Il dimensionamento scolastico in Capitanata è arrivato anche prima della scadenza. Storie di salvezze insperate

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Sono stati giorni convulsi quelli di fine anno 2023 alla Regione Puglia, nei corridoi della Giunta e in particolare dell’assessorato all’Istruzione, con i due organismi chiamati a decidere sulla sospirata variazione degli assetti scolastici pugliesi, in ossequio alla (tanto contestata) disposizione del Governo Meloni che con un decreto interministeriale aveva di fatto indicato la necessità di eliminare 58 autonomie sull’intero territorio di competenza.

Nonostante i rinvii, i cambi di paradigma delle ore precedenti, le contestazioni dei sindacati, alcune minuscole deroghe numeriche e una proroga sulle decisioni possibili fino al 5 gennaio, alla fine la delibera dell’esecutivo di Michele Emiliano, redatta da indicazione degli uffici e dell’assessore Sebastiano Leo che nelle ultime settimane da un alto ha dovuto tenere a bada i diffusi e sostenuti moti di protesta e dall’altro ha dovuto contemperare esigenze ed equilibrismi anche politici, è arrivata comunque entro la fine dell’anno, e quindi pure con ampio anticipo rispetto alla scadenza consentita.

A Bari hanno applicato quasi del tutto quella bozza diffusa ad agosto scorso sul dimensionamento scolastico pugliese, ma ci sono alcune importanti novità per la Capitanata, positive e negative a seconda della percezione e della considerazione delle singole comunità interessate. 

A San Severo e Manfredonia si sono verificate le rivoluzioni più consistenti e pure più ampie rispetto alle previsioni. 
Nel primo caso sono stati costituti tre nuovi comprensivi: il primo è formato dai punti di erogazione del “De Amicis” e da quelli della scuola dell’infanzia e primaria San Benedetto, oltre all’attivazione di un punto di erogazione di secondaria di primo grado allo stesso “De Amicis”, negli spazi dichiarati disponibili dall’istituzione scolastica e come indicato dal Comune;

il secondo è costituito dai punti di erogazione delle scuole dell’infanzia “Collodi” e “Andrea Pazienza”, con la primaria “Andrea Pazienza” e le classi di secondaria di primo grado “Petrarca-Padre Pio” attive nel plesso di Via Togliatti; il terzo è costituito dal “San Francesco” con le classi di secondaria di primo grado “Petrarca-Padre Pio” nel plesso di Via San Rocco. Nessuna variazione, invece, per gli altri comprensivi “Palmieri”, “San Giovanni Bosco”, “Zannotti” e “Fraccacreta”.

In riva al Golfo sono nati tre diversi istituti comprensivi: il primo derivante dall’accorpamento tra il “San Giovanni Bosco” e il punto di erogazione della secondaria di secondo grado “Giordani” e la scuola dell’infanzia “Via Torre Abate”; un altro derivante dall’accorpamento al “Giordani-De Sanctis” del punto di erogazione di secondaria di secondo grado “Mozzillo-Iaccarino” scorporato dal “Croce-Mozzillo”; un terzo comprensivo derivante dall’accorpamento al “Perotto-Orsini” dei punti di erogazione della scuola dell'infanzia e primaria "Croce".

Sul Gargano sorgono due istituti omnicomprensivi: uno con sede a Ischitella derivante dalla fusione dei punti di erogazione locali del “Giannone” e del “Del Giudice”; un secondo con sede a Rodi Garganico derivante dalla fusione dei punti di erogazione locali degli stessi “Giannone” e “Del Giudice”, assieme all’attivazione di un punto di erogazione di scuola dell'infanzia nel comune di Isole Tremiti, a condizione che l'Amministrazione comunale di Isole Tremiti garantisca le strutture idonee al servizio.

A Cerignola sono stati fusi i comprensivi Puglisi e Pavoncelli, per un totale di oltre 1.400 alunni. A Foggia sono state fuse le scuole San Pio X e Bovio, per un totale di 1.339 frequentanti, mentre nessuna decisione è stata presa per la San Ciro, fermo restando che per l’assetto del capoluogo è stata già preannunciata una “riorganizzazione complessiva delle istituzioni scolastiche comunali”.

A Orta Nova sono stati fusi il “Vittorio Veneto” e il “Pertini” con oltre 1.500 ragazzi. A Torremaggiore è invece saltata la fusione dei due istituti cittadini, il “Sacco e Vanzetti” e il “Pietro Nenni” (1.400 alunni), motivata ufficiosamente con la necessità di evitare la terza soppressione nel giro di pochi anni. Nessuna variazione per i tre omnicomprensivi già esistenti in Capitanata: il “Libetta” di Peschici, il “Monti dauni” di Bovino a il “Martin Luther King” di Accadia e Sant’Agata.

Nel settore della secondaria di secondo grado, l’unica importante novità riguarda proprio il capoluogo, con il recente annuncio emerso solo nelle ultime settimane che ha preso materialmente corpo con la fusione dei due istituti tecnici, il “Giannone-Masi” e il “Notarangelo-Rosati” che portano in dote anche il plesso di Candela, per un totale di circa 1.400 alunni.

Questa circostanza ha provocato un doppio effetto domino, generando il “risparmio” di un’autonomia di cui ha beneficiato il “Bozzini-Fasani” di Lucera, con la conseguente non menzione dell’Itet “Vittorio Emanuele III” di Lucera che era tornato a rischio nel calderone delle proposte ma che invece non viene considerato (al momento) per eventuali cambiamenti di status.

L’istituto comprensivo, quindi, si è salvato e nello schema allegato al provvedimento viene motivata la decisione con la circostanza di un parametro medio cittadino (910) più alto in tutta la provincia, peraltro molto vicino al minimo richiesto di 961.

Non emerge direttamente dalle carte, ma pare che sia stata determinante anche la presa di posizione a livello locale registrata a più livelli, nonostante non siano mancati litigi, veti incrociati, questioni personali anteposte alle necessità didattiche, amministrative e di personale, con la parte politica più che altro intenta a non scontentare nessuno.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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