Smantellamento in atto. Se ne vanno tutti i migliori. Se non è diaspora poco ci manca, fossero confermate le indiscrezioni di queste ore che vogliono per sicuri partenti alcuni fra gli attori principali della straordinaria cavalcata della passata stagione che si concluse solo all'ultimo atto con il Lecco, per il Foggia si aprirebbero scenari a tinte fosche.
Già, perché anziché adeguatamente rinforzata dopo gli stenti evidenziati nel girone di andata, la formazione rossonera potrebbe seriamente rischiare di ritrovarsi in braghe di tela e con il look completamente rifatto a fine gennaio. Quando anche il mercato suppletivo avrà chiuso i battenti e a quel punto non sarà più possibile rimediare. Un rischio troppo grande che francamente non vale la pena di correre in un frangente della stagione in cui devi mettere nel mirino l'obiettivo finale e perseguirlo senza più tanti tentennamenti.
Ma la rivoluzione di gennaio, che a questo punto è tutt'altro che da escludere, se un lato verrebbe incontro ai desiderata del club che in questa fase intenderebbe monetizzare il più possibile per realizzare anche qualche plusvalenza (nell’ottica poi perché no di passare la mano), dall'altro si giustificherebbe con la precisa volontà dei neo-responsabili dell’area tecnica Vacca e Coletti di rivoltare come un guanto la rosa di prima squadra per dare libero sfogo alla loro idea di calcio.
E siccome in questa loro bislacca idea troverebbero il conforto di patron Nicola Canonico, ecco che questa finestra in cui molte squadre cercano la quadra del cerchio, per il Foggia potrebbe trasformarsi in un autentico tourbillon. Nel quale potrebbe accadere tutto e il contrario di tutto. Questo è quanto nelle intenzioni di partenza potrebbe verificarsi, poi è chiaro che bisognerà fare i conti con le variabili di un mercato che in gennaio spesso e volentieri risulta in tono minore in quanto disattende le aspettative. Fino a prova contraria con la valigia in mano sarebbero Nobile, Garattoni, Di Noia, Frigerio, Peralta e Schenetti che a questo punto non è detto che restino, così fosse si profila all’orizzonte una sessione invernale che diventerebbe fra le più bizzarre di oltre cento anni di storia rossonera.
Già, perché in poco meno di un anno si volatizzerebbe l'undici che con Gallo prima e Delio Rossi poi aveva sfiorato il ritorno in B nel nome di un radicale rinnovamento voluto in primis dallo staff tecnico. A viale Ofanto in questi giorni si lavora sottotraccia e senza che filtri alcun indizio su quali possano essere i reali orientamenti del club, ma è chiaro che patron Canonico oltre a voler cambiare rotta, in queste ore si starebbe confrontando con la volontà dichiarata di alcuni dei suoi senatori di chiudere in anticipo la loro parentesi a Foggia. Un po' perché qualche richiesta non mancherebbe, ma soprattutto perché avrebbero maturato la volontà di cambiare aria. Come già successo l’estate scorsa con Di Pasquale e Petermann tanto per citarne un paio.
Nobile sarebbe stato definitivamente bocciato (in arrivo Aglietti svincolato dalla Reggina), a differenza di Peralta che avrebbe chiesto espressamente di essere ceduto per raggiungere Lucarelli al Catania: il trequartista italo-argentino ritroverebbe così il tecnico con il quale ha vissuto una annata di grandi contenuti a Terni, e sarebbe il rinforzo perfetto per il 4-2-3-1 con cui l’allenatore livornese si vuole rilanciare alle falde dell’Etna. Ovviamente indennizzo in vista per Canonico, che come spesso gli capita in questo periodo dell’anno segue in prima linea le operazioni di mercato, e che nel tentativo di far quadrare i conti parrebbe sempre più orientato a disfarsi dei contratti più onerosi.
Anche per Schenetti potrebbe essere arrivato il tempo dei saluti, il fantasista milanese dopo le frizioni con Mirko Cudini gradirebbe cambiare aria, a farsi avanti è stato il Taranto di Capuano che vorrebbe migliorare la sua cifra tecnica, niente di più facile allora che l’affare decolli definitivamente.
Alla fine il reparto che potrebbe essere completamente smantellato è il centrocampo, che in organico potrebbe trattenere i soli baby Marino e Martini, dopo che anche Odjer si sistemerà altrove (Brindisi?): per Frigerio dovrebbe essere questione di ore per il suo passaggio al Lecco (nel pacchetto potrebbe essere inserito anche l’attaccante Beretta), mentre Di Noia sarebbe finito nel mirino del Crotone dopo che non si è aperto alcuno spiraglio per il suo rinnovo contrattuale.
C’è poi ovviamente capitan Garattoni che pareva destinato all’Avellino (sul piatto della bilancia come contropartita era stato inserito Marconi, per il quale però il club irpino non sarebbe intenzionato a pagare lo stipendio come pretenderebbe invece il Foggia), ma che alla fine non è detto non si trasferisca vicino casa, a Cesena. Voci a parte, al momento le uniche due operazioni in uscita ufficializzate riguardano Tounkara (sistematosi all’Avezzano in D dopo aver rescisso) e Cucchietti, che ha raggiunto il tecnico Marchionni a Potenza.
Mentre in entrata si attende sempre l’ufficializzazione di Vincenzo Millico, l’attaccante esterno che il Foggia ha prelevato a titolo definitivo dall’Ascoli, e che con ogni probabilità sarà disponibile fin dalla trasferta di Giugliano di venerdì sera.
Per sopperire alle partenze di Peralta (certa) e di Schenetti (molto probabile), il Foggia starebbe spingendo per arrivare a Mino Chiricò (si tratterebbe di un ritorno) e a Davide Marsura: entrambi gli attaccanti che hanno iniziato la stagione a Catania sono in rotta con il club etneo e starebbero strizzando l’occhio alla soluzione-Foggia. Come già avvenuto per Millico, mentore dell’operazione è Antonio Junior Vacca, che in Puglia arrivò proprio con Chiricò nel gennaio del ‘16, e al fianco del quale (assieme allo stesso Coletti) centrò il salto in B.
Arrivasse la tanto attesa fumata bianca, il Foggia si ritroverebbe con il tridente nuovo di zecca Chiricò-Millico-Marsura che sposerebbe appieno le caratteristiche degli attaccanti desiderati dal nuovo staff tecnico e che darebbe nuova sostanza al reparto avanzato rossonero, fino ad oggi vero tallone d’Achille.
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