La casa circondariale di Foggia è tra le più sovraffollate d’Italia. A certificarlo è il XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione negli istituti penitenziari italiani, che fotografa una situazione sempre più critica anche in Puglia. Secondo i dati contenuti nel dossier, il carcere foggiano registra un tasso di affollamento pari al 225%, secondo dato più alto a livello nazionale. Peggio fa soltanto Lucca, che supera il 240%. Dietro Foggia compaiono invece Grosseto, Lodi, Milano San Vittore, Brescia Canton Mombello, Udine e Latina, tutti istituti con percentuali superiori al 200%. Il report, intitolato “Tutto chiuso”, è stato elaborato dopo oltre cento visite effettuate dall’Osservatorio di Antigone nelle strutture penitenziarie italiane. Il quadro che emerge viene definito “allarmante”, con un peggioramento generale rispetto all’anno precedente praticamente su tutti i fronti: spazi insufficienti, personale carente e servizi sempre più sotto pressione.

"Una scritta agghiacciante è comparsa sui muri di Stornara: "Le femmine devono morire". Poche parole tracciate con lo spray che pesano come macigni e che non possono, in alcun modo, essere archiviate come un semplice atto di vandalismo o una bravata adolescenziale. Questa scritta è lo specchio di un fallimento educativo collettivo. Come adulti, come istituzioni, come società, dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo: stiamo sbagliando qualcosa di profondo" - lo fa sapere, con rammarico, l'ARCI "Travel" APS.

Negli ultimi tempi, a Foggia, si discute più del solito di integrazione, sicurezza, immigrazione e della connessione tra questi elementi. Il dibattito attraversa la politica, i quartieri e i social, soprattutto attorno alla zona Ferrovia, spesso raccontata come simbolo delle difficoltà della città nel gestire convivenza, marginalità e legalità. Alla discussione, di recente, si sono aggiunte le polemiche, provenienti soprattutto dai settori più identitari della destra locale, nate attorno alla proposta di una moschea cittadina e alla trasformazione ormai evidente di parte del tessuto urbano, con la nascita di nuovi locali etnici, attività commerciali straniere e comunità sempre più radicate nel territorio. È dentro questo clima che l’arrivo a Foggia di due studenti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza assume un significato che va oltre il semplice fatto accademico. Basel Abu Amro e Wed Alsaba, marito e moglie, sono arrivati in città grazie al programma Iupals promosso dal Ministero degli Affari Esteri insieme a Crui e Ministero dell’Università. Lui è medico, lei farmacista. Proseguiranno gli studi all’Unifg, nel corso magistrale di Clinical and Experimental Biology grazie a due borse di studio finanziate nell’ambito dei cosiddetti corridoi universitari destinati agli studenti palestinesi. La loro presenza a Foggia è stata presentata ieri mattina nell’auditorium di Palazzo Ateneo. Ma il punto, inevitabilmente, non è soltanto universitario. Perché mentre Gaza continua a essere devastata dalla guerra e i suoi abitanti massacrati dall’offensiva israeliana, la scelta di accogliere studenti provenienti dalla Striscia diventa anche un messaggio politico, culturale e umano. Il rettore Lorenzo Lo Muzio lo ha rivendicato con chiarezza. “L’Università di Foggia ha colto al volo la proposta del Mur di accogliere questi studenti provenienti dalla Striscia di Gaza e permettere loro di completare qui gli studi e la formazione. Per noi è un momento importante, che dimostra quanto il nostro ateneo sia reattivo su questi temi”, ha spiegato a l’Attacco. E sulla risposta della città e della comunità universitaria ha aggiunto di essere convinto. “La nostra comunità accademica sarà certamente entusiasta di accogliere questi studenti”. Poi l’annuncio di un ulteriore arrivo. “A breve arriverà una terza studentessa sempre dalla Striscia di Gaza”. Parole che si inseriscono dentro una discussione cittadina molto più ampia. Perché il tema dell’integrazione esiste e non può essere banalizzato.

Il 13 e 14 maggio scorsi si è tenuto l’ottavo Congresso Regionale Uila Puglia che quest’anno ha celebrato l’evento con un titolo che evoca l’essenza stessa del sindacato “L'agroalimentare pugliese: un orgoglio fatto di persone". Un’occasione straordinaria per celebrare l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto agroalimentare pugliese; una platea composta da 400 delegati che ha confermato all'unanimità Pietro Buongiorno alla carica di Segretario Generale della Uila Puglia.

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet