Unifg, le ombre dell’accordo tra rettore e (ex) nemica numero uno Curtotti. Sevi protagonista o vittima?

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A una settimana di distanza dal clamoroso annuncio, da parte del rettore Unifg Lorenzo Lo Muzio, della nuova squadra di governo e in particolare della nuova prorettrice Donatella Curtotti, si è svolta ieri la prima seduta di senato accademico. Ma restano ignoti i termini dell’accordo tra il Magnifico e il fronte degli oppositori, capitanato per oltre un anno e sin dalle elezioni per il rettorato di marzo 2023 proprio dalla (ex) nemica numero uno Curtotti. Sono molteplici gli interrogativi e i dubbi che aleggiano in Ateneo, a fronte del tentativo di narrare la scelta come una ricomposizione destinata a portare finalmente “serenità” grazie all’eliminazione di “fattori di disarmonia”. Molto difficile crederlo, visto che per tutto questo tempo Curtotti&Co. hanno agito in ogni maniera, a cominciare dal costante ostruzionismo e dalle frequenti e perentorie richieste, al fine di screditare e fiaccare Lo Muzio, sperando di indurlo alle dimissioni. Le criticità svaniscono magicamente quando agli oppositori vengono consegnate le teste delle professoresse Francesca Cangelli, Fiammetta Fanizza e Giusi Toto, rimosse dal Magnifico dai rispettivi incarichi di prorettrice vicaria e delegate rettorali. 

Quanto la mossa improvvisa di Lo Muzio abbia colto tutti di sorpresa lo conferma anche la lettera inviata alla comunità accademica dal professor Giuseppe Carrieri, preside della Facoltà di Medicina, stimato da tutti per la propria moderazione. “Caro Lorenzo e cara comunità, in qualità di preside dell'Area medica che ha espresso e permesso la tua elezione, sento la responsabilità di esprimermi sulla nuova compagine di governo, esito di una decisione che hai preso in autonomia e senza ritenere doveroso il confronto con i rappresentanti della tua Area”, ha esordito Carrieri rimarcando il mancato coinvolgimento proprio dell’Area medica, cui Lo Muzio appartiene e decisiva a marzo 2023. Parole che sono sicuramente condivise anche dal direttore del dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche Gaetano Serviddio, mentre il direttore del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale Maurizio Margaglione, legato a Curtotti, è ritenuto in Ateneo favorevole all’accordo. 

“Leggo questa decisione”, ha continuato Carrieri, “nel segno di una indispensabile ricomposizione di conflitti che finora hanno paralizzato l'Ateneo e che hanno purtroppo coinvolto anche la nostra Area. Spero, quindi, fortemente che l'allargamento della compagine, con l'affidamento di ruoli strategici a persone che non hanno sostenuto la tua elezione, rappresenti un nuovo capitolo e sia l'inizio di una stagione che, proprio nell'orbita della ricomposizione, lavori responsabilmente e alacremente per riportare al centro della politica universitaria il tema di quale Ateneo vogliamo essere, anche tenuto conto dei molti interlocutori istituzionali che ci guardano con crescente attenzione. Sono fiducioso che l'Area medica continuerà a darti sostegno se il tuo governo sarà capace di operare con lealtà, trasparenza e concretezza, tenendo fede agli impegni che ti sei dato e per i quali la comunità ti ha sostenuto e dato fiducia” ha concluso il professor Carrieri. 

Al di là dello sconcerto e della meraviglia causati dalla mossa di Lo Muzio – tutta tesa ad evitare la mozione di sfiducia che Curtotti e i suoi preparavano per maggio 2025 – restano i punti oscuri di tale intesa. Il vertice della tecnostruttura, ovvero la direttrice generale Teresa Romei, andrà via a fine anno, come Lo Muzio aveva deciso mesi fa, per far ritorno al Policlinico Riuniti, di cui è dipendente in aspettativa? E’ cioè possibile che, nell’ambito dell’accordo col rettore che l’ha portata ad esserne la vice, Curtotti abbia scaricato Romei, che in tutto questo anno di contrapposizione frontale ha rappresentato per gli oppositori un forte punto di riferimento? Fonti legate al rettore garantiscono che indietro non si tornerà e che Romei è diretta verso il Policlinico, ma la storia recente di Unifg insegna che mai nulla è scontato con Lo Muzio e che tutto può cambiare. 

Un altro interrogativo pesante riguarda il professor Agostino Sevi, ex prorettore e attuale direttore del dipartimento Dafne (Scienze agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria). Finora Sevi è stato colonna portante del fronte anti Lo Muzio, insieme agli altri direttori Curtotti (Giurisprudenza), Barbara De Serio (Distum), Carmela Robustella (Scienze sociali) e in ultimo Margaglione. 

Adesso i rumors circolanti in Ateneo sostengono che l’accordo Lo Muzio-Curtotti porterà ad un “netto ridimensionamento” di Sevi, da cui si sarebbe “del tutto smarcata” la sua storica alleata e braccio destro Milena Sinigaglia, nominata ora dal rettore tra i nuovi delegati. Ma c’è da crederci? E’ un fatto che Sinigaglia a febbraio scorso abbia pagato le azioni da oppositore di Sevi con la rimozione dall’incarico di prorettrice, mentre ora in Unifg serpeggia l’indiscrezione relativa all’ipotesi di modifica dello statuto per introdurre il terzo prorettore, in modo da aggiungere proprio Sinigaglia a Curtotti e Michele Milone. 

Ed è un fatto che ad aver favorito la ricucitura tra Lo Muzio e Curtotti sia stato il neo delegato al Grant Office Matteo Alessandro del Nobile, nemico giurato di Sevi dopo le denunce e gli esposti sui presunti illeciti proprio ad Agraria. Ma va detto anche che tra i nuovi delegati figura pure la professoressa Mariangela Caroprese (placement), fedelissima di Sevi. Dunque si capirà solo più avanti se Sevi sia protagonista o vittima dell’alleanza tra Lo Muzio e Curtotti. Ridimensionarlo significherebbe, in primis, togliergli il controllo sui multimilionari Patti territoriali. Nell’ottica del dopo Lo Muzio potrebbe star ragionando Curtotti, che tra circa tre anni si libererà di Sevi (classe ’63), non più candidabile alla carica di rettore.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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