Sita in zona periferica, in quel luogo che i residenti del posto chiamano “cartiera” perché limitrofa all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, la Chiesta della Sacra Famiglia si appresta a spegnere la sua 60esima candelina.
Giovedì 2 febbraio, infatti, la parrocchia celebrerà 60 anni di Anniversario della Fondazione Canonica, un evento significativo e naturalmente unico proprio perché significa contemplare panoramicamente la grazia di Dio che si è resa efficace nella vita di un quartiere e di tante famiglie. Insomma un tempo da non perdere, un’occasione da non sciupare, un’opportunità da vivere. Si partirà questa sera alle ore 19 con la conferenza dal titolo “Per non dimenticare – le periferie nell’azione pastorale del venerabile Mons. Farina e le sue implicanze sociali” che vedrà come relatori Mons Luigi Nardella, Postulatore per la causa di Beatificazione e Canonizzazione di Mons. Farina e il dottor Lorenzo Stridi, direttore di stabilimento presso il Poligrafico di Foggia.
Ma veniamo al dunque. L’Amministrazione dell'Istituto Poligrafico dello Stato, insediato nella periferia di Foggia nel 1936, realizzò in quella porzione cittadina non solo abitazioni per i dipendenti che costituirono il borgo “Costanzo Ciano”, oggi borgo “Armando Diaz” come chiamato il quartiere, ma fece costruire anche la chiesa per assicurare l’assistenza religiosa al personale. La chiesa, dedicata alla Sacra Famiglia, fu progettata dall’Ing. Mons. Celso Costantino della Città del Vaticano e realizzata sotto la direzione dell’Ing. Umberto Zeni tra gli anni 1938 e 1939. Per adornare la semplice aula di culto, la Pia Fondazione “Maria Grazia Barone” regalò una tela che ritrae la Sacra Famiglia, opera del pittore foggiano prof. G. Grilli.
Il 4 novembre del 1940 Mons. Farina aprì ufficialmente al culto la chiesa del borgo col rito della benedizione. L’assistenza spirituale agli abitanti fu inizialmente affidata ai sacerdoti diocesani Nicola La Salandra e Michele Scotto. Circa un anno dopo, a fine dicembre del ‘41, Mons. Farina eresse la chiesa a Cappellania Curata e tale rimase per molti anni. Poiché nel dicembre del 1946 era stata eretta parrocchia la chiesa S. Maria della Croce (zona Martucci, ndr) nel cui territorio era compreso anche il borgo Diaz, dal marzo del 1949 la cura pastorale della Cappellania passò ai Sacerdoti Figli di Don Orione fino al 1955. Dopo gli Orionini il sacerdote Don Vincenzo Forcella assunse la cura pastorale della borgata.
In quegli anni l’incremento demografico in quell’area periferica comprendente anche il Rione Martucci, spinse Mons. Lenotti ad erigere parrocchia la Cappellania della S.Famiglia e il due febbraio del 1963, col parere favorevole del Capitolo Cattedrale, emanò la bolla di erezione. Il 31 maggio dello stesso anno nominò poi lo stesso Don Vincenzo Forcella primo parroco. “Una realtà straordinaria sorta per un’idea lungimirante di Mons. Farina che da sempre dedicò molta attenzione alle periferie cittadine - spiega a l’Attacco l’attuale sacerdote Don Vincenzo Identi – fu proprio lui a chiedere all’Istituto Poligrafico di costruire l’allora Cappella allo scopo di fornire un servizio agli abitanti della zona”.
La via storica di quello che oggi chiamiamo rione Diaz è proprio via Manlio Rossi Doria arteria rionale costruita per volontà della Cartiera a beneficio dei propri dipendenti. Stessa cosa per l’antica scuola che costeggia i cancelli del Poligrafico e che a breve diventerà presidio della Finanza. “Don Luigi Nardella che sarà nostro ospite durante la conferenza di questa sera ci aiuterà a scavare nelle radici della parrocchia, a fare memoria della nostra storia – confida ancora Don Vincenzo – ci darà spunti importanti dal punto di vista parrocchiale.
Il dott. Stridi, invece, ci parlerà delle ricadute sociali sull’intera comunità rionale. Proprio per questa ricorrenza, abbiamo chiesto di poter vivere un anno giubilare – aggiunge – Mons Pelvi, l’1 febbraio, aprirà l’anno giubilare, un anno Santo che farà diventare la nostra una chiesa Giubilare. Seguiranno poi una serie di eventi e di iniziative che ci accompagneranno nei prossimi mesi”. Intanto giovedì prossimo 2 febbraio, in occasione del 60esimo anniversario della Fondazione Canonica, i fedeli si ritroveranno davanti alla chiesa per la “Candelora” e in processione parteciperanno all’apertura straordinaria della “Porta Santa”, il rito che sancisce l’apertura dell’anno giubilare che verrà anticipato, come detto, al primo febbraio, dalla solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Mons. Vincenzo Pelvi alla quale parteciperanno i parroci che si sono succeduti alla guida della Sacra Famiglia e i sacerdoti della Vicaria.
Succeduto a Don Claudio Manfredi, Don Vincenzo Identi sta per compiere il suo settimo anno alla guida della parrocchia del Diaz. “È una bella comunità, a dimensione uomo, che se sprigionasse meglio le sue energie farebbe davvero scintille. Purtroppo la pandemia ha interrotto buona parte di ciò che avevamo iniziato a costruire e a concretizzare. Riprendiamo però – conclude – con la speranza che questo anno giubilare che terminerà nel 2024, possa scuotere la realtà parrocchiale”.
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