Il 2022 si è concluso nel migliore dei modi per l’Università di Foggia, grazie al riconoscimento del DAFNE (Scienze agrarie, alimenti, risorse naturali e ingegneria) quale dipartimento di eccellenza.
Quello di via Napoli, guidato dalla direttrice Milena Sinigaglia, è uno dei 180 premiati a livello nazionale e per questa ragione accederà al finanziamento ministeriale, che per il DAFNE di Unifg ammonta a ben 8 milioni di euro.
La legge 232/2016 ha previsto l’istituzione di un “Fondo per il finanziamento dei Dipartimenti universitari di eccellenza”, con un budget annuale di 271 milioni di euro, al “fine di incentivare l’attività dei Dipartimenti delle università statali che si caratterizzano per l’eccellenza nella qualità della ricerca e nella progettualità scientifica, organizzativa e didattica, nonché con riferimento alle finalità di ricerca di Industria 4.0”. In base alla normativa, l’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) ha definito, su richiesta del Ministero dell’Università e della ricerca, un indicatore standardizzato di performance dipartimentale. All’esito dell’ultima valutazione della qualità della ricerca (VQR 2015-19) l’ANVUR ha quindi redatto una graduatoria preliminare dei migliori 350 Dipartimenti delle Università statali.
Le Università statali di appartenenza dei Dipartimenti collocati nelle prime 350 posizioni della graduatoria hanno quindi presentato domanda per ottenere il finanziamento, fino a un massimo di 15 dipartimenti per ciascuna Università. I progetti presentati sono stati sottoposti alla valutazione di una commissione, composta da sette componenti.
La commissione, combinando il punteggio dell’ISPD (massimo 70 punti) e la valutazione dei progetti (massimo 30 punti), ha stilato una graduatoria finale dei 180 Dipartimenti di eccellenza, tenendo anche conto del numero massimo di dipartimenti finanziabili per ciascuna delle 14 aree CUN.
“Eravamo in lizza anche nella precedente edizione 2018-2022, quando tra i 180 dipartimenti di eccellenza finì Medicina clinica e sperimentale”, commenta a l’Attacco la professoressa Sinigaglia.
“In questa edizione 2023-2027 siamo entrati soltanto noi e, grazie al progetto presentato, il DAFNE è risultato meritevole del riconoscimento. Rispetto agli 8 milioni che ci perverranno, ci sono vincoli ministeriali nella spesa, che dovrà avvenire nell’arco di 5 anni. La parte prevalente, pari a circa 5 milioni di euro, servirà al reclutamento del personale, sia docente che tecnico. Un’altra parte, pari a 1.250.000 euro, servirà per le infrastrutture, ovvero per l’ampliamento dei nostri spazi. Siamo in trattativa col CREA per raggiungere questo obiettivo. La restante parte sarà utilizzata per potenziare la didattica e per la premialità del personale”.
Per l’area delle Scienze agrarie e veterinarie sono stati ammessi a finanziamento 10 dipartimenti italiani: il DAFNE di Unifg è secondo dopo l’Università della Tuscia di Viterbo. A seguire ci sono Verona, Padova, Napoli Federico II, Bologna, Milano, Bari e Pisa.
“Siamo davvero molto contenti, siamo cresciuti tanto”, continua la direttrice Milena Sinigaglia.
“E’ un riconoscimento di cui andiamo fieri noi in particolare ma che rappresenta un successo di tutto l’Ateneo”.
Nel 2018 era toccato a Medicina clinica e sperimentale, ma tra i 350 dipartimenti inseriti nell’elenco predisposto dall’ANVUR sulla base dell’indicatore standardizzato di performance (ISPD) individuato dalla stessa Agenzia c’era stato anche l’allora SAFE, ovvero il vecchio dipartimento di Agraria dell’Ateneo daunio.
Il finanziamento integrativo destinato al dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Unifg ammontava all’incirca a 7.980.000 euro, di cui 2.750.000 destinati alla costruzione di un nuovo centro contenente aule e laboratori di medicina, proseguendo quindi nella modernizzazione ambientale e tecnologica del Polo Biomedico “Emanuele Altomare” di via Napoli. Il resto del finanziamento, come da indicazioni progettuali e ministeriali, è stato invece destinato all’assunzione di nuovo personale docente e all’upgrade di quello già in servizio.
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