Canonico gioca al risparmio: chiude per un tris di nomi che non sembrano elevare il tasso tecnico del Foggia

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Quattro ko di fila, 0 punti nel 2024 ed il baratro ormai ad un passo valgono bene un maquillage approfondito sul mercato di riparazione. E così il Foggia di Nicola Canonico cambia volto, un pò per necessità ed un pò per scelta, a suggerire il repulisti il ritorno in panchina di Mirko Cudini, troppo frettolosamente allontanato nello scorso dicembre e richiamato in tutta fretta dopo che il patron ha finalmente compreso che stava per infilarsi in un cul-de-sac senza via di uscita. 

"Dobbiamo ripulire lo spogliatoio dalle mele marce", il senso delle parole del patron che stanno rimbombando in queste ore nell'ambiente rossonero scosso ancora dal  trend da incubo infilato dal Foggia in campionato, Canonico improvvisamente si è reso conto che i senatori che fino a ieri l'altro ha difeso a spada tratta (emblematiche le recenti dichiarazioni del presidente su Peralta, additato come esempio da seguire per l'attaccamento mostrato alla maglia) sono un orpello di cui adesso urge liberarsi in fretta per evitare che la situazione precipiti definitivamente. 

Motivo per il quale sia Schenetti che Di Noia starebbero per prendere altre strade, ormai la loro avventura in Puglia può considerarsi al capolinea dopo che sarebbero stati fra i principali artefici della cacciata di Cudini. Già individuati i loro sostituti, uno di questi è Tenkorang, prelevato con la formula del prestito secco dalla Cremonese, e che da martedì scorso si è già aggregato ai nuovi compagni assieme a Rolando (svincolato dal Catanzaro), e che si spera ora ritorni ad essere il giocatore ammirato fino a qualche stagione addietro, e non certo quello dell’ultimo scorcio in Calabria, che dai terreni di gioco manca ormai dallo scorso aprile. 

E’ fatta anche per altri tre rinforzi (o presunti tali) che metteranno con ogni probabilità il cappello ad  un mercato che mai per il Foggia è stato così invasivo: "Giovedì sera tireremo le somme e valuteremo qual è stato il nostro operato", si è lasciato sfuggire Canonico, che intimamente è convinto di aver migliorato la qualità dell'organico e di aver fatto tutto il possibile per tirare fuori il Foggia dalle secche della classifica. Senza sapere però che le risposte ora dovranno arrivare dal campo in termini di risultati. 

Nel frattempo sul conto degli ultimi tre arrivati le perplessità sono diverse. Serviva reperire un difensore centrale, un attaccante esterno ed un’altra punta centrale, e per tutta risposta il Foggia ha virtualmente concluso le operazioni per il passaggio in rossonero di Ercolani, Manneh e Gagliano che con Tenkorang, Rolando, Millico, Santaniello, Tascone e Perina fanno salire a nove gli arrivi di gennaio. Una vera e propria rivoluzione, che si spiega con la volontà della proprietà di voltare definitivamente pagina dopo la breve ed inconcludente parentesi di Coletti e Vacca che se non altro è servita a fare venire tutti i nodi al pettine. 

Ma mentre Tenkorang e Rolando sono giocatori che nel contesto Foggia potranno incidere (si spera), gli altri tre paiono pedine solo di riempimento, prese più che altro per fare numero che non per arricchire un organico che deve viceversa elevare il suo tasso tecnico per giocarsi al meglio le sue chance-salvezza. 

Ma chi sono nello specifico gli ultimi tre volti che arrivano alla corte di Cudini? 
Uno (Ercolani) è retrocesso la scorsa stagione ad Andria e praticamente prossimo alla retrocessione anche ad Alessandria (il club di provenienza), l’altro (Manneh) nell’ultimo anno e mezzo non è praticamente mai sceso in campo. Il terzo (Gagliano) arriva da Potenza, dove finora è stato praticamente a guardare.

Luca Ercolani, difensore centrale classe ‘99, solo la scorsa stagione era alla Fidelis Andria con Cudini, dopo l’esperienza di Catania, conclusa in modo brusco: in Sicilia alcuni infortuni e i problemi societari non gli avevano infatti permesso di esprimersi al meglio. L’esperienza nelle giovanili del Manchester United pareva potergli schiudere le porte della prima squadra dei Red Devils (32 presenze in totale tra Under18, 19 e 23, più qualche chiamata con la prima squadra. Momenti che non si possono dimenticare, come gli allenamenti con Ibrahimovic e guidati da José Mourinho), ma poi è tornato in Italia e ci ha pensato il Carpi a riportarlo a casa. Nella prima parte della stagione in corso è stato ad Alessandria (17 presenze all’attivo), ed ora il trasferimento a Foggia dove spera di recuperare il tempo perduto.

E sempre dall’Alessandria arriva anche Kalifa Manneh: l'esterno mancino classe 1998, che ha alle spalle una storia tutta particolare: a soli 15 anni ha lasciato il suo paese, il Gambia, e dopo un viaggio di mesi ha raggiunto la Libia, dove si è imbarcato in uno dei barconi della speranza. Con un desiderio, costruirsi una vita diversa, giocando a pallone. Il Catania si è accorto di lui, nel vivaio del club etneo è cresciuto, fino all’esordio in prima squadra. L’esterno mancino è stato convocato e ha giocato anche nella nazionale del Gambia. Da Catania è andato a Carrara, dove ha trovato poco spazio, quindi il ritorno in Sicilia, e poi Taranto, prima di essere acquistato dal Perugia, debuttando anche in B. Per lui oltre 100 presenze in C, ma  ormai da troppo tempo utilizzato a scartamento ridotto. 

Infine Luca Gagliano, che arriva dal Potenza e che dovrebbe essere l’alter ego di Santaniello L’attaccante sardo, classe 2000, è cresciuto nelle giovanili del Cagliari, con cui ha debuttato anche in Serie A. In Serie C ha maturato 49 presenze, tra campionato e Coppa Italia, con le maglie di Padova, Avellino e Olbia.

Canonico insomma gioca al risparmio e, dopo aver messo le mani su Tenkorang e Rolando, si regala un tris di nomi che sicuramente non faranno fare salti di gioia a Mirko Cudini. E che difficilmente innalzeranno il livello tecnico del Foggia. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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