Dov’eravamo rimasti? Alla notte incantata del Francioni di Latina e alle magie di una squadra che aveva scelto l’ultima gara dell’anno per regalare e regalarsi una vittoria roboante. Che servisse da trampolino di lancio per un girone di ritorno coi fiocchi.
E da vivere dall’inizio alla fine in apnea. Ieri mattina i rossoneri dopo nove giorni di assoluto relax si sono ritrovati allo Zaccheria per la ripresa degli allenamenti agli ordini di Fabio Gallo.
Quindi nel pomeriggio si sono trasferiti al comunale di Troia per una ulteriore seduta. Stesso copione anche per la giornata odierna, quindi da mercoledì un’unica razione di lavoro quotidiana, in quelle che saranno le successive tappe di avvicinamento alla ripresa del campionato. Che è fissata per sabato prossimo allo Zaccheria alle 17.30 contro l’AZ Picerno. Reduce dalla sconfitta interna di misura con il Catanzaro, ma che è avversario fra i più in forma del momento, capace prima dello stop con la capolista di infilare una striscia 8 risultati utili consecutivi e di racimolare la bellezza di 20 punti che sono valsi anche il nono posto attuale in classifica.
Ripartire da dove si è finito è l’ordine tassativo in casa Foggia, che nella seconda parte della stagione vuole dare continuità ai risultati ed inserirsi stabilmente nei quartieri alti della graduatoria.
Senza ovviamente perdere di vista la Coppa Italia, che tornerà il prossimo 18 gennaio con la sfida di andata casalinga contro la Juventus Next Gen, e che può rappresentare la scorciatoia per conseguire l’obiettivo di stagione. Che era e rimane il miglior piazzamento possibile nella griglia di partenza negli spareggi-promozione. Meglio se sarà il quarto posto finale.
Gallo conta di ritrovare da subito la squadra che ha incantato contro il Latina, e che con una facilità disarmante è riuscita a trovare la via della rete. Cosa che fino a quel momento gli era riuscita, per la verità, quasi mai.
La sosta, sotto questo punto di vista, probabilmente è arrivata nel momento sbagliato, quando cioè Di Pasquale e soci parevano aver raggiunto il loro rendimento-standard. Ecco perché adesso in casa rossonera si guarda con una certa curiosità alla ripresa, proprio perché sarà interessante verificare se la squadra avrà metabolizzato la pausa senza pagare dazio, o se viceversa sarà fisiologico accusare una inevitabile flessione.
Ed è proprio sulla tenuta fisica e mentale che in questi giorni che dividono dal match coi lucani (che all’andata impartirono una severa lezione al Foggia) che lavorerà Gallo, che sa bene quante insidie possa nascondere una sfida come quella contro l’AZ Picerno.
Ieri intanto alla ripresa assenti sia Malomo che D’Ursi, la cui avventura in Puglia può ormai considerarsi conclusa: probabilmente non saranno i soli a cambiare aria, atteso che nelle intenzioni del club c’è l’idea di rivisitare l’organico e di mettere a disposizione del tecnico più di un tassello.
Occorrerà però trovare la giusta sintesi fra quelle che sono le esigenze dell’area tecnica, che mira a puntellare una rosa che necessita di non meno di 4-5 rinforzi degni di tal nome, e quelle della società che verosimilmente mira a ridurre il monte-ingaggi e che, laddove se ne presentasse l’occasione, non esiterà a dar via qualcuno dei suoi pezzi pregiati.
E’ il caso di Eugenio D’Ursi, uno degli elementi di maggiore caratura che ha già preso la strada di Crotone, e per il quale il club ha dovuto prendere atto della volontà del giocatore di andarsi a misurare in una piazza che punta dichiaratamente al salto di categoria. Gallo teme però che D’Ursi possa non essere il solo ad essere sacrificato, ed è per questo che non vede l’ora che il mercato di riparazione volga al termine.
Teme infatti il tecnico di Bollate che il lavoro messo a punto con sacrificio in questi ultimi tre mesi possa in qualche misura essere messo a repentaglio da questa finestra suppletiva di gennaio che è sempre infida e che nasconde fino all’ultimo sorprese dietro l’angolo: giocatori del calibro di Garattoni, Di Pasquale, Rizzo, Costa, Petermann, Frigerio, Peralta ed ora anche Schenetti sono imprescindibili per quelle che sono le sue idee che intende sviluppare nella seconda parte della stagione. E perdere per strada qualche altro pezzo potrebbe risultare oltremodo controproducente.
Anche nel caso in cui dovessero arrivare dei pari livello, infatti, non ci sarebbe molto tempo a disposizione per inserirli in un sistema di gioco che è già collaudato. Nicola Canonico, in ogni caso, è stato avvisato per tempo di ciò che sarebbe il caso di fare. E di quello che assolutamente bisognerà evitare. Ora però il pallino passa nelle sue mani.
Il 31 gennaio resta lontanissimo, ma il mercato di riparazione sarà inequivocabilmente la cartina di tornasole di quelle che sono le reali ambizioni del Foggia. E della sua proprietà.
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