Dalla Cattedrale in stazione, la marcia diocesana per la pace dei giovani dell’Azione Cattolica

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Un tempo per la pace. Un tempo possibile per pregare e riflettere incessantemente sulla pace. Un tempo che è diventato una priorità giornaliera per pensare alla pace. Un tempo per noi che si apre all’altro perché il mondo è una casa comune che interessa tutti. Un tempo chiesto dal Sommo Pontefice Francesco che ci vuole impegnati a costruire un mondo di fraternità.

Questo tempo si è realizzato a San Marco in Lamis, proposto dall’Azione Cattolica e aperto a tutte le persone che hanno voluto dedicare la propria esistenza al servizio della pace. Questo si è realizzato ieri a Foggia dove una grande marcia diocesana si è svolta lungo il capoluogo dauno fino ad arrivare in Cattedrale.

“Gennaio è da sempre il mese della pace  - spiega a l’Attacco Antonio Daniele, educatore dell’Azione Cattolica di San Marco in Lamis – il primo gennaio, infatti, il Papa invia alla sua comunità il messaggio per la pace su cui vengono invitati a riflettere i tantissimi gruppi dell’Azione Cattolica".

"A San Marco, lunedì scorso, abbiamo ad esempio realizzato un incontro dal titotlo “Pace e intelligenza artificiale” – aggiunge – in programma per oggi, invece, un momento di preghiera aperto a tutti, a chiunque si voglia unire. Ieri, invece, si è svolta a Foggia la tradizionale marcia diocesana a cui partecipano tutte le parrocchie che concludono così l’itinerario dedicato alla pace del mese di gennaio”.

Numeri alla mano sono circa una ventina le parrocchie di Capitanata aventi l’Azione Cattolica. La manifestazione, largamente partecipata, è stata aperta a tutta la cittadinanza. “Dopo esserci incontrati alle 10, in Cattedrale di Foggia, e dopo la Santa Messa celebrata dal neo Arcivescovo di Foggia-Bovino Mons. Giorgio Ferretti, siamo andati per strada, lungo le vie cittadine fino ad arrivare davanti alla stazione”.

Striscioni, bandiere e canti inneggianti alla pace: il corteo diocesano è stato davvero un’esperienza unica nel suo genere, un modo per gridare, ancora una volta, che la pace è l’unica maniera per vivere tutti insieme bene. Un’iniziativa importante soprattutto in un particolare momento storico come quello che stiamo vivendo, pieno di conflitti al livello mondiale.

“E’ fondamentale parlare ai giovani di pace, specialmente oggigiorno – ribadisce Antonio Daniele –come diceva anche Papa Francesco, la paura è che in questo scenario globale caratterizzato da una guerra mondiale fatta a pezzetti sparsi, quest’ultimi possano poi ricongiungersi".

"Parlare di pace è davvero fondamentale, dobbiamo assolutamente evitare che si verifichi una escalation militare nei nostri governi, che tutto ciò prevalga sul dialogo e sul confronto che sono le basi per avviare un discorso di pace. Il futuro dell’umanità non può dipendere dalle armi: è questo che dobbiamo far capire ai nostri governanti, a tutte quelle persone che hanno il potere di intervenire".

"Il nostro è un grido unanime, un grido che tutti i cittadini, cristiani e non, devono fare. Tutti insieme possiamo cambiare le sorti di questo mondo, ma dobbiamo muoverci. Da parte nostra apriamo spesso e volentieri ad azioni che stimolino i nostri gruppi a riflettere sul tema, a farsi carico di queste istanze. Non può e non deve essere un dialogo da sordi. Come Azione Cattolica siamo pronti a fare la nostra parte”- conclude Antonio Daniele.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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