Non si placano i disagi interni all’istituto scolastico foggiano Parisi-De Sanctis. Dopo il polverone sollevato dai genitori degli alunni alla fine dello scorso mese di novembre, relativo ad una comunicazione a firma del dirigente Alfonso Rago che annunciava la riduzione temporanea dalle 8,30 alle 11,30 dell’orario scolastico, a causa del guasto all’impianto termico della palazzina della scuola primaria, un altro terremoto ha scosso la serenità dell’istituto.
Durante il saggio musicale di fine anno, infatti, tenutosi nei giorni precedenti alla pausa natalizia, lo stesso dirigente avrebbe sospeso per ben 15 giorni, senza l’obbligo di frequenza, tre studenti della scuola secondaria.
La motivazione di tale provvedimento risiederebbe nel fatto che i ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 14 anni, si sarebbero intrufolati di nascosto all’interno di un’aula della scuola, arrampicandosi lungo la scalinata di sicurezza e, a detta del preside, avrebbero forzato la porta dell’uscita d’emergenza fissata con un nastro adesivo, con l’obiettivo di recuperare un cellulare lasciato da uno dei tre sotto un banco.
L’episodio, complice quella che per le famiglie (e non solo) è parsa una evidente sproporzione della punizione inflitta dal preside ai responsabili del gesto, ha suscitato indignazione all’interno della comunità scolastica e scatenato l’ira dei genitori dei ragazzi.
Fonti interne alla scuola, infatti, hanno sottolineato a l’Attacco come, secondo loro, ci fossero delle palesi responsabilità da parte del personale in servizio al momento dell’accaduto, trattandosi di un’infrazione avvenuta, come detto, durante il saggio musicale e quindi in orario scolastico.
Le stesse fonti hanno messo in evidenza il fatto che, dopo l’episodio, quella stessa porta d’emergenza, l’unica presente all’interno del plesso, sia stata bloccata, su ordine del dirigente, con una catena di ferro, che avrebbe sostituito il nastro adesivo precedentemente utilizzato, probabilmente ritenuto da quest’ultimo, sulla scorta di quanto accaduto, non abbastanza efficace ad evitare il transito degli studenti.
Secondo gli informatori, l’atto disposto dal dirigente sarebbe stato percepito come l’ennesimo sopruso ai danni della propria comunità scolastica, “vittima” di una gestione complessiva ritenuta inadeguata rispetto agli standard. Contattati dal quotidiano l’Attacco, per avere uno spaccato più dettagliato della vicenda, i genitori degli alunni sospesi hanno confermato le sensazioni esposte dalle fonti del giornale.
Secondo entrambe le parti, infatti, i ragazzi in questione sarebbero da tempo oggetto di un'inspiegabile gogna perpetrata nei loro confronti da alcuni docenti dell’istituto e dallo stesso preside Rago, che avrebbe esposto gli studenti “ad una pericolosa forma di emarginazione da parte dei propri compagni”, figlia delle conseguenti raccomandazioni dei rispettivi genitori, e che li avrebbe catapultati in un’inevitabile situazione di disagio.
“L’impressione - raccontano in coro i genitori -, è che nostro figlio sia diventato una sorta di capro espiatorio, utilizzato per mondare tutte le problematiche dell’istituto, che non dipendono di certo dagli studenti. La punizione inflitta dal dirigente scolastico - proseguono i genitori - ci è sembrata piuttosto eccessiva rispetto all’effettiva gravità di quanto accaduto".
"I ragazzi, dopo l’episodio, sono stati ulteriormente allontanati dai loro compagni di scuola, naturalmente catechizzati dai propri genitori. Ci sembra ingiusto che all’interno di un ambiente scolastico, che per antonomasia dovrebbe essere un luogo d’inclusione, si possa verificare da parte dei docenti un accanimento tale da emarginare degli alunni”.
Sulla stessa lunghezza d’onda, a conferma di quanto riferito dai genitori degli studenti, risultano essere le indiscrezioni trapelate dalle fonti vicine all’istituto. “Nella scuola si è creato un clima di tensione e di discordia generale”, spiegano.
“La gestione delle classi da parte di alcuni docenti, avallata dal dirigente scolastico, ha messo in luce un aspetto negativo del mondo scolastico, che ha determinato un disagio complessivo, e spesso inespresso, del personale che ci lavora”, proseguono.
“Gli atteggiamenti di prevaricazione di alcuni docenti, anziché essere stigmatizzati dalla dirigenza dell’istituto, vengono addirittura agevolati da chi invece dovrebbe garantire la massima serenità ambientale. Questa cosa, ovviamente, oltre che sul personale, si ripercuote inevitabilmente anche sugli alunni".
"L’impressione è che l’attuale gestione dia maggiore importanza al contenitore scolastico, curando il giardino della scuola o mettendo in ordine l’aula magna, dove viene ospitato chi arriva dall’esterno, piuttosto che il contenuto, ovvero la serenità degli alunni e di chi lavora con loro”, continuano le fonti.
“Aggirandosi nei meandri dell’istituto scolastico, inoltre, si può facilmente notare come sia la dimensione delle aule in cui vengono svolte le lezioni, sia la manutenzione di elementi essenziali come le scalinate e i corridoi, non siano adeguatamente presi in considerazione, soprattutto alla luce del fatto che la scuola è frequentata da diversi alunni con importanti disabilità”, concludono gli informatori.
Interpellato dal quotidiano l’Attacco, in riferimento alle critiche mosse nei suoi confronti, il dirigente scolastico ha ritenuto di non rilasciare dichiarazioni a riguardo. “Chi di competenza è già stato informato”, ha detto. “La questione non vi riguarda e non intendo dibattervi”, ha tagliato corto.
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