Ieri mattina si è tenuta, presso il piazzale adiacente la sede dell’Agenzia delle Entrate di Foggia in via Nedo Nadi, la cerimonia commemorativa in onore di Francesco Marcone, a trentun anni dal suo assassinio, alla presenza di autorità civili e militari.
Daniela Marcone ha affermato: "Dopo trentun anni resta il bisogno di verità e di giustizia e la sensazione che c'è una comunità che ci accompagna. Speriamo che questa sensazione sia sempre più forte e faccia anche da catalizzatore per l'impegno delle persone più giovani di questa città a cui dobbiamo essere molto vicini".
Ha continuato: "Alla città diciamo di tenere duro, di resistere. Non possiamo fermarci: l'impegno deve essere sempre attivo e sempre più adeguato a quello che accade nella nostra città, contro qualsiasi fenomeno, ma soprattutto per il bene della comunità. Quella di mio padre è l'eredità di una persona che ha deciso di dire di no in un momento molto difficile, in cui, rispetto ad alcuni fenomeni, non c'era consapevolezza, come per i fenomeni corruttivi e come le mafie vere e proprie presenti in questo territorio. Quindi, la sua è un'eredità anche complessa, perché racconta la storia di una persona che è stata lasciata da sola. Ecco, dobbiamo essere una comunità che, invece, accompagna chi denuncia e chi decide di andare controcorrente, decide di trovare il coraggio e la forza di farlo sempre".
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