Sì, è un Foggia rin... GALL... uzzito. Sapio è il nuovo ds, ora sotto con il calciomercato

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Il Catanzaro, tanto temuto nella settimana del doppio confronto fra Coppa e campionato, alla fine ha regalato solo sorrisi. E il Foggia dalla duplice sfida con la prima della classe ne esce con qualche convinzione in più. Dopo la sconfitta-beffa contro il Giugliano, ai rossoneri serviva una iniezione di fiducia per risollevare il morale, ed i 180' coi giallorossi calabresi sotto questo punto di vista sono stati davvero una panacea.

I 25 punti di differenza che al momento dividono le due formazioni in classifica, in campo non si sono visti, probabilmente anche perché il Catanzaro dopo l'eliminazione in Coppa rimediata allo Zaccheria solo il mercoledì precedente, qualche legittimo timore di incappare nel secondo ko consecutivo se l'è portato dietro. Il che ha finito con il condizionare la sua prestazione. E allora meglio accontentarsi di un pari che alla fine non scontenta nessuno, e che lascia invariata soprattutto la classifica.

Qualche recriminazione in più probabilmente se la porta dietro il Foggia, che ad un certo punto ha anche pensato di poter fare lo sgambetto alla prima della classe, ma che alla distanza ha dovuto desistere anche perché ancora una volta ha accusato qualche limite sottoporta. Ma c’è anche da aggiungere che se il Catanzaro avesse sfruttato a dovere le palle-gol che ha costruito a cavallo della mezz'ora della ripresa, probabilmente avrebbe portato a casa l'intera posta in palio. Forse.

E allora... Resta un dato di fondo che deve far riflettere, e che è un merito innegabile da ascrivere alla formazione di Fabio Gallo: la macchina da gol giallorossa (49 centri in 17 turni, ad una media di circa 3 reti ogni '90), allo Zaccheria si è inceppata per la prima volta in stagione: mai infatti prima di lunedì sera Iemmello e soci erano rimasti all'asciutto, ed il fatto che la difesa rossonera abbia concesso poco o niente agli avanti calabresi è una medaglia che Sciacca & co. possono mettersi meritatamente al petto.

Gallo le ha indovinate praticamente tutte contro i più forti del raggruppamento, il tecnico milanese si è confermato una volta di più un abile stratega che sa leggere le partite, e che ha sempre la soluzione giusta a seconda di come evolve la gara. Lo aveva anticipato alla vigilia l'allenatore del Foggia, ed è stato di parola: il match i suoi se lo sono giocato a viso aperto e senza esasperati tatticismi. O meglio, Gallo le sue contromisure le ha provate e riprovate nel corso della settimana, sapendo che la capolista andava affrontata in un certo modo, isolando cioè le fonti di gioco e riducendo al minimo insipensabile i rifornimenti per Biasci e Iemmello. Ma soprattutto ha messo la museruola a Vandeputte, che con le sue accelerazioni poteva creare scompiglio nella difesa del Foggia: e invece Costa è stato ammirevole per applicazione nel non concedere mai l'uno contro uno al belga, mentre in mezzo al campo Odjer (preferito inizialmente a Petermann) e Frigerio hanno eretto una diga invalicabile per i centrocampisti giallorossi, che hanno sofferto il ritmo dei dirimpettai.

Con queste premesse non poteva venirne fuori una gara spettacolare, anche se non ci si è annoiati mai nel corso dei 90' perché le due squadre comunque non si sono risparmiate.

Alla fine a gongolare è stato soprattutto patron Nicola Canonico, che da quando si è ripreso il Foggia ha visto per due volte la sua creatura sbarrare il passo alla più autorevole candidata alla promozione in B nel giro di soli 5 giorni. E che adesso, dopo aver ritrovato per strada elementi che pensava di aver perso definitivamente (Schenetti e Peralta su tutti), si prepara a rinforzare l'organico. Un po' seguendo le indicazioni del suo allenatore. E un po' facendo di testa sua, come spesso gli piace fare.

Nel frattempo il terzo ds di stagione è bello e pronto ad entrare in azione: dopo Belviso e Lauriola che per opposti motivi non fanno più parte del progetto, ecco il baby Piergiuseppe Sapio. Che diventa il più giovane direttore sportivo della storia del Foggia con i suoi soli 31 anni, e che non più tardi di ieri il club rossonero ha ufficializzato: “Sono emozionato per questo importante incarico, emozione scaturita da tanti fattori. Il primo - ha detto il ds sui profili social del Foggia -, sicuramente determinato da quello che il Calcio Foggia rappresenta per la sua storia e per il suo presente. Sono emozionato anche se penso alla tifoseria foggiana, che è tra le più belle d’Italia. Questo incarico mi viene conferito dal presidente Canonico, che conosco da anni, e che stimo tantissimo come presidente e come persona. Il mio stile di lavoro sarà sempre lo stesso: umiltà e sacrificio, il resto lo dirà il campo".

Per Sapio, promosso dal settore giovanile dove ha operato negli ultimi mesi, si tratta della prima esperienza in assoluto in questa nuova veste. Toccherà al giovanissimo dirigente originario di Carosino (dove è anche consigliere comunale) condurre il mercato di riparazione del Foggia, che a brevissimo dovrà cercare di colmare le lacune di un organico che necessita di puntelli in ogni reparto (almeno un paio di difensori, un paio di centrocampisti ed un attaccante). Sapio, che è molto vicino a Pantaleo Corvino del Lecce, potrebbe rivolgersi proprio ai salentini per individuare qualche giovane profilo che possa fare al caso del Foggia. Non prima però di aver sfoltito l'organico, come si è affrettato a precisare nei giorni scorsi patron Canonico.

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