Incontriamoci e rinnoviamoci: questo il titolo dell’iniziativa voluta dall’associazione Elpis di San Giovanni Rotondo attiva da oltre 40 anni, vocata all’accoglienza di chi è più fragile, attraverso la quale chiamare a raccolta i cittadini che hanno la volontà di dare un contributo al miglioramento della comunità. Oltre due ore di dibattito in una sala che, secondo gli organizzatori, contava non meno di 160 partecipanti. Ideatore dell’iniziativa don Giovanni Ercolino, fondatore dell’associazione e della fondazione omonima
che ha voluto dare vita ad una sorta di laboratorio della resurrezione e della speranza, intesa come resurrezione del concetto di umanità, per ridare centralità all’uomo e alla comunità in cui vive.
“Ritengo sia andata bene, perché non si è rimasti soltanto sulle nuvole della teoria – il bilancio del referente dell’associazione e moderatore della serata Stefano Campanella -. Dopo un'analisi che è partita dalla teoria che si è calata nella realtà, è venuta fuori una proposta concreta. Proposta che era già nell'analisi fondamentale da cui è partito il dibattito su un laboratorio di resurrezione, così come è stato chiamato da don Giovanni Ercolino. Ebbene, questo laboratorio è stato non soltanto pensato ma è stata già avviata la sua pratica iniziale attività. Per rendere concreto un mondo della politica che raccolga le idee dopo l'analisi e proponga delle soluzioni già dopo due giorni. Chi vorrà potrà far parte di questo primo nucleo, potrà partecipare ad una prima riunione, che si occuperà stando a quello che si è detto, essenzialmente del disagio giovanile. Cominciare a pensare, a creare questo laboratorio di idee per dare alla politica possibili soluzioni è già un primo passo, è già fare buona politica”.
Osservata speciale della serata è stata proprio la politica, con i suoi alti e bassi. Insomma, opinioni discordanti: chi ha parlato di politica buona e chi di quella cattiva.
“Non esiste una politica buona e una politica cattiva. Esistono buoni politici o cattivi politici. Esistono anche buone idee e cattive idee. Ora, se i credenti che sono portatori di idee, che pensano al bene comune tacciono, chiaramente le idee che vanno avanti e che convincono anche coloro che fanno politica sono le altre, quelle basate su interessi altri e alti. Ecco perché ci dobbiamo mettere in gioco, gli onesti devono rialzare la testa, mettersi in gioco, pensare e rimboccarsi le maniche”, le conclusioni di Campanella.
Approfondimenti e ulteriori riflessioni nell’edizione di domani del quotidiano l’Attacco.
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