L’atroce morte di Fritz, piccolo randagio scampato a altra aggressione. Saponiere: “Intolleranza e inciviltà”

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Fritz non poteva avere nome più azzeccato perché era un cane a pelo nero di 6 anni e di piccola taglia dal carattere frizzante e giocoso nato e vissuto per strada a Rignano Garganico, che non aveva perso la fiducia negli umani nonostante i non radi episodi nei quali veniva scacciato e maltrattato. Faceva parte di un gruppo di 5 esemplari di cui si prende cura Viviana Saponiere, avvocato e consigliere comunale del centro garganico, con una grande passione per gli animali, da sempre impegnata come volontaria nell’accudire e fornire assistenza, cibo e cure a cani e gatti in libertà. Qualcuno ha pensato bene di porre fine alla vita di Fritz con inaudita crudeltà, lasciandolo agonizzante sull’asfalto con gli occhi fuoriusciti dalle orbite, condannandolo ad una morte atroce certamente provocata da un fortissimo colpo infertogli sul lato destro del capo. Un atto ignobile e incivile che è soltanto l’ultimo episodio di un’escalation di intolleranza che si va manifestando negli ultimi tempi a Rignano. “Sono continuamente minacciata per il fatto che mi prendo cura degli animali, vivo in un clima di ostilità crescente per il mio impegno, ci sono persone che anche in questi giorni caldissimi vanno a togliere le ciotole d’acqua e di cibo che io ed un’altra volontaria dell’associazione Leida provvediamo a mettere per abbeverare e sfamare i randagi” denuncia a l’Attacco la consigliera che fino ad un anno e mezzo fa deteneva la delega al randagismo, fin quando il Sindaco Luigi Di Fiore non l’ha avocata a sè, decidendo di fare a meno dell’apporto istituzionale di Saponiere alle politiche del benessere animale, ma non scoraggiando certo il suo attivismo volontario che non si è mai arrestato. “Resto una volontaria e come ho sempre fatto mi prendo cura di cani e gatti randagi, da libera cittadina, non appartengo ad alcuna associazione, acquisto farmaci, antiparassitari, crocchette, li porto dal veterinario quando necessario e provvedo personalmente a tutto, senza chiedere niente a nessuno” spiega.

Fritz aveva già subito un’altra aggressione un mesetto fa, gli era stato riscontrato un trauma cranico presumibilmente a seguito di una bastonata tra la testa e il collo, nello stesso punto in cui gli è stato inferto l’ultimo colpo fatale. 

“Dopo essersi isolato per qualche giorno, ero riuscita a portarlo dal veterinario, si stava lentamente riprendendo anche se non riusciva più a saltare come prima. Poi due giorni fa mi è giunta su whatsapp la foto straziante di Fritz ormai morto, ritrovato da una residente davanti al capannone che funge da rimessa per mezzi e attrezzature del Comune, accanto al luogo dove stazionava insieme agli altri 4 cani. Sono letteralmente crollata, ho avvisato il sindaco che ha allertato la Asl per un sopralluogo. Ho raggiunto il posto con il veterinario di fiducia, ma non ho avuto il coraggio di guardare come era ridotto”. 

Una fine tristissima che Fritz cane buono e mai aggressivo con alcuno non meritava, ma soprattutto un evento che scrive una pagina ingloriosa per la cittadina di Rignano che l’avvocato animalista non intende far passare sotto silenzio: “Quando i cani sono assistiti e abituati ad un approccio amorevole con le persone non arrecano alcun disturbo, c’è la legge che li tutela - spiega -. Se fosse per i rignanesi ogni cane dovrebbe essere rinchiuso in un canile, quando appunto la norma dice che i cani da segregare sono quelli che mordono o che provocano problemi di diverso genere. Vorrei che l'amministrazione tutelasse e proteggesse anche il ruolo dei volontari animalisti sul territorio perché, in fin dei conti, li sollevano da notevoli spese, incombenze e fastidi. In pratica, sollevano anche le casse comunali”.

Saponiere afferma che da quando le è stata revocata la delega, la popolazione di randagi in paese è notevolmente aumentata e con essa anche le lamentele dei cittadini: “Prima mi occupavo di adozioni e di stalli anche a casa mia, ma adesso senza un incarico ufficiale non ho più la titolarità di poter decidere di spostare un cane senza autorizzazione, tutto è diventato più complicato. E’ mancata e manca un’azione di monitoraggio, manca un’attività propulsiva alle sterilizzazioni, ai controlli, non sono state messe risorse a disposizione. Ad oggi quello del benessere animale è un capitolo totalmente ignorato dall’amministrazione e tutto viene lasciato al caso”. 

La volontaria è intenzionata a far partire una pec indirizzata al Sindaco con una denuncia contro ignoti per la morte di Fritz che era a tutti gli effetti sotto la responsabilità esclusiva del Comune: “Quanto accaduto sarà per me motivo di una lunga battaglia, d’ora in poi nulla deve passare sotto silenzio. Dal presepe vivente alle sagre, a Rignano si organizzano eventi per qualificarlo come centro aperto all’ospitalità e al turismo, ma se manca la civiltà cosa puoi offrire come collettività? Ai miei concittadini chiedo maggiore collaborazione, chiedo di sensibilizzarsi di più e di segnalare atti violenti per garantire maggiore civiltà nel rapporto con gli animali, che sono tutelati per legge” conclude.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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