Foggia Calcio, futuro incerto tra criticità e contraddizioni

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E’ buio pesto. Il crollo ormai è verticale, lo confermano i numeri, il Foggia che oggi è sprofondato al tredicesimo posto in classifica da una parte è lo specchio fedele del caos che regna attorno al club a tutti i livelli.

E dall’altro di una crisi inarrestabile che lo attraversa ormai da un paio di mesi a questa parte. Due facce di una stessa medaglia che mettono spalle al muro i vertici societari e le sue scellerate scelte. Solo uno stolto, infatti, non può accorgersi delle criticità che avvolgono una formazione che ad un certo punto pensava di avere nella guida tecnica il suo anello debole. E che in realtà deve guardare oltre le precise responsabilità di Mirko Cudini (che pure ci sono state) per risalire alle mille contraddizioni di questa sua controversa stagione.

Per ora il cambio in panchina che sembrava potesse essere la panacea di tutti i mali è stato impalpabile, anche perché nel frattempo non si sono registrate novità sostanziali nel potenziamento dell’organico, e quindi non era lecito attendersi improvvisi sussulti: tutto sin troppo facile per il Taranto sabato scorso mettere sui binari desiderati una sfida che si sapeva in partenza sarebbe stato un ostacolo pressoché insormontabile. Soprattutto per tutte le incertezze che in questo frangente bisogna fronteggiare.

L'impressione è che il Foggia, quasi senza accorgersene, si stia ficcando in un tunnel senza via d'uscita, sono troppe le variabili in gioco che non incoraggiano all'ottimismo, mentre la proprietà non riesce proprio a fornire un indirizzo e sta spingendo la squadra sull'orlo del baratro, Vacca e Coletti fungono da parafulmine di una vicenda che probabilmente è più grande di loro stessi.

Chiamati a togliere le castagne dal fuoco al patron che ormai non sa più che pesci pigliare. E che, è ormai evidente, sta proseguendo per inerzia la sua avventura in rossonero, senza un briciolo di prospettiva o uno straccio di programmazione. Si brancola nel buio, insomma, e per il tandem al quale sono state affidate le chiavi della prima squadra diventa un bel rebus capire in questo frangente, col mercato di gennaio in corso e con tutte le tentazioni che si porta dietro, su quali uomini fare affidamento.

Già, perché stando alle voci che si rincorrono, e che un pizzico di fondamento avranno pure, dell’undici-base utilizzato nel girone di ritorno, almeno in 3-4 sarebbero sul piede di partenza. A cominciare da capitan Garattoni, finora solo l'ombra del giocatore ammirato la scorsa stagione, per proseguire con Frigerio, Peralta e fors'anche Di Noia, uomini-simbolo di una B sfuggita solo all’ultimo assalto che paiono sul punto di essere sacrificati nel nome di qualche centinaio di migliaia di euro che servirebbe ad alleggerire le casse sociali.

Ai più noti, vanno ad aggiungersi Tounkara (passato nel frattempo all'Avezzano), Odjer, Beretta, Papazov, Cucchietti e Dalmasso, considerati in esubero. Partissero tutti, sarebbe una vera e propria diaspora, con la conseguente necessità di attingere a piene mani da un mercato che, in quanto di riparazione, non è però che offra grandi alternative.

Dopo Vincenzo Millico dall'Ascoli (per il quale non si comprende perché non arrivi ancora l’annuncio ufficiale, atteso che l’attaccante ormai da una settimana è in sede e si allena già con i nuovi compagni), al Foggia servirebbero rinforzi veri in ogni reparto, a cominciare dal ruolo di portiere dove Nobile ormai non fornisce tutte le garanzie del caso.

Per proseguire con un paio di difensori (un esterno ed un centrale), un paio di centrocampisti e non meno di due attaccanti dalle determinate caratteristiche che bene di coniughino con il 4-3-2-1 che la premiata ditta Vacca-Coletti vorrebbe sperimentare in questa seconda parte di stagione.

Sempre che, ovviamente, ad entrambi venga concessa fiducia e offerta la possibilità di lavorare in prospettiva. La domanda infatti sorge spontanea in una fase come questa dove le certezze sono davvero ridotte al lumicino: e se malauguratamente dovesse andar male pure con Giugliano e Avellino, che sono i due prossimi avversari in campionato, Canonico come si comporterebbe? Tirerà dritto per la sua strada senza dare peso alle inevitabili contestazioni (sempre molto blande nei suoi riguardi, per la verità) che monterebbero, oppure si affiderà ad una nuova guida in panchina?

Al di là delle ipotesi, sarebbe il caso garantire nell'immediato allo staff tecnico puntelli che invertano il pericoloso trend di questo ultimo scorcio di stagione, per dare forza al binomio Vacca-Coletti serve mettere nel motore da subito qualche puntello di qualità, e sembrerebbe che il messaggio sia stato recepito dal club di viale Ofanto, che nelle ultime ore starebbe stringendo i tempi per consentire al suo staff tecnico di avere un ventaglio di soluzioni più allargato.

Il nome che nelle ultime ore circola con una certa insistenza è quello di Miguel Angel Sainz Maza, attualmente in forza al Cerignola: il 31enne fantasista spagnolo sarebbe in uscita dall’Audace e a spingere per un suo ritorno in rossonero sarebbero proprio Vacca e Coletti, coi quali il trequartista è stato compagno di squadra nel ‘17, l’anno della promozione in B.

Se ne sta parlando, in casa ofantina non avrebbero posto alcun veto alla sua cessione, i ds Di Toro e Belviso sono al lavoro per perfezionare una operazione che soprattutto in casa rossonera vorrebbero chiudere il prima possibile anche per allentare la tensione che è ormai palpabile attorno a squadra e club.

Il Foggia è in caduta libera, nelle ultime 10 ha messo assieme solo 9 punti al pari di Messina e Monterosi, viaggia a fari spenti e ad una media stiracchiata, peggio nell’ultimo periodo hanno fatto solo Turris (7), V. Francavilla (6) e Brindisi (4), serve raddrizzare la stagione prima che sia troppo tardi, anche perché è di tutta evidenza che di questo passo la stagione è destinata a prendere una brutta piega. Altro che dignitosa...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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