Con l’Avellino domenica prossima sarà il remake della sfida del 2007. Anche se c’è differenza da quel 17 giugno di circa 15 anni fa:
lì al Partenio in palio c’era la B nella finalissima di ritorno dei play-off che fu decisa sul filo del gong dal siluro di Rivaldo.
Stavolta, invece, allo Zaccheria il Foggia si gioca “solo” un posticino nella griglia di partenza degli spareggi-promozione. Nulla di più.
A differenza dei lupi irpini, che restano teoricamente in corsa per il secondo posto, ma che nella migliore delle ipotesi si piazzeranno terzi.
Così detta la classifica dopo la clamorosa esclusione del Catania che per Curcio e compagni è stata una vera e propria iattura.
Il 2-2 di Sabato Santo scorso a Francavilla Fontana ha complicato i piani della formazione di Zdenek Zeman, che adesso si ritrova nella condizione assai scomoda di giocarsi il tutto per tutto negli ultimi 90’ della stagione regolare.
Già, perchè da ritrovarsi potenzialmente quinto a 57 punti ed in una botte di ferro, il Foggia al momento è addirittura decimo, penalizzato nella classifica avulsa con Turris e AZ Picerno, che domenica sono attese da due impegni non proibitivi e dunque nella condizione di sommare altri tre punti in graduatoria generale e di continuare a sopravanzare la formazione rossonera.
Che, invece, se la vedrà con una big del girone, in una sfida che si preannuncia elettrizzante e dall’esito assai incerto. Certo potesse giocarsela con i due punti in più restituiti dalla giustizia sportiva sarebbe un bel vantaggio per i dauni. Soprattutto sotto il profilo psicologico.
Ma fino a quando non ci sarà il responso definitivo del Consiglio Federale della Figc, sarà meglio non farsi troppe illusioni per non restare delusi una seconda volta in questa stagione dalle mille contraddizioni che alla fine dovrebbe chiudersi in linea con quelle che erano le previsioni della vigilia (vale a dire con un piazzamento play-off), e che pure resta sospesa a metà fino alla fine.
Il Foggia, per la verità, sa che pur se solo da decima dovrebbe farcela ugualmente, a maggior ragione dopo il deferimento che ha investito la Juve Stabia (attualmente undicesimo ad un punto dai rossoneri) che dovrebbe portare il club campano ad incorrere in qualche punto di penalizzazione che diventerebbe letale in ottica spareggi. Le Vespe, oltretutto, domenica prossima ospitano la Virtus Francavilla che a denti stretti vuol conservare il quinto posto, e che sarà quindi poco disposta a lasciare punti per strada. Si preannuncia una sfida senza esclusioni di colpi, nè più nè meno come quella che andrà in scena allo Zaccheria fra due rivali storiche.
Il Foggia vorrà vincere per mettersi al riparo da qualunque sgradita sorpresa, l’Avellino idem. E non tanto per blindare il secondo posto, giacchè in caso di arrivo a parità di punti i biancoverdi sarebbero svantaggiati dagli scontri diretti (2-0 a Catanzaro e 0-0 in casa ndr), quanto per consolidare la terza piazza e respingere il prevedibile assalto del Palermo che, dopo essere rimasto a guardare sabato scorso per la mancata disputa del derby con il Catania, chiuderà a Bari sul campo di un avversario prevedibilmente già in vacanza dopo la promozione in B.
Da qualunque angolazione la si guardi, questa sfida di domenica prossima toglierà il sonno alle due contendenti: in palio punti pesantissimi, il Foggia che mai avrebbe immaginato di ridursi all’ultima gara della stagione regolare per staccare il visto play-off dovrà presentarsi all’appuntamento che vale una intera stagione nelle migliori condizioni psico-fisiche possibili, ma soprattutto con tutti gli effettivi disponibili. Perché anche gli ultimi 90’ di campionato hanno confermato quanto già si sapeva. E cioè che se Zeman ha a disposizione i suoi titolarissimi è nella condizione di giocarsela con tutti, e di perdere o di vincere con chiunque. Ma se deve giocoforza rinunciare a qualcuno dei suoi inamovibili, la faccenda si complica.
Maledettamente. Perché dietro mancano gli adeguati rincalzi. Ecco perché servirà ritrovare in ottica Avellino innanzitutto la difesa titolare, con la coppia Sciacca-Di Pasquale possibilmente integra, e poi riavere in avanti bomber Ferrante.
Tre gare senza l’italo-argentino hanno pesato soprattutto nell’economia dei risultati: solo due punticini stiracchiati e play-off a rischio. Non è un caso.
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