Tutti gli uomini del presidente

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Al di là delle apparenze, la squadra di cui Nicola Canonico intenderebbe avvalersi per rilanciare il progetto Foggia comincia a prendere quota.

Non è ovviamente quella che sarà chiamata in campo a far dimenticare il prima possibile Zdenek Zeman, si tratta invece di quella del "dietro le quinte" che sarà chiamata a muovere l’ingranaggio rossonero. E che, stando alle prime indiscrezioni che trapelano dalle stanze segrete di Viale Ofanto, avrà sempre meno di “indigeno”. Si volta pagina, in tutti i sensi. E senza distinzioni di sorta. La virata sarà a 360’e non risparmierà nessun comparto del club.
Insoddisfatto dell’esito finale della sua prima stagione al timone del club rossonero, e non solo sul piano del risultato squisitamente sportivo conseguito ma anche delle relazioni instaurate con tutto il contesto, il patron medita già da tempo il repulisti della struttura organizzativa del club che lo ha supportato in questi primi 12 mesi di presidenza.

Non si fida più Canonico, la posta in palio è alta, ne va della propria credibilità di imprenditore che nel calcio dopo la parentesi negativa di Bisceglie, cerca con il Foggia la definitiva consacrazione.
Ed allora meglio rompere i ponti con il recente passato e ripartire dalle fondamenta, il team che sarà chiamato ad affiancare la gestione tecnica è in itinere, e al di là di quelli che potranno essere gli eventuali sconvolgimenti societari, il Presidente gradirebbe non avere più alcun legame con il territorio. Facile immaginare il motivo che sottintende una decisione che affonda le radici anche in quelli che sono i nuovi assetti societari che prevedono una presenza sempre più marginale della foggianità. E sulla quale peraltro Canonico inizialmente aveva puntato.

Che ora si vada nella direzione diametralmente opposta lo ha lasciato intuire proprio il maggiore azionista del club nell’ultima sua uscita pubblica ufficiale: “Voglio sbagliare sempre più con la mia testa - ha precisato Canonico a margine della conferenza-stampa che ha sancito il divorzio da Zeman -. E soprattutto con i miei uomini”.
Una ammissione di sfiducia verso chi fino ad oggi è stato al suo fianco che sa tanto di bocciatura definitiva.
Vuole recidere il cordone ombelicale con il recente passato il numero uno del club rossonero, a maggior ragione ora che il presidente onorario Bellisario Masi per propria scelta e per ragioni di opportunità si è defilato, e che La Fondazione La Capitanata per lo Sport non sembra essere più essere vicina alle posizioni del Calcio Foggia 1920.

Un distacco che a breve e medio termine rischia però di avere ricadute negative sulla vita del club in termini di appoggi esterni che finora non sono mai mancati, nemmeno quando l’aria all’interno del club ha cominciato a farsi pesante.
Quali saranno mai, allora, gli uomini del Presidente che con ogni probabilità saranno chiamati a rendere il più possibile agevole il cammino del Foggia nel prossimo campionato?
Ovviamente resteranno al loro posto i fedelissimi con i quali finora Canonico ha condiviso la sua avventura pallonara in altre piazze: dal direttore generale Vincenzo Milillo (che continuerà a rivestire sempre la stessa carica), al responsabile dell’area tecnica Emanuele Belviso, per il quale non è esclusa una promozione sul campo a direttore sportivo. Che permetterebbe oltretutto al Presidente di sopperire con una soluzione interna al divorzio da Peppino Pavone. In realtà però l’imprenditore barese starebbe pensando anche ad un altro tipo di soluzione che gli consentirebbe di potenziare la governance: nell’orbita Foggia sarebbe infatti entrato l’avvocato barese Piero Ingravallo, esperto di carte federali e apprezzato dirigente di lungo corso che attualmente è inserito nei ranghi del Campobasso dove riveste la carica di dg. Ma che non è detto che alla fine decida di seguire Canonico con il quale ha già collaborato ai tempi del Bisceglie.
Il fido Silvestro Carbotti continuerà ad essere l’amministratore delegato, mentre Emanuele Canonico, figlio del patron, sarà ancora il vice-presidente.

A Gianfranco Mancini, il tecnico al quale in questi giorni Canonico ha dato mandato di sondare i papabili per la panchina del Foggia, toccherà invece continuare a gestire il settore giovanile.
E poi? A parte i 3 dipendenti regolarmente a libro paga (i due magazzinieri ed il responsabile della sicurezza), per il resto sono tutti sub-judice.
Tranne, forse, il redivivo Diego Valente, che fino a ieri era il club manager, e che pare ora sia il prescelto per tornare a ricoprire le mansioni di team manager dopo il defenestramento di Mario De Vivo.
Nel frattempo tutti a casa fino a nuova comunicazione, gli uffici di Viale Ofanto in questi giorni sono desolatamente vuoti per volere della proprietà, che in questa fase e con i contratti quasi tutti in scadenza al prossimo 30 giugno intende meditare a fondo le scelte. Si tratta della medesima strategia che il patron mise a punto un anno fa quando rilevò il club dalle mani di Maria Assunta Pintus.
E’ questa la rivoluzione alla quale Canonico intenderebbe dare corso.
Sempre che, nel frattempo, non subentri un’altra proprietà.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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