Ieri sera mercoledì 14 febbraio, nella sala conferenze del Palazzo di Città di Cerignola, è stato presentato il report conclusivo del progetto Capitanata Attiva-Coltivare la legalità, promosso dalla cooperativa sociale Altereco.
Partito lo scorso luglio, il progetto si è snodato nel corso dei mesi attraverso una serie di appuntamenti che ha coinvolto associazioni, scuole, istituzioni e cittadini al fine di raccogliere proposte ed istanze tese alla redazione di un documento finale che, nell'intento dei promotori, dovrà essere il perno dei prossimi programmi sociali di zona.
L'incontro è stata anche un'occasione per lanciare la proposta della costituzione di un osservatorio per monitorare l'utilizzo dei beni confiscati alle mafie. Ai microfoni de l'Attacco, la referente del progetto Dora Giannatempo spiega: "Questo osservatorio è necessario affinché la cittadinanza venga a conoscenza dell'esistenza dei beni confiscati, i quali possono essere un'opportunità per tutti".
Tale opportunità consiste nel poter creare lavoro, il che è un principio che "in questo territorio si è già affermato. Cerignola è la prima città per numero di beni confiscati. Esistono delle imprese sociali con dei propri gruppi di lavoro che operano nei settori agricolo e formativo. I beni confiscati sono dunque già delle economie. Occorre comunicare con forza al territorio che questo è possibile e che è possibile moltiplicare queste realtà".
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