Con un fardello colmo di speranze (e di suggestioni), il Foggia oggi si rimette in moto. A due mesi dall’eliminazione-beffa di Chiavari nei playoff è cambiato un mondo. Non c'è più Zeman, e non c'è più Pavone, e con loro è stato cestinato un progetto tecnico che solo un anno fa pareva proiettato nel futuro e destinato a fare faville.
Patron Canonico ha dettato la svolta, e dopo aver respinto ogni possibile tentativo di scalata al club, si è affidato a Roberto Boscaglia per impiantare la stagione del riscatto. Personale e del Foggia, che parte per tentare il grande salto. Senza se e senza ma. E la campagna di rafforzamento finora messa in campo è la conferma che si punta decisamente in alto.
Da ieri sera a disposizione di Boscaglia in Friuli nel ritiro di Camporosso in Valcanale ci sono 19 convocati ai quali si aggiunge un ristretto manipolo di elementi in prova del quale per il momento si ignorano le generalità. Fra loro sicuramente c'è il centrocampista classe 2001 Andrea Ferrigno, gelese come il neo-tecnico rossonero, che vuole visionarlo da vicino in questa prima parte del ritiro.
A sorpresa, invece, non c’è Oliver Kragl che pure veniva dato per presente, e che per il momento non si sa bene perché non faccia parte della comitiva rossonera dopo che era stato intercettato in città nei giorni scorsi alimentando le voci sul suo possibile ritorno. Che ora diventa meno probabile, soprattutto dopo che il Monopoli pare abbia fatto qualche avance concreta al jolly tedesco.
Assieme ai due portieri Nobile e Dalmasso, un ritiro ci sono i difensori Garattoni, Rizzo, Nicolao, Sciacca, Di Pasquale e l'ultimo arrivato Malomo. Non convocati invece Markic e Buschiazzo, che non rientrano nel progetto tecnico ed il cui futuro sarà lontano da Foggia.
A centrocampo Boscaglia avrà a disposizione i riconfermati Petermann, Rizzo Pinna e Curcio, ai quali in questi giorni si sono aggiunti Odjer, Di Noia e Peschetola.
Cinque gli attaccanti al momento in organico, l'italo-argentino Peralta, Vitali, Turchetta (che veniva dato in partenza per Caserta, ma che è regolarmente aggregato), Tonin e l’italo-nigeriano Ogunseye che dovrebbe essere la punta vertice nel 4-2-3-1 che con ogni probabilità sarà il modulo di riferimento dal quale Boscaglia partirà.
Persi per strada Alastra, Volpe, Girasole, Martino, Garofalo, Di Paolantonio, Rocca, Ferrante, Merola e Di Grazia, il mercato del Foggia non può ancora considerarsi concluso, all'appello mancano almeno un laterale destro di difesa, un mediano, e un altro paio di attaccanti.
Sempre ammesso che dello zoccolo duro dei riconfermati non si registri qualche defezione dell'ultima ora. Superfluo infatti aggiungere che Curcio, Di Pasquale e Petermann hanno mercato, e che per trattenerli ci vorranno argomenti convincenti.
Come, ad esempio, il rinnovo contrattuale che gli ultimi arrivi eccellenti rendono inevitabile per i due-tre senatori del gruppo che a gennaio ‘23 andranno in scadenza. Il Catanzaro insiste per spuntarla per Curcio, per Di Pasquale ci sono sirene dalla B, niente di più facile allora che in ritiro si renda necessaria la presenza del Presidente sin dai primi giorni per dirimere alcune posizioni che potrebbero deflagrare da un momento all’altro.
Con 19 giocatori sotto contratto abili e arruolati, Canonico può in ogni caso, per sommi capi, dire di aver portato a termine la mission che si era prefissato ad inizio mercato, "consegnare cioè nelle mani di Boscaglia l'80% della rosa". Adesso bisogna chiudere il cerchio e coprire quei ruoli che, o sono ancora scoperti, oppure necessitano di una ulteriore integrazione.
Nel mirino restano sempre Salzano della Ternana (anche se la pista sembra essersi raffreddata), Dall’Oglio del Palermo (le pretese del giocatore sarebbero esagerate), Fazzi del Messina, Schenetti della V. Entella (anche se il suo arrivo sembra legato ad una eventuale partenza di Curcio), Schiavi della Juve Stabia, Frigerio della Lucchese e Stanga del Milan (il giocatore si sposterebbe solo in prestito), mentre potrebbe tornare Gallo, con il quali si proverà a trovare un accordo anche per la prossima stagione.
Ora però in Friuli è tempo di sudare, ma anche di fare valutazioni a più ampio raggio su ciò che ancora manca per essere realmente competitivi ai massimi livelli.
A Boscaglia il compito di rendere squadra un gruppo eterogeneo che i vertici societari hanno assemblato nell’ottica di competere per le primissime piazze. Il terzo posto finale potrebbe rappresentare un buon traguardo, soprattutto se si considera che le calabresi Catanzaro e Crotone, almeno in partenza, sembrano un gradino più su di tutte, anche se poi come sempre il responso spetterà al campo.
Alzare l'asticella comporterà ulteriori sacrifici sul piano economico, la proprietà si è dichiarata pronta a non tirarsi indietro. Anche se la controversa vicenda societaria che riserva sempre sorprese dietro l’angolo, rischia di tramutarsi in una zavorra per le ambizioni rossonere.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).