Quel settimo posto vale oro colato, ma il meglio deve ancora venire (forse)

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Tutti in piedi ad applaudire il Foggia. Ed il suo straordinario condottiero Zdenek Zeman. Che alla sua venerabile età vuole continuare a stupire.

Con la sua ultima creatura, che è venuta su dal nulla. E che ora è diventata squadra vera. Nella condizione di creare grattacapi a qualunque avversario.
Il prossimo 20 maggio il boemo compirà 75 anni, e non sono in pochi a sostenere che stia per compiersi la Primavera di Zeman...

Già, perché per quella data non è peregrina l'idea che il Foggia sia ancora in lizza nella lotteria degli spareggi-promozione. Il 21 maggio si giocherà il ritorno del secondo turno della fase nazionale. Ritrovarci il Foggia sarebbe incredibile, si tratterebbe dell’ultimo capolavoro di un allenatore che sta dimostrando coi fatti come, con la forza delle idee, si possono costruire sogni.

Quel settimo posto conquistato a denti stretti e sul filo del gong, quando forse più nessuno ci credeva, brilla di luce propria e vale oro colato. Molto più di quanto si possa immaginare. Perché rende giustizia ad un gruppo che questo traguardo lo ha inseguito anche quando tutto pareva perduto e l’ottimismo era finito sotto i tacchi.

Non ci fosse stata di mezzo l’insulsa esclusione del Catania sui titoli di coda, il Foggia avrebbe sommato 60 punti, e si sarebbe posizionato sulla sesta poltrona del campionato: dietro cioè le più titolate ed attrezzate Bari, Catanzaro, Palermo ed Avellino che sono partite per vincere e puntare alla B. E solo un gradino più giù del Monopoli, che è la vera rivelazione di stagione, assieme alla Virtus Francavilla. Subito dopo c’è la formazione del boemo, che con un budget risicato all’osso e con un progetto tecnico azzerato rispetto alla precedente stagione (a parte i sopravvissuti Rocca, Curcio e Garofalo) è riuscito a posizionarsi nei quartieri alti della graduatoria e a gravitarci stabilmente per tutta la stagione. Ma il vero prodigio di Zeman è stato quello di aver migliorato in maniera esponenziale il materiale umano a disposizione: appena otto mesi fa i vari Dalmasso, Garattoni, Di Pasquale, Sciacca, Petermann, Garofalo, Merola, Ferrante (e mettiamoci dentro pure Gallo) in C si confondevano nella massa. Adesso sono valore aggiunto di un progetto tecnico che appare proiettato nel futuro. E che sarebbe dunque oltremodo autolesionistico azzerare.

I presupposti perché si vada nella direzione opposta alla programmazione, però, ci sono tutti: patron Canonico, che pure ha perorato la rentrée di Pavone e Zeman lì dove hanno dato forse il meglio di loro stessi, dopo non aver mai brillato nel corso della stagione in lungimiranza, adesso sta dando preoccupanti segnali di cedimento che non invogliano all’ottimismo. E che lasciano prefigurare scenari nebulosi. Zeman apparentemente dovrebbe essere blindato da quel rinnovo di contratto esibito urbi et orbi nello scorso febbraio. Ma i dubbi sulla permanenza del boemo persistono, e voci di corridoio sempre più insistenti lo danno ormai sempre più lontano da Foggia. Sarebbe una iattura in prospettiva futura. Sarà quel che sarà, per adesso meglio concentrarsi solo sul rettangolo di gioco e su quello che stanno per proporre i prossimi play-off. Che partono domenica prossima, e che al Foggia propongono quella che sin quì è stata la sua vera bestia nera: la Turris di Caneo. Che è reduce da una seconda parte di campionato scorsa via fra troppe ombre e poche luci, e che solo nell’ultimissimo scorcio è stata in linea con la prima parte. Brutto, bruttissimo cliente per l’undici rossonero, che ai corallini ha lasciato l’intera posta in palio sia all’andata che al ritorno nella regular season. Al pari del Catanzaro.

All’appuntamento dello Zaccheria Curcio e soci, però, ci arrivano con uno spirito diverso, e con una condizione psico-fisica invidiabile. C’è oltretutto da vendicare lo 0-2 casalingo di ottobre scorso e il 3-1 di marzo, due gare che fecero emergere tutti i limiti della formazione di Zeman, mai più vista così a disagio come contro i corallini. Con due risultati a disposizione e con il fattore campo a disposizione si preannuncia però tutto un altro tipo di gara rispetto agli ultimi due precedenti che stanno lì ad evidenziare tutte le difficoltà che la sfida riserverà. Ma ora è davvero tutta un’altra storia.

E l’impressione è che il meglio debba ancora venire.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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