Foggia, fattore trasferta. Gallo ha dato un’identità precisa ai suoi

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C’è un fattore trasferta da far valere. E al quale Fabio Gallo e i suoi si aggrappano per uscire indenni in campionato e in Coppa. Il Foggia che si prepara ad affrontare un doppio e delicato confronto lontano dallo Zaccheria, scopre di avere dalla sua un trend che è garanzia di affidabilità: da quando infatti in panchina siede il tecnico milanese giocare lontano da casa è praticamente come farlo davanti al pubblico amico.

Il rendimento è pressoché identico: 18 i punti casalinghi totalizzati in 10 gare, 17 quelli formato-export nelle altre restanti 10. Come dire, insomma, che per Di Pasquale e compagni non fa differenza alcuna il fattore-campo. Il che lascia moderatamente ottimisti in vista della duplice trasferta che bussa alle porte, e che vedrà domani il Foggia far visita al Crotone vice-capolista in campionato.  

E poi mercoledì prossimo di scena ad Alessandria, dove in palio c’è l’accesso alla doppia finale di Coppa Italia. Il dato, che sicuramente non sarà sfuggito a Gallo, rappresenta una buona base di partenza per ambire a limitare i danni nei prossimi 180’. Che con ogni probabilità diventeranno anche la cartina di tornasole delle reali ambizioni dei rossoneri in questa seconda parte di stagione.

Finora il Foggia formato-trasferta non ha tradito le attese, e a parte il primissimo disastroso scorcio iniziale di stagione, poi si è fatto sempre rispettare. A parte infatti il 2-0 di Pagani con la Gelbison (al debutto di Gallo in panchina) dell’8 ottobre scorso, del 3-2 di Giugliano del 4 dicembre, e del più recente 1-0 di Francavilla contro la Virtus datato 14 gennaio, poi il cammino può considerarsi virtuoso, se si considera che nelle restanti gare giocate lontano da casa sono arrivati 2 pari e addirittura 5 successi. Che fanno del Foggia, per rendimento esterno, una delle migliori formazioni del raggruppamento C.

Squadra da trasferta, dunque, quella che si ritrova fra le mani Fabio Gallo, che in questi 4 mesi di permanenza in rossonero, è riuscito a dare una identità precisa ai suoi. Identità che non si snatura nemmeno quando di fronte ci sono le big del girone. Probabilmente anche perché, strada facendo, il Foggia si è ricordato di essere stato costruito per competere per le posizioni di vertice. Pur con tutte le contraddizioni di fondo che stanno punteggiando la stagione.

In trasferta i rossoneri spesso vincono e convincono. E in taluni casi anche di goleada, come accaduto nel caso di Latina (1-5 il 23 dicembre prima della sosta natalizia) e di Pescara (0-4 solo il 29 gennaio scorso). Gli altri tre successi sono arrivati contro il fanalino di coda Viterbese (1-2 il 30 ottobre che è coinciso anche con il primo blitz della gestione Gallo), 0-2 a Monopoli (il 13 novembre) e 1-2 a Torre del Greco il 18 dicembre.

I due pari, invece, fanno riferimento all’1-1 di Castellammare di Stabia del 18 ottobre (turno infrasettimanale) e all’altro 1-1 col Monterosi Tuscia del 27 novembre scorso. Lontano da casa il Foggia ha realizzato anche qualcosa come 19 gol sui 39 complessivi messi a segno finora, alla media tutt’altro che trascurabile di quasi due reti a partita, a conferma del fatto che anche il potenziale offensivo è distribuito equamente fra le gare interne ed esterne.

Domani a Crotone sarà interessante verificare quale sarà l’atteggiamento che la squadra metterà in campo a poche ore dalla sfida decisiva di Coppa con la Juventus Next Gen: l’ultimo precedente in tal senso non è confortante, prima della semifinale di andata coi bianconeri, infatti, i rossoneri persero (e male) contro la Virtus Francavilla a margine di una delle più brutte gare della stagione. Poi però arrivò l’immediato riscatto con il 2-1 di Coppa che consente ai rossoneri di partire ad Alessandria con un piccolo vantaggio. 

Quale Foggia andrà in onda allo Scida? Quello sbarazzino che spesso e volentieri si è fatto ammirare sotto la gestione Gallo? Oppure la versione contratta e rinunciataria che ha fatto da prologo al successivo impegno con la Juve? E’ il quesito che anima la vigilia della sfida di Crotone, dove ad attendere i rossoneri ci sarà una squadra che viene annunciata in calo, e che dopo il ko di lunedì scorso ad Avellino sembrerebbe aver perso molte delle sue certezze.

In altri tempi Di Pasquale e soci avrebbero provato ad approfittarne per inaugurare la crisi in casa pitagorica, così invece diventa davvero difficile fare previsioni sul tipo di gara che il Foggia metterà in campo. Anche perché gli ultimi 90’ non depongono a favore dell’undici di Gallo, con la Gelbison la squadra è apparsa stanca e poco reattiva.

Ma ci vuole poco a far riscoccare la scintilla. E le due gare che bussano alle porte non hanno certo bisogno di sollecitazioni particolari per risvegliare gli antichi ardori.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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