Bisogna assomigliare alle parole che si dicono, specie quando si blatera continuamente di legalità ma di fatto non si agisce per rimuovere situazioni irregolari e illegali. E non lo si fa per svariati motivi, che fanno emergere incoerenze, opacità e false affermazioni. Per l’amministrazione Episcopo, a Foggia, il nodo di Parcocittà è un nervo scoperto più grande di Parco San Felice, anche per via di un oggettivo conflitto di interessi dell’assessora alla Cultura Alice Amatore, piddina, socia – al pari di svariati propri familiari – di una delle associazioni che gestiscono l’anfiteatro che è bene pubblico. Una gestione ormai abusiva, considerato che, oltre alla morosità per il mancato versamento degli introiti all’ente comunale, la convenzione è scaduta addirittura cinque anni fa, nel 2019. L’Attacco segue tale vicenda sin dai tempi dell’amministrazione Landella. Almeno dai commissari straordinari ci si attendeva un intervento, e invece nulla. E oggi che al governo del Comune capoluogo c’è un’amministrazione a guida Pd la situazione è diventata ancor più incandescente e imbarazzante (per chi è capace di provare imbarazzo).
Le non risposte fornite al riguardo da Episcopo e dall’assessore De Santis, tutte rivolte ad un futuro indefinito (“stiamo procedendo ad una ricognizione del patrimonio comunale”, “agiremo anche su Parcocittà”) ne sono l’ulteriore conferma. Chi da anni ha messo nero su bianco la segnalazione di tale illegittimità è il dirigente finanziario Carlo Dicesare. Il 28 aprile 2023, quando ancora era presente la commissione straordinaria a reggere l'ente, Dicesare sollecitò con la massima determinazione l'attivazione della procedura per il nuovo affidamento del bene pubblico. Scrisse una nota perentoria alla commissione straordinaria, alla segretaria generale, al dirigente del servizio cultura e sport Giuseppe Marchitelli e ai revisori dei conti.
“Con deliberazione di giunta comunale del 21 maggio 2014 si decise di aderire al progetto Parcocittà, proposto dalla APS Energiovane, soggetto capofila in partnership con altre associazioni, concedendo in uso il bene struttura di servizio anfiteatro/Parco San Felice per le attività da svolgere per la durata di cinque anni”, ricordò Dicesare. “Pertanto questo ente ha concesso alla ats il bene situato all'interno del parco urbano San Felice di Foggia”.
Il dirigente continuò sottolineando “alcune criticità inadempienze che negli anni si sono palesate in relazione al rapporto concessionario con la ats: la concessione in uso del bene è stata autorizzata impropriamente con delibera di giunta comunale anziché con delibera di consiglio comunale, ai sensi dell'articolo 42 Tuel; non è stata riversata all'ente l’intera somma corrispondente alla percentuale degli incassi per gli eventi, come invece stabilito in convenzione, e attualmente la somma versata è pari a soli 256,71 euro dal 2016 ad oggi; risulta, da segnalazioni pervenute, che l’ats conceda la struttura anfiteatro a terzi in spregio alla normativa che regola le concessioni di beni pubblici per spettacoli ed eventi a fronte di un'entrata economica non autorizzata”.
“Di fatto viene attuata una sorta di “sublocazione” della quale questo ente non è formalmente a conoscenza”, stigmatizzò il dirigente finanziario, che chiese invano conto ai gestori di cosa stavano facendo e delle somme non versate nelle casse comunali. “Con due note di novembre e dicembre 2021 fu sollecitata la ats a comunicare l'elenco di tutte le attività svolte/realizzate dalla stessa o da soggetti terzi, dal primo gennaio 2020 ad oggi, e di comunicare analiticamente per ogni evento svolto/realizzato gli incassi percepiti e la percentuale degli stessi riversata all'ente per quanto stabilito nella convenzione. A tali note non è stato mai dato riscontro”.
Ma le criticità non finivano lì: “Non risulta a carico dell'ats la voltura delle utenze, come stabilito nell'atto di concessione. E non risultano avviate le procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento della gestione della struttura, nonostante la concessione sia scaduta nel 2019 punto”. Dicesare concluse in modo netto: “Si chiede pertanto di attivare il procedimento di revoca immediata della concessione, con relativo rilascio della struttura. Si invita il Servizio cultura e sport ad attivare ogni utile iniziativa finalizzata al recupero delle somme oggetto della convenzione”.
Ma c’è anche un evidente conflitto di interessi legato all’assessora Amatore, come evidenziano i documenti leggibili sul sito del Registro unico nazionale del terzo settore. Rispetto all’associazione L’Aquilone, il verbale di assemblea straordinaria del 2022 (registrato ai primi del 2023) riporta dieci soci tra cui la stessa Alice Amatore, sua zia presidente dell’associazione Rita Amatore, suo zio Demetrio Amatore, suo fratello Remo Amatore, oltre al mentore politico Peppino D’Urso (ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese).
Rispetto all’associazione Energiovane il verbale dell’assemblea straordinaria del 27 aprile 2024 indica tra i soci Remo Amatore. Mentre leggendo il contratto di concessione in comodato d’uso - che fu firmato dal Comune con Paolo Delli Carri rappresentante legale dell’ats tra Energiovane capofila (presidente Simona Padalino), L’Aquilone (fondata nel ’90 da Peppino D’Urso, legale rappresentante Rita Amatore), Fondazione Apulia Felix, cooperativa Monti Dauni Multiservice - balzano agli occhi tutte le previsioni non rispettate, tra cui queste: “Il comodatario dovrà presentare ogni anno all’amministrazione comunale un programma di massima per l’utilizzo della struttura”; “Il 3% sull’importo degli incassi provenienti dall’attività di sbigliettamento dovrà essere versato all’amministrazione comunale”; “Per l’eventuale uso autorizzato dal Comune in favore di altre associazioni esterne è stabilito a carico delle stesse un rimborso forfettario pari a 300 euro”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).