Canonico ci ricasca, Pavone è nel mirino per liberarsi pure di Zeman

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Canonico ci ricasca. Ora a finire nelle grinfie del patron del Foggia che schiuma rabbia e che continua a giocare a nascondino è Peppino Pavone.

Il ds che è con la valigia in mano dallo scorso gennaio, da quando cioè nel burrascoso post-gara con il Latina ricevette il benservito e pagò con il licenziamento in tronco il momento negativo del Foggia. Che incassava la terza sconfitta di fila e si infilava nel tunnel della crisi.

Oggi come allora è sempre il direttore sportivo ad entrare nel mirino del maggiore azionista rossonero, che ufficialmente ancora non si è pronunciato sul futuro dello staff tecnico, ma che in realtà ha le idee molto chiare sul da farsi.
Canonico vs Zeman, ma soprattutto Canonico vs Pavone. Proprio così, prima ancora che con l’allenatore con il quale non c’è stata di fatto mai sintonia su tutta la linea, il presidente muore dalla voglia di esautorare il ds.
Al quale continua a rimproverare di non essere mai riuscito ad ammorbidire le posizioni di Zeman e di non averlo portato a più miti consigli.

Qualcosa di molto simile era già trapelato ad inizio anno, quando diverse delle responsabilità dei dissapori con il tecnico di Praga venivano attribuiti alla scarsa predisposizione di Pavone di fungere da filtro.
Ora punto e a capo, le vecchie lamentele tornano a galla e diventano elementi preponderanti ai fini della sempre più probabile separazione.
Tutto ampiamente premeditato, perché così come per Zeman anche nel caso di Pavone l’imprenditore barese non si è premurato a monte di conoscere e studiare a fondo l’indole dei suoi interlocutori.
Proprio al suo direttore sportivo, oltretutto, Canonico dovrebbe essere riconoscente: è stato il gancio utilizzato per entrare in contatto con il tecnico di Praga, non ci fosse stato di mezzo l’ideologo di Zemanlandia, a Zeman non sarebbe passato nemmeno per l’anticamera del cervello di prendere in esame per l’ennesima volta la soluzione-Foggia.

Scaricare ora responsabilità presunte o reali sul dirigente barlettano sa tanto di mossa che mira a creare i presupposti perché l’eventuale uscita di scena anche di Sdengo venga attutita senza particolari contraccolpi da quella che sarebbe l’inevitabile reazione negativa della piazza.
Appigli ingiustificabili che offendono la sensibilità di un professionista come Pavone che anche in questa tornata ha mostrato tutto il suo talento allestendo un organico di tutto rispetto con un budget a disposizione a dir poco risicato.
Ora è tutto chiaro, all’incontro-verità che dovrebbe tenersi fra le parti ad inizio prossima settimana (molto probabilmente martedì) Canonico si presenterà con una proposta da sottoporre a Zdenek Zeman che non potrà che essere irricevibile: “Tu resti al tuo posto, ma a fare le valigie sarà Peppino Pavone”. Suonerà pressappoco così il tentativo maldestro del presidente di trattenere il boemo ancora a Foggia.
Ovvio che si tratterà solo di una semplice provocazione, nulla di più.

Il pretesto per liberarsi anche dell’allenatore che non accetterebbe mai e poi mai di andare avanti senza continuare ad avere al suo fianco chi lo ha fortemente rivoluto da queste parti.
Sottile strategia di Nicola Canonico, che in questo frangente in cui gli conviene temporeggiare perché sono numerosi i nodi da sciogliere.
E tanti, ed onerosi, gli impegni da fronteggiare a breve termine.
Inutile, ovviamente, chiedere lumi ai diretti interessati, che mai come in questo frangente si sono trincerati in un silenzio che si presta a diverse interpretazioni. Canonico è insoddisfatto del suo ds, e non vede l’ora di liberarsene per provocare la reazione a cascata di Zeman. Che facendosi da parte gli libererebbe definitivamente il campo ed il raggio di azione.

Anche Pavone è una sfinge e non parla. Avrebbe tante cose da dire a sua discolpa, ma giustamente non è questo il momento di arroventare ulteriormente la polemica. Ogni cosa a suo tempo.
Ieri era regolarmente al suo posto di lavoro, al fianco della squadra che ha ripreso ad allenarsi. Non si sa fino a quando, però. Già, perché il patron ha minacciato di trattenere tutti in sede il più a lungo possibile dopo l’eliminazione dai play-off. E’ infatti sempre convinto che il Foggia non abbia rispettato i programmi di partenza e che abbia espresso meno del suo reale potenziale. E dunque vada in qualche modo punita. Ha disposto dunque che Curcio e compagni fino a nuove disposizioni continuino ad allenarsi agli ordini di Zeman. Per la verità Canonico ha lanciato l’esca ed ha anche provato a fare il furbetto: “Se avete fretta di andare in vacanza non c’è problema, andate pure. Ma ovviamente il mese di giugno a livello di competenze non vi sarà riconosciuta”.

Secca e sintetica la replica: “Non c’è problema, restiamo a Foggia finchè le pare”.
L’importante alla fine, per tutti, è passare dalla cassa.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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