Foggia, al via la gara per il verde urbano in 4 lotti e con spesa raddoppiata. Rizzi: “Nessun coinvolgimento”

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Raddoppia la spesa del Comune di Foggia per il servizio di igiene urbana. Tramite la Stazione unica appaltante della Provincia, è stato pubblicato il bando di gara per l'affidamento dell’accordo quadro biennale, con opzione di proroga per ulteriore biennio, avente ad oggetto i servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico orizzontale e verticale, suddiviso in quattro lotti funzionali, a favore del Comune capoluogo, per un importo stimato pari a 8.016.000 euro, oltre IVA. A settembre scorso l’Attacco sottolineò come insieme al servizio di igiene urbana svolto da Amiu Puglia spa fosse il miglioramento del servizio relativo al verde urbano che rappresenta uno dei principali obiettivi del M5S, seconda forza di maggioranza nell’amministrazione Episcopo a Foggia. La volontà della vicesindaca e assessora all’ambiente Lucia Aprile di cambiare in modo radicale l’attuale contratto per la manutenzione del verde pubblico (avente come concessionaria la cooperativa Tre Fiammelle, che punta a farsi riconfermare l’affidamento) era stata rivelata su queste colonne sin dalla primavera 2025, quando la contiana cercò di capire se fosse possibile aumentare considerevolmente l’importo contrattuale, passando dall’appalto attuale (consorzio bolognese CNS e cooperativa foggiana Tre Fiammelle) di 1,6 milioni di euro annui a ben 3,3 milioni di euro, ovvero 1,9 milioni in più. Il ridimensionamento da parte del Servizio finanziario portò a 1,2 milioni di euro in più, ovvero un appalto da 2,8 milioni, importo considerato comunque più che significativo per migliorare sensibilmente i risultati del servizio. Poi quella previsione si concretizzò, con la delibera di giunta che lo scorso 10 settembre approvò il documento di indirizzo alla progettazione dei servizi relativamente agli accordi quadro biennali, con opzione di proroga per ulteriore biennio, per la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico orizzontale e verticale, distinta in quattro lotti. Significa che non soltanto la dotazione aumenta ma che non si sarà più un unico aggiudicatario dell’appalto, ma che potranno esserci anche quattro imprese differenti, nel convincimento di Aprile che una sola impresa non possa svolgere al meglio, da sola, il servizio in tutta la città. Ciascun concorrente può partecipare alla gara per uno o più lotti. Se, in conseguenza della limitazione dell’aggiudicazione di un lotto per ciascun offerente, per un lotto non vi siano più offerte ammesse disponibili, l’aggiudicazione di tale lotto avviene in favore dell’offerta classificata come migliore in graduatoria, anche qualora tale offerente sia già risultato aggiudicatario di un precedente lotto, a condizione che l’offerente sia in possesso dei requisiti relativi al lotto che si aggiudica; in assenza dei requisiti per il lotto ulteriore, si provvede mediante scorrimento della graduatoria. 

Il lotto A riguarda la parte Nord/Ovest e Sud-Ovest della città, il lotto B la parte Nord – Est, il lotto C la parte Sud – Est, il lotto D la parte delle Borgate e delle strade extraurbane oltre la tangenziale. Gli importi sono differenti a seconda dei casi: per il lotto A l’importo del contratto a base di gara, così come quello dell’opzione di proroga, è pari a 1.230.000 euro, oltre IVA; per il lotto B 1.318.000 euro, oltre IVA; per il lotto C si tratta di 1.290.000,00, oltre IVA; infine per il lotto D 170.000 euro, oltre IVA. Il criterio di aggiudicazione scelto è il criterio del prezzo più basso, come stabilito nella decisione a contrarre del Comune di Foggia.

Il responsabile unico del progetto è per il lotto A l’agronomo Giovanni Castriotta, per il lotto B Giovanni Sorbo, per il lotto C l’ingegnere Alessandro Maggio e per il lotto D Luigi Sorda, tutti funzionari dell’ente municipale. Prevista dal bando la clausola sociale, che impone il riassorbimento del personale attualmente in servizio, così come individuato nell’elenco del personale allegato agli atti tecnici di gara. Ma non mancano le critiche all’operato comunale.

E’ una “riflessione amara” quella del naturalista foggiano Vincenzo Rizzi (referente di Europa Verde e Federazione Pro Natura) sul verde urbano e sulla “discontinuità mancata”. “È davvero curioso, quasi poetico nella sua tragicità, guardare indietro e ammettere che un tempo la gestione del verde a Foggia avesse tutto un altro spessore. La cosa incredibile? Allora non avevamo tutta questa consapevolezza scientifica su quanto la natura sia vitale per il benessere umano, eppure le cose funzionavano. Oggi che siamo tutti "esperti" e pieni di belle parole, riusciamo nell'impresa titanica di fare passi indietro da gigante”, afferma Rizzi. “Fa male constatare che la scelta di procedere sul nuovo bando per il verde ignorando totalmente il confronto con le parti sociali - associazioni ambientaliste, comitati, ordini professionali - sia la prova del nove di un fallimento annunciato. Doveva essere l’era della discontinuità, della partecipazione e del dialogo, invece ci ritroviamo davanti al solito vecchio muro di gomma. Procedere in solitaria, chiusi nelle stanze del Palazzo, non è solo un errore strategico: è la dimostrazione palese che, nonostante i proclami elettorali, la volontà di cambiare rotta semplicemente non esiste. Si potrebbe ancora invertire la marcia, certo, ma il sospetto (che ormai è quasi una certezza) è che tra quei corridoi la conservazione dello status quo sia molto più comoda del coraggio di innovare”, continua l’ambientalista. “Forse, alla fine, il vero problema non è la mancanza di risorse, ma la totale assenza di visione. Cambiare si può, ma bisogna volerlo davvero, non solo recitarlo durante i comizi”.

“Una riflessione che, ovviamente, condivido”, fa sapere Maurizio Marrese, naturalista e presidente del WWF Foggia, che in questi anni con Rizzi ha più volte sollecitato l’amministrazione a cambiare rotta rispetto alla gestione del verde e che nei giorni scorsi ha pubblicato la foto di una capitozzatura mostruosa, scattata proprio nella città capoluogo, come emblema dell’inadeguatezza di chi si occupa di tale materia negli uffici comunali.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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