Foggia, passione tradita. Sabato sera allo Zaccheria c’era un clima piuttosto tiepido attorno alla squadra

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Non c’è particolare trasporto emotivo attorno al Foggia targato Nicola Canonico. La riprova la si è avuta non più tardi di sabato scorso, in occasione del match interno con l’AZ Picerno, che ha inaugurato il nuovo anno. Dopo due vittorie consecutive in trasferta infilate prima della sosta natalizia che avevano proiettato i rossoneri nei quartieri alti della classifica fino al sesto posto, sarebbe stato lecito attendersi una presenza più congrua sugli spalti dello Zaccheria.

E invece nessun segnale di risveglio particolare da parte della tifoseria di casa, che ha risposto in maniera piuttosto tiepida all’arrivo della formazione lucana: sono stati in tutto 4925 gli spettatori paganti per una gara che si è giocata di sabato in una giornata pre-festiva alle 17.30.

Ma quello che più ha colpito e che lascia interdetti è che si respirava aria dimessa e di scarsa partecipazione dalle parti dello Zac, a parte i settori popolari che restituiscono sempre un colpo d’occhio tutt’altro che disprezzabile, per il resto partecipazione freddina con larghi vuoti sia in Tribuna Est che in Tribuna Centrale, lì dove il tifo non organizzato ha la sua fissa dimora. Deve, evidentemente, essersi già spento l’effetto dell’onda lunga che la scorsa estate portò alla sottoscrizione di oltre 4mila abbonamenti (ed 800mila euro transitati nelle casse sociali) a seguito di una campagna di rafforzamento che avrebbe dovuto fare della formazione rossonera una delle più autorevoli candidate al salto di categoria, è bastato poco perché venissero al pettine i nodi di una politica societaria ambigua e farraginosa.

Ed inevitabile è arrivato il dietrofront. Perché il tifoso da queste parti è fatto così, vuole sentirsi partecipe di un progetto che pareva proiettato nel futuro, e che invece continua a latitare e a dare segnali sempre più concreti di inadeguatezza.

Il bello è che anche con Zdenek Zeman in panchina una stagione fa la musica fu praticamente la stessa, nemmeno il ritorno di un santone del calcio foggiano riuscì infatti a smuovere le coscienze della stragrande maggioranza della tifoseria, che non si è lasciata ammaliare dalle promesse farlocche di patron Canonico, e che di conseguenza ormai da qualche tempo segue in maniera sempre più distaccata le vicende della sua squadra del cuore.

Questione di feeling e di una scintilla che non è mai scoccata con l’attuale proprietà. Che dopo gli effetti speciali estivi che aveva lasciato presagire ad una inversione di rotta sul piano degli obiettivi da perseguire, non ha poi dato seguito a quella che doveva essere una politica ad ampio respiro che doveva tendere in prima battuta al riavvicinamento del tifoso allo stadio.

A resistere e a non tirarsi indietro è il solito zoccolo duro, che a prescindere dalla categoria, resta sempre al fianco del Foggia. Sottoscrivendo l’abbonamento, oppure acquistando regolarmente il biglietto in occasione delle gare casalinghe.

L’anno scorso, nella stagione immediatamente post-pandemica che vide fino ad aprile la capienza dello Zaccheria ridotta prima al 50% e poi al 75%, furono in tutto 2603 gli abbonati, e nelle 19 gare casalinghe gli spettatori complessivi si attestarono sui 73.298, per una media a gara di 3858 spettatori. Che hanno fatto del Foggia il terzo club del raggruppamento meridionale alle spalle di Bari (195.468) e Palermo (103.641). Il record di presenze nella scorsa stagione si registrò in occasione del match con il Catania (6mila), nel derby con il Bari invece furono appena 3877 i paganti, in quanto fu indetta la Giornata pro Foggia in quella fredda serata del 26 febbraio scorso caratterizzata dalla pioggia battente.

Quest’anno le cose stanno andando decisamente meglio, anche se i dati che arrivano dal botteghino vanno letti ed interpretati in chiave critica: finora allo Zaccheria sommati 33.485 spettatori paganti per una media di 4.784 presenze a partita, che portano decisamente ad innalzare la media rispetto alla stagione 2021-22, non dimenticando ovviamente che la capienza dell’impianto di viale Ofanto è stata sempre al 100% fin dalla prima giornata di campionato. Il Foggia al momento si posiziona al secondo posto nella speciale classifica alle spalle della corazzata Catanzaro (che fa registrare ad oggi 77.929 presenze, ed una media che si attesta sui 7.084 spettatori a gara).

Numeri a parte, è il clima che si respira attorno alla squadra che lascia a desiderare e che non depone a favore dello stato maggiore rossonero che dopo la rivoluzione estiva che ha portato all’azzeramento del progetto tecnico non ha certo brillato sul piano squisitamente aziendale. Mettendo in campo strategie che non sempre si sono rivelate vincenti.

Morale: è sempre più amore sbiadito per il Foggia. Sicuro però che sia tutta colpa di una proprietà che non ha mai appassionato più di tanto?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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