Paesaggio sonoro sommerso, il primo studio internazionale sarà realizzato nelle acque delle Tremiti

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Si tratta del primo progetto di ricerca a livello internazionale che studierà i paesaggi sonori sommersi per sondare l'impatto del rumore prodotto dalle attività umane (anche quelle comunemente ritenute più soft) sulla vita sottomarina. Uno studio ambizioso, che durerà minimo due anni e che coinvolgerà diversi ricercatori, esperti di settore e tecnologie specializzate.

Verrà condotto in provincia di Foggia, nell’Area marina protetta delle Isole Tremiti, dal Laboratorio del Mare, società di ricerca scientifica nel cui universo gravita Marlin Tremiti, associazione per la divulgazione della tutela ambientale, che, attraverso l’attività subacquea professionale, (auto)finanzia i progetti del Laboratorio del Mare. La bioacustica nasce come complemento dell'etologia per studiare la dimensione comunicativa negli animali.

Allargando il suo ambito di azione allo studio degli habitat e al monitoraggio della biodiversità (ecologia), diventa eco-acustica, che studia i rapporti fra i suoni emessi e ricevuti dalle varie specie in relazione all'ambiente acustico.

Il progetto del Laboratorio del Mare per la tutela e la valorizzazione dei paesaggi sottomarini vedrà la collaborazione, tra gli altri soggetti, di Contralto Audio (importante azienda specializzata in acustica e ingegneria del suono).

Alla fase progettuale hanno partecipato Giuseppa Buscaino (Phd Senior scientist del Cnr), Walter Zimmer (Centre for Maritime research and experimentation), Mario Di Cola (founder, project manager, ceo della Contralto Audio srl), Adelmo Sorci (responsabile delle attività di ricerca scientifica del Laboratorio del Mare), Ilaria Di Lauro e Francesca Necci (biologhe marine del Laboratorio del Mare).

L'ecoacustica riprende e ricolloca su binari strettamente scientifici il "paesaggio sonoro" inteso come espressione della qualità ambientale, per cercare di riconoscere precocemente i cambiamenti indotti dalle azioni dell'uomo sia a livello locale sia globale, come ad esempio in conseguenza dei cambiamenti climatici. Il progetto annovererà il coinvolgimento, nelle varie fasi, anche dei subacquei che visiteranno le Isole Tremiti per le loro attività in mare e, tre le altre cose, posizioneranno sott’acqua microfoni speciali e realizzati ad hoc in alcuni punti dell’arcipelago tremitese.

Oltre alle informazioni (raccolte 24h) e all’elaborazione dei dati registrati il progetto sarà anche l'occasione per informare come l'ambiente naturale vive grazie ai suoi suoni. E’ noto infatti come proprio attraverso i suoni gli animali comunichino, si corteggino, si riproducano, trovino cibo ascoltando. Una ricerca, dunque, quella del Laboratorio del Mare, che diventa funzionale alla sopravvivenza delle specie e degli ecosistemi. Perché su essi l'inquinamento acustico ha un impatto negativo. Ancor più in ambiente acquatico, dove il suono si propaga molto meglio che in aria (tanto che le megattere, durante il corteggiamento, riescono ad ascoltarsi a 400 chilometri di distanza). Per cui ogni rumore da traffico commerciale navale o da sonar militari minaccia la loro esistenza. E nono solo.

“L’inquinamento acustico”, spiega Adelmo Sorci a l’Attacco, “sta diventando un elemento molto importante anche per la ricerca in ambito delle attività del mare. La grande movimentazione navale, come pure gommoni e barche da diporto in transito, per esempio, rappresentano elementi negativi per la vita quotidiana dell’ambiente marino, sia tettonica che pelagica. Dalla ricerca cercheremo di comprendere anche quale tipo di impatto sull’ambiente sommerso possano avere le attività subacquee. Molti pesci – spiega Sorci - comunicano, si cercano, si spostano grazie ai suoni. Quando l’ambiente è fortemente inquinato da altri rumori i loro segnali non riescono ad arrivare in modo preciso. E’ opinione condivisa tra i ricercatori di settore che lo studio dei paesaggi sonori sia fondamentale per lo sviluppo e il mantenimento della biodiversità. A maggior ragione nell’AMP delle Isole Tremiti, negli ultimi tempi presa d’assalto, specie dopo il lockdown, da un grande afflusso turistico. Ecco perché abbiamo ritenuto di voler analizzare il grande movimento di superficie che ha impattato sul mare delle Tremiti, oltre ad altri elementi che è necessario approfondire a livello sistemico e che stanno condizionando la vita di tutti i mari, come il mutamento della biodiversità, la regressione della posidonia, l’innalzamento della temperatura dell’acqua. Non ci si può muovere solo quando accadono catastrofi, bisogna agire d’anticipo – conclude il responsabile del Laboratorio del Mare - con ricerche prolungate nel tempo”. Un progetto ambizioso quello di Sorci e del team che si sta sviluppando intorno: il Laboratorio del Mare da molti anni si impegna sul fronte della ricerca e della tutela dell’Area marina protetta tremitese, tanto da aver ricevuto riconoscimenti anche in ambito universitario. L’autofinanziamento è il motore di questa realtà, che ogni anno indice borse di studio per attività di ricerca e che spesso si sostituisce al mancato lavoro delle istituzioni. 

“Purtroppo”, conclude Sorci, “qui abbiamo una gestione dell’Area marina protetta a dir poco disastrosa da parte dell’Ente Parco nazionale del Gargano. E noi cerchiamo di compensare ciò che non viene fatto da chi dovrebbe”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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