Il progetto Kintsugi è nato con la finalità di dare risposte alle povertà educative presenti nell’Ambito territoriale di Cerignola e dei 5 Reali Siti, dal bullismo alla depressione giovanile, dall’apatia alla tecnodipendenza.
Questo pomeriggio, in sala conferenze di Palazzo di Città di Cerignola, le tante realtà coinvolte in Kintsugi (cooperative, associazioni, la scuola salesiana, l'Istituto comprensivo Di Vittorio - Padre Pio, l'Ente Ambito territoriale) hanno illustrato il bilancio di metà progetto, ponendo in evidenza i risultati raggiunti e le criticità affrontate.
Intervistato da l’Attacco, il coordinatore di Kintsugi Gaetano Panunzio spiega che “abbiamo scelto una parola giapponese che indica l’arte di riparare i vasi rotti con l’oro. Il nostro intento è dunque di inserirci all'interno delle crepe agendo laddove esistono delle difficoltà così da poter impreziosire i nostri ragazzi. Tutte le realtà coinvolte insistono da tempo sul nostro territorio occupandosi delle povertà educative e pensiamo che un’adeguata formazione renda i giovani più liberi di capire ciò che avviene nella nostra società”.
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