“Chi ha architettato tutto sarebbe Pignataro, sostenuto da Clemente. Di mezzo anche la presidente Rizzi”

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Alcune precisazioni sono giunte a l’Attacco dopo l’ultimo articolo sulla società AM Service, che avrebbe assunto con diversi contratti a tempo determinato un tecnico di caldaie operante nell’azienda della moglie del responsabile tecnico del settore energia della partecipata comunale. “Salve, in merito all’articolo uscito sull’assunzione del somministrato in AM Service, voglio portare alla vostra attenzione che il dirigente da voi citato non è propriamente un dirigente, ma il responsabile tecnico del settore energia”, si legge nella lettera arrivata in redazione. “Oltre a gestire la sua azienda di caldaie, infatti, gli è stato affidato l’incarico attuale da ben 3 anni, che per legge non potrebbe ricoprire a causa di un evidente conflitto d’interessi”, viene specificato. “Come mai i commissari hanno permesso una cosa simile?”. “C’entra la politica?”, incalza. 

“Si chiede che il Comune di Foggia sollevi il dipendente Francesco Paolo Pignataro da tale incarico, visto che si occupa anche di gestione del calore assieme all’altro dipendente assunto nel 2006”, prosegue la missiva. “Ma c’è anche un altro punto critico”, aggiunge. “Il somministrato ha supportato politicamente la dipendente Pina Rizzi, candidata in quota PD alle ultime elezioni comunali, e un’altra candidata del partito di Sergio Clemente, politico di riferimento di Pignataro”, racconta l’anonimo. “Insomma, una vera e propria loggia massonica”, afferma. “Il Comune di Foggia faccia chiarezza su tutto questo, magari sollevando dai rispettivi incarichi sia Rizzi che Pignataro, ritenuti da diversi colleghi degli sciacalli senza scrupolo”, conclude. 

L’Attacco, a questo punto, ha raggiunto nuovamente a telefono la sua fonte, vicina ad AM Service, che ha confermato in blocco quanto rivelato dal lettore. “Dopo il vostro articolo la politica locale è impazzita”, spiega. “Clemente e il Movimento 5 Stelle hanno ripetutamente contattato l’azienda per avere i nomi dei responsabili”, dice. “Clemente, però, dovrebbe conoscerli bene, visto che ce li ha messi dentro direttamente lui”, precisa. “Il Movimento 5 Stelle, invece, non so per quale motivo li cerchi, forse hanno degli scheletri nell’armadio anche loro”, commenta. Contattati nuovamente sui numeri telefonici aziendali, i responsabili di AM Service non hanno nuovamente risposto alle ripetute telefonate de l’Attacco. 

Insomma, la vicenda, al netto delle indiscrezioni filtrate da fonti rimaste anonime, rimane vischiosa e piuttosto nebulosa. Quello che preoccupa maggiormente, invece, è sicuramente la conferma puntuale che arriva su tutta la linea da parte di altre fonti, decisamente più autorevoli, poiché interne o comunque molto vicine ad AM Service, direttamente collegate al giornale. Le continue mancate risposte ai solleciti telefonici de l’Attacco da parte degli uffici della partecipata, tuttavia, certamente non aiutano la ricerca e neppure la verità. 

Ad ogni buon conto, fino a questo momento si tratterebbe esclusivamente di ipotesi, e nessuno sarebbe ancora in grado di definire meglio quanto sta accadendo circa le ripetute assunzioni a tempo determinato di un tecnico che precedentemente era impiegato nella ditta intestata alla moglie del responsabile Pignataro e da quest’ultimo direttamente gestita dopo lavoro.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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