Tutti gli esodi storici dei tifosi rossoneri

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Regina incontrastata del tifo in B in trasferta. Cosi veniva etichettata la tifoseria rossonera solo quattro anni fa,

quando il Foggia veleggiava nella seconda serie nazionale e spostava colonie numerosissime di tifosi al suo seguito ogni qualvolta era impegnato in trasferta.
“Il pubblico in una partita di calcio può essere il dodicesimo uomo in campo”.

Per Foggia l’assunto calza a pennello, basta voltarsi indietro e confrontarsi coi numeri da capogiro che i supporters rossoneri hanno fatto registrare fin dalla prima giornata del campionato di Serie B, categoria raggiunta dalla formazione di Stroppa dopo 20 anni di prolungata attesa, per comprendere quale e quanta sia la passione per il calcio e per la sua squadra da queste parti.
Il pubblico foggiano è da sempre considerato fra i migliori, perlomeno nel Sud Italia, basterebbe ricordare le parole di un campione del calibro di Paolo Maldini, che all’epoca di Zemanlandia, affermò senza pudore: “Quando vado allo Zaccheria sono terrorizzato, sono 20.000 ma sembrano 100.000”.

Siamo negli anni ‘90, nel periodo aureo del calcio foggiano, che toccava il punto più alto della sua ultracentenaria storia.
E nel quale il diapason del tifo raggiungeva cime impensabili: allo Zaccheria, e non solo. Già, perché la musica non cambiava in trasferta.
Il Foggia di Zeman che incantava in giro per l’Italia, quando faceva tappa al Meazza a Milano anzichè al Delle Alpi di Torino, oppure all’Olimpico di Roma o al San Paolo di Napoli portava al seguito non meno di 5-6 mila sostenitori.
Molti residenti al Nord, ma tantissimi erano anche quelli che domenicalmente salivano in pullman, treno o auto pur di non far mancare il proprio incitamento a Signori & c.
Uno spettacolo unico.

Il trend da qualche anno per la verità, ha trovato conferma dopo la breve avventura in B durata il volgere di due sole stagioni.
Terzi in cadetteria, alle spalle di Cesena e Bari nelle gare casalinghe, in trasferta il dato a livello nazionale è stato invece clamorosamente ribaltato: settimi assoluti, alle spalle solo delle “superpotenze” Juventus, Milan, Roma, Napoli, Inter e Verona.
I “picchi” sono stati registrati a Parma, Cesena e Ascoli, trasferte nelle quali i supporters rossoneri sono stati quasi 4000.
Per una media di 2000 spettatori formato-export che danno la misura della passione infinita del popolo rossonero.

Andando a ritroso tornano invece alla mente le date del 27 aprile 2003, giorno in cui allo stadio ''Flaminio'' di Roma il Foggia pareggiando 0-0 la gara contro la Lodigiani otteneva una storica ed indimenticabile promozione in Serie C1.
In panchina c’è Pasquale Marino, in campo la "luce" Roberto De Zerbi ed al timone di squadra e difesa il capitano Roberto Carannante.
In tribuna Zdenek Zeman, ovviamente.

Era il Foggia dei record quello, capace di totalizzare 71 punti (9 in più rispetto all’immediata inseguitrice Brindisi), di infilare 21 vittorie e di realizzare 60 gol. Nessuno come i rossoneri in quella stagione.
L’aritmetica promozione in C1 arriverà proprio nella Capitale con il pari contro la Lodigiani e sotto gli occhi degli oltre 2000 supporters arrivati dalla Capitanata, con i festeggiamenti che poi sarebbero proseguiti fino a notte fonda in città.
C’è poi un’altra data recente che stuzzica la fantasia, e che riporta alla mente un altro esodo: il 23 aprile del 2017 il Foggia pareggiando 2-2 a Fondi staccava il visto per l’attesa rentrée in Serie B.
A 19 anni esatti dalla trasferta di Salerno che sanciva l'aritmetica retrocessione in Serie C, ancora una volta nel Lazio prendeva forma quella che resta l’ultima promozione conquistata sul campo in ordine di tempo.
Dopo 10 vittorie consecutive ai rossoneri basterà un punticino per fare festa, l'entusiasmo dilagherà in città e sull'autostrada che condurrà gli oltre 1200 tifosi a Fondi.
Dove poi al triplice fischio finale, sarà tripudio.

Domani a Chiavari, per una gara di play-off il popolo rossonero torna compatto a seguire il Foggia. E’ la prima volta che accade dopo la pandemia che ha tenuto lontani i tifosi dagli stadi e costretto per un lungo periodo le squadre a giocare in un silenzio assordante.
Dopo il colpo d’occhio che ha offerto lo Zaccheria domenica scorsa con suoi 8mila cuori palpitanti, sarà bello ritrovare così tanti tifosi anche in trasferta. I più arriveranno dai centri dl Nord, e dopo tanto tempo potranno riabbracciare finalmente la squadra del cuore. Ma lo zoccolo duro come sempre si metterà in viaggio dal capoluogo. Con la passione e l fede di sempre.

Comunque vada sarà un successo.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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