La marcia in testa alla classifica del Girone A di Prima Categoria della Nuova Daunia Foggia procede spedita.
I numeri fatti registrare dalla formazione neroverde del tecnico Mario Lannunziata sono quelli di una vera big: 58 punti collezionati grazie alle 18 vittorie in 23 partite disputate, 4 pareggi ed una sola sconfitta patita lo scorso 3 ottobre contro la Virtus Palese, la principale antagonista dei dauni e distanziata in classifica da sole due lunghezze.
Alzi la mano chi, a tre giornate dal termine, avrebbe immaginato la squadra del presidente Acquaviva in testa a giocarsi le sue chance-promozione. In pochi ci avrebbero scommesso, e tra questi c’è stato di sicuro Lannunziata: “Ci siamo spinti oltre le più rosee aspettative, ma io ci ho sempre creduto. Forse ero il solo - dice con un pizzico di orgoglio -. Subito dopo aver vinto all’andata contro lo Stornarella e perso poi, immeritatamente, in casa contro Palese feci notare ai ragazzi che ce l’eravamo giocata alla pari contro le squadre più forti del girone. Dico la verità, anche quando eravamo secondi a -5 ci ho sempre creduto. Poi certo, una cosa è crederci ed una è essere lì in testa a guardare tutti dall’alto verso il basso. È una sensazione bellissima”. La fiducia nel gruppo non è mai mancata: Lannunziata è stato bravissimo a trasferire alla squadra la sicurezza nei propri mezzi e la giusta tranquillità, prerogative fondamentali per dominare il campionato di Prima Categoria e mettere su un filotto incredibile di sei vittorie consecutive nelle ultime sei giornate.
Alcune di queste rotondissime come l’8-0 inflitto al Trinitapoli o come le manite rifilate al Troia (in trasferta) e alla Grumese. L’ultimo successo è invece arrivato sul difficile campo di San Giovanni Rotondo, un altro segnale tangibile che questa squadra fa sul serio e comincia ad intravedere all’orizzonte lo striscione del traguardo: “Calma, la strada è ancora lunga, magari fossimo già alla fine”, frena Lannunziata. Che non ha dubbi sullo svelare il segreto del gruppo che allena: “Dico il lavoro. Ho la fortuna di guidare dei ragazzi fantastici che non mollano mai e che ci credono sempre. Siamo coesi e stiamo remando da agosto scorso tutti nella stessa direzione”.
Che poi è la rotta che porta dritto alla Promozione, categoria in cui il club è assente da troppo tempo, dalla stagione 2004-05 e quell’anno Lannunziata c’era, anche se all’epoca vestiva i panni di calciatore: “Tornarci da allenatore sarebbe bellissimo - ammette - . Ma dobbiamo restare tranquilli ed avere allo stesso tempo la consapevolezza che ci stiamo giocando qualcosa d’importante. Le partite che ci restano non saranno facili ma il nostro destino è solo e soltanto nelle nostre mani”. Davanti tre partite, meglio dire tre finali: Audace Cagnano (che è la squadra che ha eliminato i neroverdi in Coppa ndr) e il Città di Trani in casa, quindi la trasferta di Zapponeta. Saranno 270’ che potrebbero ripagare i sacrifici di un’intera stagione e portare ad un obiettivo storico e sotto certi versi inaspettato.
Merito della squadra che è riuscita a restare sul pezzo anche quando era distante 5 punti dalla Virtus Palese pur avendo pareggiato 3-3 in casa dei baresi. “Forse quella è stata proprio la partita spartiacque - confessa il tecnico foggiano -. Disputammo un secondo tempo che ci diede la consapevolezza di potercela giocare fino alla fine, recuperando due volte lo svantaggio. Perdere e andare a meno 8 quel giorno avrebbe chiuso qualsiasi discorso”. Ed invece il pari ha dato morale e fiducia a Bonuomo e compagni: la Virtus poi ha perso contro il Trani in casa e pareggiato contro Zapponeta e Cagnano.
Ovvero i prossimi tre avversari dei neroverdi: “Saranno tre battaglie - chiosa Lannunziata -. I ragazzi sono carichi e ci credono. Il gruppo storico, dopo tanti anni trascorsi ad inseguire la salvezza, spinge adesso per togliersi una soddisfazione enorme”.
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