È un brusco risveglio per il Foggia, per Di Pasquale & co. c’è molto da meditare

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C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico, nell’ultima sanguinosa sconfitta del Foggia. Che riporta a galla tutte le incongruenze di una squadra assemblata dissennatamente l’estate scorsa. E che il suo condottiero Gallo è riuscita abilmente a riportare sulla retta via riposizionandola nei quartieri alti della classifica. Ma che non per questo non resta incompleta in almeno un paio di reparti, che sono quelli che poi dovrebbero dare sostanza al lavoro svolto in questi mesi dal suo allenatore.

Sabato scorso durante il match contro l’Az Picerno sono balzati agli occhi in due fasi diverse della partita quelli che sono i limiti congeniti della formazione rossonera: che resta inconsistente in prima linea, e che in mezzo al campo non può permettersi il lusso di schierare contemporaneamente due giocatori come Petermann e Schenetti, soprattutto se Di Noia non è l’interditore che servirebbe, e se sugli esterni i due “quinti” che rispondono ai nomi di Garattoni e Costa, che sono stantuffi inesauribili dalla metà campo in su, concedono troppo in fase di ripiegamento.

E allora ecco che il mercato di riparazione diventa focale per il Foggia, che in campionato resta sempre in corsa per quel quarto posto che in fondo è distante solo 4 punti, ma che forse farà bene a spostare le sue mire sulla Coppa Italia. Che probabilmente può dare l’abbrivio per arrivare fino in fondo e per centrare quella qualificazione alla fase nazionale dei playoff che potrebbe schiudere scenari al momento impensabili.

Serve però correggere in fretta i madornali errori commessi a monte, correre ai ripari e mettere nella condizione Fabio Gallo, che qualche comprensibile mal di pancia comincia ad evidenziarlo, di inseguire un obiettivo che il club dice di voler mettere nel mirino. Ma che passa necessariamente attraverso interventi mirati sul mercato che devono badare prevalentemente al consolidamento dell’organico. Altrimenti sarà meglio rimanere così come si è. Senza creare inutili aspettative in una tifoseria già fin troppo disorientata dagli umori di una proprietà abituata a fare e disfare a proprio piacimento.

Il tecnico del Foggia sabato sera è parso alquanto turbato dopo una sconfitta che si porta inevitabilmente dietro anche le scorie dei rumors di mercato che in settimana hanno impazzato in casa rossonera: “Abbiamo provato a giocare, poi abbiamo subito il pareggio e non siamo riusciti a chiudere la partita”, ha sottolineato l’allenatore di Bollate, che poi ha aggiunto: “Dobbiamo ripartire come abbiamo fatto già in altre occasioni. Penso che avremmo dovuto avere più cattiveria agonistica e cinismo nel portare a casa il risultato. La partita col Picerno non si doveva perdere. Soprattutto se si vuole diventare una squadra matura”.

Gallo ha quindi messo il dito nella piaga: “E’ vero, ci mancano attaccanti diversi da quelli che abbiamo, dobbiamo intervenire sul mercato perché Foggia deve avere qualcosa in più”, prima della chiosa finale, che mette la società di fronte alle proprie responsabilità: “Mi aspetto qualcosa il più velocemente possibile”, ha tuonato il tecnico, che guarda già oltre l’ultima battuta d’arresto in campionato, e che in vista della semifinale di andata di Coppa con la Juventus Next gen del prossimo 18 gennaio spera ovviamente di poter avere a disposizione un ventaglio di soluzioni più variegato di quello attuale.

Così com’è il Foggia i play-off alla fine li centrerà pure, ma senza alcuna prospettiva, viceversa riuscisse il club ad assicurare al suo allenatore almeno altri 3-4 puntelli di qualità potrebbe alzarsi l’asticella dell’ambizione.

A Gallo servono un portiere (nè Nobile nè Dalmasso danno le dovute garanzie), un paio di centrocampisti che abbinino qualità e quantità e che all’occorrenza sappiano anche puntare a rete, e poi ovviamente una coppia di attaccanti, perché Ogunseye e Peralta oggettivamente non sembrano in grado di reggere il peso di una prima linea che è leggerina e che quando sbatte contro difese munite difficilmente riesce ad inquadrare lo specchio della porta. Sabato sera contro il Picerno il Foggia si è affacciato pericolosamente con una certa continuità dalle parti del portiere avversario, quasi mai però in modo incisivo.

Emblematico l’errore di Iacoponi sottomisura subito dopo il 2-1 firmato da Ogunseye che avrebbe potuto chiudere il match. E invece ha finito col diventare l’episodio che ha spalancato le porte del successo ai lucani.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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