Allarme Zaccheria, Rischio inagibilità all’orizzonte

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Il rischio è di sottovalutare la portata del problema. E di non porvi rimedio per tempo. C’è una grana-Zaccheria che comincia a delinearsi minacciosa all’orizzonte e che patron Nicola Canonico farebbe bene ad affrontare e risolvere il prima possibile. Pena la possibile inagibilità della struttura di viale Ofanto in vista della nuova stagione che bussa ormai alle porte.

La decisione, infatti, del club rossonero di utilizzarlo solo in occasione delle gare casalinghe (e comunque degli impegni ufficiali) improvvisamente rende l’impianto un “contenitore” vuoto. Che presto sarà spogliato anche dei suoi arredi e di tutte le suppellettili che fino ad oggi sono state allocate negli uffici, negli spogliatoi, nelle palestre ed in ogni altro ambiente.

Ieri allo Zaccheria era dato per certo l’arrivo del tir che l’aggiudicatario dell’asta fallimentare della US Foggia dei fratelli Sannella avrebbe dovuto inviare in loco per svuotare i locali.

Ma da Messina la società che il 12 aprile scorso per l’irrisoria cifra di 2mila euro ha battuto tutti sul tempo, non si è visto nessuno, e così il tecnico comunale Fredella e il magazziniere del club appositamente attivati per seguire le operazioni di sgombero, hanno dovuto prendere atto dell’assenza ingiustificata. E richiudere dunque i cancelli d’ingresso dello Zaccheria, che ormai da oltre dieci giorni è desolatamente vuoto.

Se ne parlerà, pare, il prossimo 19 luglio. E si spera che per quella data finalmente si possa procedere al ritiro senza ulteriori differimenti, anche perché altri ritardi o rinvii rischierebbero di portare alla paralisi. Nel senso che creerebbero inevitabili disagi al Foggia, che è in piena programmazione della nuova stagione, e che al momento non sa ancora di cosa potrà ancora concretamente disporre. 

Proprio così, perché nell’inventario dei beni da ritirare, erroneamente sarebbero stati inserite apparecchiature di proprietà dell’amministrazione comunale (come il Ced che gestisce i tornelli d’ingresso, gli arredi della sala-stampa Fesce e le telecamere del Gos), attrezzature tutte indispensabili ai fini dell’agibilità dell’impianto.

Ecco perché sarà interessante verificare all’atto pratico cosa realmente verrà sottratto dallo Zaccheria martedì prossimo, se nel frattempo i Commissari si saranno attivati per scongiurare il ritiro, ed eventualmente quanto tempo avrà a disposizione il Calcio Foggia per dotarsi nuovamente delle attrezzature che necessitano per il regolare svolgimento delle gare casalinghe.       

Altro che “Una barzelletta!”, come la definì Canonico a margine della conferenza stampa di presentazione del tecnico Boscaglia dello scorso 1° luglio, la questione resta irrisolta e la fine di agosto (il 21 partirà ufficialmente la Coppa Italia) è dietro l’angolo, davanti poco più di 40 giorni per mettersi in regola e non rischiare di dover emigrare in altra struttura per gli impegni ufficiali.

Nel frattempo il presidente, che sta seguendo in prima persona la vicenda e che è in contatto pressoché quotidiano con Palazzo di Città, si è premurato di interrompere i rapporti di lavoro con il responsabile della sicurezza dello stadio e con il giardiniere, atteso che il Foggia non è interessato a versare nelle casse comunali per il prossimo triennio la somma di 250mila euro per la gestione dello Zaccheria, e che quindi le due figure non hanno più motivo di sussistere.

Così facendo, però, si è messa a rischio la tenuta de manto erboso, che con le temperature elevate registrate nelle ultime settimane con ogni probabilità dovrà essere riseminato. Ecco perché pare che negli ultimi giorni in Comune si siano attivati contattando direttamente l’ex dipendente per concordare un piano d’intervento che salvaguardi il terreno di gioco.

Errori di valutazione e omissioni a parte, resta l’incuria del club che tardivamente ha compreso che stava per ficcarsi in un vicolo cieco senza via d’uscita. C’è ancora tempo per correre ai ripari e dirimere una vicenda della quale con un pizzico di attenzione in più si poteva fare volentieri a meno, il Foggia non può correre il rischio di non giocare nel suo stadio, e con ogni probabilità al di là della possibile mediazione in corso da parte del Comune, non è escluso che i vertici societari si attivino con la ditta messinese per verificare se esista la disponibilità a trattare la cessione delle attrezzature di cui deve dotarsi per scongiurare l’ipotesi di giocare lontano dal capoluogo.

Intanto il club è sempre alla ricerca di una nuova sede sociale in cui concentrare gli uffici, già diverse le soluzioni visionate, e tutte logisticamente ottimali. Sembra però che la scelta alla fine sia ricaduta su un appartamento ubicato in via Gramsci, che meglio risponderebbe alle esigenze del sodalizio rossonero: appena 10’ di distanza dallo stadio e in una zona facilmente raggiungibile, dotata di ampi parcheggi. Sarà quella, con ogni probabilità, la nuova casa del Calcio Foggia 1920.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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