Ora Canonico si sente accerchiato

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Una prima timida proposta di acquisto ci sarebbe. A conferma che gli appetiti attorno al Foggia non sarebbero fittizi ma reali.

Peccato solo che si sia scelto l’interlocutore sbagliato per formalizzarla.
Già, perché più che a Nicola Canonico, che continua ad ostentare la titolarità del club senza averne nella forma e nella sostanza i requisiti, forse sarebbe stato il caso di interpellare o comunque rendere partecipe anche Maria Assunta Pintus.
Che sulla carta dovrebbe essere solo socio di minoranza con il 49% della Corporate Investments Group (controllante l’80% del Calcio Foggia 1920), ma che dal prossimo 9 giugno potrebbe clamorosamente ritrovarsi di nuovo in sella, considerato che il patron ha chiesto formalmente al Tribunale la risoluzione del contratto stipulato l’estate scorsa con l’imprenditrice sarda, con la conseguente retrocessione delle quote a colei che è la proprietaria in pectore.
Incagli giurisdizionali a parte, resterebbe la sostanza di una manifestazione di interesse che, pare, arriverebbe direttamente dal territorio, e che sarebbe stata sollecitata da più parti come tentativo estremo di salvaguardare un progetto tecnico che Canonico sarebbe sul punto di cestinare.

Convinto com’è l’imprenditore barese che la coppia Pavone-Zeman da queste parti abbia ormai fatto il suo tempo, e che sia il caso di voltare pagina.
Contravvenendo così anche a quello che fu il proposito che lo portò undici mesi fa a diventare plenipotenziario del Foggia nel nome e nel segno degli inventori di Zemanlandia.
Canonico nel frattempo però, oltre a non essere più in sintonia con l’ambiente (che ne contesta ormai apertamente i modi ed i comportamenti troppo spesso plateali), si ritrova anche ad essere sempre più solo nella stanza dei bottoni.
Spalleggiato dai soli fedelissimi Vincenzo Milillo (il dg) ed Emanuele Belviso (il responsabile dell’area tecnica), che sono gli unici riferimenti concreti sui quali continua a fare affidamento ed ai quali avrebbe dato anche disposizione di interrompere qualunque tipo di interlocuzione con l’area tecnica in questo ultimo frangente di stagione in cui la squadra continua ad allenarsi agli ordini di Zeman. Per il resto il patron ha fatto terra bruciata attorno a sè, ormai anche il vicepresidente onorario Sario Masi si sarebbe smarcato, le sue parole di venerdì scorso durante la presentazione del volume Zemanlandia presso la nuova sede della Fondazione La Capitanata per lo Sport sono state una sentenza, fendenti che hanno minato la credibilità dell’attuale proprietà e che suonano come piena condivisione dell’idea di calcio portata avanti con ostinazione dal duo Pavone-Zeman.

Canonico, dunque, apparentemente è in un angolo, a rimuginare coi suoi pensieri sul da farsi, ma ormai accerchiato: occhio però ai suoi colpi di coda che l’hanno portato in passato pur mostrandosi sensibile agli umori della piazza, a sorprendere tutti con le sue trovate spesso impopolari.
Anche se ora ad assestargli il colpo di grazia definitivo potrebbe essere la sortita improvvisa di un possibile soggetto intenzionato a subentrare al bastone di comando del club.
L’ipotesi è tutt’altro che peregrina, anche se per ora filtrano solo indiscrezioni che andrebbero poi tutte puntualmente verificate.
Che si sia risvegliato però un certo interesse attorno al Foggia e ad un progetto che stuzzica la fantasia è acclarato, e la presenza venerdì scorso alla Fondazione di una parte di imprenditoria locale che già in passato si è spesa per rilanciare il calcio foggiano è sintomatica.

Resterebbe da capire se l’iniziativa sia singola o legata ad un gruppo, e soprattutto quali siano le risorse disponibili da mettere in campo.
Per ora si parla di cifre risibili raccolte (1,2 milioni di euro?), che oggettivamente non fanno fare salti di gioia a quanti per il dopo-Canonico gradirebbero una compagine solida in grado di programmare un futuro in linea con i trascorsi gloriosi del club.
Per ora tutto rimane sotto traccia anche perché probabilmente è solo in una fase embrionale.
Anche se i rumors incontrollati che si rincorrono nelle ultime ore ipotizzano altri possibili scenari, e danno ormai per imminente il sopraggiungere di un’altra proposta di acquisto del 100% delle quote della Corporate attraverso l’intervento di un non meglio identificato fondo di investimento che sarebbe in azione già da qualche tempo.
E che proprio in questa settimana potrebbe essere pronto a serrare i tempi e a venire ufficialmente allo scoperto.

Che poi all’atto pratico prenda quota la prima o seconda opzione lascia il tempo che trova, l’importante è che finalmente attorno al Foggia si siano risvegliati interessi ormai da troppo tempo sopiti.
L’avvento di Zdenek Zeman in panchina e di Peppino Pavone in cabina di regia in questo senso sono stati fondamentali.
Ora però serve concretezza e solidità. Solo così sarà possibile scardinare le convinzioni di patron Canonico.
Che ha già un accordo sulla parola con Bruno Caneo, e che per l’area tecnica non è detto che non abbia in animo qualche ardimentosa soluzione interna.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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