grande la delusione per l’operato del super assessore ai lavori pubblici ed urbanistica Giuseppe Galasso, criticato per le mancate risposte che spesso bloccano anche l’attività di altri assessorati.
C’è anche l’ammissione, nel campo largo e negli uffici comunali, che il dirigente a tempo determinato Giuseppe Marchitelli è stato caricato da Episcopo di fin troppi incarichi, dimenticando che si tratta del funzionario del settore finanziario del piccolissimo Comune di Sant’Agata di Puglia. Gli errori sono stati già considerevoli ma Episcopo lo reputa un proprio fedelissimo, giustificando in tal modo la scelta di non alleggerirne il lavoro e non agire per limitare i danni ed impedirne di nuovi.
Chi, invece, è stata letteralmente presa di mira dalla prima cittadina è l’assessora alle politiche sociali Simona Mendolicchio, cui Episcopo non perdona la carenza di risultati. Questo in via ufficiale, perché secondo i beninformati la colpa della veterinaria ASL è di averla contraddetta in alcune occasioni. Mendolicchio è in giunta come diretta espressione di Furore e Barone, dunque l’esser caduta in disgrazia presso Episcopo è un fatto che va ulteriormente ad esacerbare il rapporto logoro tra sindaca e M5S, dove non si immaginavano di certo che la situazione avrebbe preso questa china dopo il voto.
Più in generale, quello che trapela dalla maggioranza è la difficoltà di avere a che fare con Episcopo.
“E’ determinatissima, vi stupirà tutti”, diceva con entusiasmo Furore prima delle comunali di ottobre 2023. Oggi da Palazzo di città emerge, da molteplici parti, il ritratto di una sindaca che non accetta di essere contraddetta e che non sopporta alcuna critica, ma nemmeno i suggerimenti, i consigli, le diversità di opinioni. Ne sono una conferma i già tanti litigi avvenuti, con Episcopo intervenuta con durezza anche rispetto a personalità importanti del campo largo. Nel giro di pochi mesi la sindaca è insomma riuscita a mettersi contro pezzi di tecnostruttura e di politica, tant’è che oggi alcuni già si dicono molto scettici rispetto alla possibilità che il mandato duri cinque anni.
L’ultimo caso, in ordine di tempo, è stato l’uscita infelice sul Giordano in Jazz, con Episcopo esorbitante intervenuta (facendo danni) al posto dell’assessora alla cultura Alice Amatore.
L’incapacità di accettare le critiche è evidente non solo rispetto a stampa e maggioranza, ma anche quando arrivano dai social: è nota da mesi l’onnipresenza di Episcopo su Facebook, presidiato in qualunque momento, anche durante le sedute consiliari e le occasioni pubbliche.
Un controllo ossessivo che non si limita a monitorare il dibattito in Rete ma si spinge al punto di replicare personalmente e direttamente a ogni utente che si permette di criticare il lavoro dell’amministrazione comunale, compresi i referenti dei partiti del campo largo che l’hanno eletta, come il Verde Fabrizio Cangelli, bacchettato giorni fa come fosse un alunno per un post del tutto legittimo in cui esprimeva dubbi e perplessità rispetto alla scelta in favore dei due tralicci proposti come installazione artistica da Felice Limosani per Campi Diomedei.
“Se con me vuoi fare la maestrina dalla penna rossa non basta imporre l'autorità che ti viene dal potere, ti occorre autorevolezza. E quest'ultima nessun potere la potrà mai imporre: ce l'hai o non ce l'hai”, è stata la replica piccata dell’avvocato e co-coordinatore provinciale dei Verdi.
(Pubblicato nell’edizione in edicola martedì 16 luglio 2924)
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