Dopo i colpi Beretta e Vacca, il mercato di riparazione del Foggia si è chiuso alla chetichella. E alla fine il giudizio non può che essere sospeso a metà: si doveva e poteva fare di più.
Proprio così, perché questa sessione invernale di gennaio appena andata in archivio per il club del presidente Nicola Canonico aveva un solo obiettivo: rimediare agli errori in serie commessi in estate. E dare al tecnico Gallo quelle opzioni per rendere il più possibile competitivo il suo 3-5-2.
L’opera invece si è fermata a metà, perché alle buone intenzioni non sono seguiti i fatti. Nella fattispecie i ritocchi, che pure si rendevano necessari nella sessione suppletiva che come non mai per il Foggia avrebbe dovuto essere di riparazione, e non certo di completamento.
Va da sé che anche a occhio nudo si noti come la rosa non sia stata completata, per quanto in taluni ruoli risulti (sembrerà un paradosso) addirittura sovradimensionata: con l’arrivo dell’ultima ora di Thiam (che per una curiosa coincidenza a Fano faceva il secondo proprio a Nobile) salgono addirittura a cinque i portieri in organico: oltre ai due sopracitati, figurano infatti Dalmasso, Raccichini e il baby Illuzzi.
Un’esagerazione nella forma, non nella sostanza, perché poi l’argentino Dalmasso da mercoledì scorso si ritrova fuori rosa, mentre per Raccichini è pronta la risoluzione consensuale.
In difesa mancano le cosiddette “coppie” per ogni ruolo: ok Leo-Rutjens e Di Pasquale-Kontek, ma come braccetto di sinistra Rizzo non ha il suo omologo, a meno che non si intenda rimediare con il bosniaco Markic, che alla fine è rimasto alla corte di Gallo. I “quinti di centrocampo”, poi, erano e restano due: Garattoni a destra e Costa sul versante opposto, certo all’occorrenza ci sarebbero Leo o Rizzo da poter utilizzare, ma numericamente si sarebbe dovuti intervenire in maniera decisamente più incisiva.
Diverso il discorso per la metà campo che, in assoluto, forse resta il reparto meglio assortito del Foggia: Petermann (Vacca, quando sarà disponibile), Schenetti (Bjarkason), Frigerio (Di Noia) danno ampie garanzie di affidabilità, anche se la mancata cessione di Odjer suona a demerito di Sapio, che si ritrova ora a dover gestire fino a fine stagione un giocatore scontento, destinato a vivere ai margini della prima squadra.
Zero movimenti anche in prima linea, per quanto si sia cercato negli ultimi giorni di arrivare ad un attaccante esterno che per caratteristiche ricordasse il partente D’Ursi.
Ma, trovato per strada Iacoponi che si sta rivelando una piacevolissima sorpresa, si è preferito soprassedere. Bilancio finale: con Vitali rientrato per fine prestito dall’Audace Cerignola e girato al Monterosi, sono partiti 10 giocatori di movimento. E ne sono arrivati cinque sempre di movimento, di cui uno (Vacca) fermo da maggio scorso, un altro (Bjarkason) reduce da 500 minuti totali giocati in un anno e mezzo, e un altro ancora (Beretta) 500 in due anni e mezzo.
In difesa e sugli esterni ora ci sono 7 uomini per 5 posti. Pochini. C’è poi un altro dato che balza agli occhi: il progetto tecnico di Canonico è stato definitivamente azzerato. Tutti (o quasi) i giocatori arrivati in estate sono infatti oggi utilizzati in ruoli diversi da quelli per i quali sono stati presi: esemplificativi i casi di Leo, Schenetti e Peralta, adattati grazie all’abilità di Gallo nel riconvertirli.
Gli attaccanti presunti titolari (Vuthaj e D'Ursi), infine, sono stati entrambi ceduti. Se Matteo Lauriola nello scorso ottobre quando corse al capezzale del Foggia (su dritta di Vincenzo Todaro) non si fosse inventato Gallo in panchina, chissà ora cosa sarebbe del Foggia.
Alla fine ad essere insoddisfatto dell’operato suo, e del ds Sapio, è proprio Canonico, che si ritrova sul groppone tre contratti che non aveva messo in preventivo (Odjer, Dalmasso e Markic) e che incideranno nel monte ingaggi per circa duecento mila euro. Con l’aggravante che a giugno prossimo si ritroverà con un organico extra-large.
Meno male però che c’è Re Mida Gallo che gli sta togliendo le castagne dal fuoco. Anche se tutte le contraddizioni di fondo c’erano e restano. Domanda impertinente: ma il tecnico del Foggia sarà contento di quanto accaduto? Solo dieci giorni fa, il giorno della presentazione di Vacca, era infuriato. E ha apertamente litigato con il suo presidente. Nel frattempo non è arrivato nessun altro giocatore di movimento a parte Bjarkason, giunto al posto dell'altro rincalzo Chierico. Per fortuna, però, in questo frangente a rubare la scena è la squadra. E finché la barca va...
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