La protesta contro il caro-carburanti continua ad allargarsi in Capitanata e, dopo gli autotrasportatori, coinvolge anche agricoltori e marinerie. Oggi la mobilitazione è arrivata nella Piana di Macchia, alle porte di Manfredonia, nei pressi dello stabilimento Sisecam, dove olivicoltori provenienti da Macchia, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Manfredonia si sono radunati per denunciare una situazione che rischia di compromettere il futuro delle loro attività. Una protesta che non riguarda soltanto il prezzo del gasolio, ma anche il crollo delle quotazioni dell’olio e l’aumento dei costi di produzione. Una combinazione che, secondo i produttori, rende sempre meno conveniente raccogliere le olive e portarle alla molitura. Tanto che i frantoi locali hanno aderito alla mobilitazione, sospendendo volontariamente il conferimento delle olive in attesa di uno spiraglio per il mercato.

La protesta contro il caro carburante si allarga a tutta la Capitanata. Da Cerignola a San Severo, passando per Poggio Imperiale, Orta Nova, San Giovanni Rotondo e Manfredonia, il territorio è attraversato da una mobilitazione che coinvolge agricoltori, autotrasportatori, olivicoltori e diverse realtà produttive. Una giornata di manifestazioni, cortei e presidi per chiedere risposte concrete alle difficoltà economiche che stanno mettendo sotto pressione interi comparti.

La protesta degli agricoltori contro il caro carburante coinvolge anche gli studenti delle scuole superiori della provincia di Foggia. Oggi, venerdì 16 ottobre, gli studenti delle scuole superiori sono scesi in strada per manifestare e far sentire la propria voce. Da Vieste a Vico del Gargano, fino al capoluogo dauno, arrivano segnalazioni di cortei e iniziative di protesta. Tra le rivendicazioni, il diritto al futuro e la contrarietà alle spese destinate agli armamenti. Una mobilitazione che vede i giovani affiancarsi alle rivendicazioni del mondo agricolo, alle prese con l’aumento dei costi del carburante e le conseguenti difficoltà economiche per le attività produttive.

Si allarga la polemica scoppiata a San Giovanni Rotondo dopo la diffusione sui social di alcuni messaggi dal contenuto ritenuto omofobo, attribuiti a un noto imprenditore locale. L’uomo respinge ogni responsabilità e sostiene che i propri profili social sarebbero stati violati. Intanto, mentre sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca Floriana Natale, si levano le prime richieste pubbliche di dimissioni dall’incarico associativo ricoperto dall’imprenditore.

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