È stato un fine settimana intenso quello che ha visto il XII Congresso Territoriale della Fismic Confsal e il primo congresso della Filcom Fismic Foggia. L’evento, intitolato "La forza delle persone. Il futuro del lavoro", ha rappresentato un momento cruciale per il rinnovamento dei vertici sindacali della Capitanata e per l'analisi delle sfide industriali del territorio. L’assemblea ha eletto Roberto Foglio come nuovo segretario territoriale FISMIC e Luigi Bruno come segretario territoriale FILCOM. 

Il caporalato cambia volto ma continua a restare una delle principali emergenze del mondo del lavoro italiano. È quanto emerso oggi nel corso della missione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, arrivata a Foggia per una giornata di audizioni e sopralluoghi dedicati al fenomeno dello sfruttamento della manodopera. La delegazione, guidata dal presidente della Commissione Tino Magni e composta anche dai senatori Ignazio Zullo e Gisella Naturale, ha incontrato in Prefettura magistrati, rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni datoriali e sindacati.

Scoppia il caso a Bari dopo il racconto della giornalista e conduttrice Manila Gorio, che denuncia di essere stata esclusa da una cena legata alla presenza del generale Roberto Vannacci. Secondo quanto riferito, l’invito sarebbe stato revocato all’ultimo momento, con motivazioni che la stessa definisce discriminatorie. La giornalista ha affidato il proprio sfogo ai social, parlando apertamente di un’esclusione legata alla sua identità di genere. Un episodio che ha suscitato reazioni e acceso il dibattito pubblico, soprattutto per il contesto in cui si inserisce, già segnato da polemiche attorno alla figura del generale.  

Alla fine del terzo mese del 2026 si contano 192 infortuni mortali: 137 in occasione di lavoro e 55 in itinere. Lombardia, Veneto, Sicilia, Lazio, Campania, Piemonte e Puglia registrano il maggior numero di vittime totali. In zona rossa 6 regioni: Sicilia, Molise, Liguria, Puglia, Veneto e Toscana. “Il calo delle morti sul lavoro registrato nel primo trimestre del 2026 è un segnale positivo, ma ancora troppo debole e disomogeneo per indicare un reale cambio di rotta. Le vittime totali nel periodo gennaio-marzo sono 192, l’8,6% in meno rispetto ai 210 registrati nello stesso periodo del 2025. Preoccupano, inoltre, il forte divario che penalizza i lavoratori stranieri e l’aumento delle denunce di infortunio, che conferma come il fenomeno resti ampio e diffuso. La riduzione dei decessi va quindi consolidata con più prevenzione, controlli e formazione, soprattutto nei settori più esposti" - Così interviene l’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega commentando i dati aggiornati a marzo 2026.

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