Foggia Calcio, Cudini smonta la sua squadra come un Lego

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Cudini smonta il suo Foggia come un Lego. E così dopo il modulo, tocca anche agli interpreti essere passati al setaccio. Con il ricorso al 4-3-3 che si è potuto materializzare anche grazie ai rinforzi giunti dal mercato di riparazione, il tecnico di Sant’Elpidio a Mare sta per cambiare definitivamente i connotati della sua squadra.

La rivoluzione era nell’aria con il suo rientro al timone, ma che il bisturi fosse così invasivo in pochi francamente se lo aspettavano. Si cambia registro a tutto tondo, a cominciare dall’atteggiamento del gruppo, che era stata l’arma segreta dei successi di inizio stagione: lo spirito dovrà essere quello delle prime 8 giornate di campionato che aveva sospinto i rossoneri nei quartieri alti della classifica, dopo la nefasta parentesi del tandem Coletti-Vacca che ha prodotto solo macerie (col colpevole avallo della proprietà), si rivedrà il Foggia operaio che tanto era piaciuto agli esordi in campionato, e che tornerà a sudare sistematicamente le sette camicie per portare a casa i punti che ancora mancano per mettere sottochiave la salvezza.

Ad occhio e croce all’appello ne mancano ancora 16/17 nelle rimanenti 14 gare della stagione regolare da disputare, e per conquistare i quali, evidentemente, non bisognerà andare troppo per il sottile. Lo sa bene Cudini, che dopo aver interrotto l'emorragia venerdì scorso con il pari contro il Catania (primo punto del 2024 a margine del poker di sconfitte infilato fra la 20^ e la 23^ giornata) ora conta di realizzare una striscia positiva che conduca la sua squadra fuori dalle secche della classifica.

In questa settimana-tipo (che finalmente gli consentirà di lavorare fino a sabato prossimo sui concetti ed i meccanismi a lui più cari), il tecnico marchigiano in vista della delicata sfida di Torre del Greco (dove sarà fondamentale andare a punti), non è detto che non cominci già a ruotare alcune delle pedine a disposizione. E a fare le sue prime valutazioni a tutto tondo.

Anche perché in soli 8 giorni il Foggia scenderà in campo tre volte, e quindi sarà il caso di dosare uomini e forze. Dopo la Turris, infatti, Rizzo e soci se la vedranno giovedì prossimo allo Zaccheria col Monopoli in un altro vero e proprio scontro diretto, quindi lunedì 19 febbraio saranno di scena al Fanuzzi di Brindisi con l'ultima della classe. Uscire indenni da questo trittico di fuoco è la mission che hanno messo nel mirino i rossoneri, la cui salvezza passa necessariamente dai prossimi 270'. Che sono poi anche quelli che con ogni probabilità daranno il volto definitivo all'assetto-base al quale si affiderà Cudini fino a fine stagione.

A questo punto, per grosse linee, per nove undicesimi il Foggia-tipo dovrebbe essere definito anche nelle gerarchie: davanti a Perina (preferito a Nobile dopo le numerose incertezze palesate nella parte finale del girone di andata) saranno Salines e Rizzo a presidiare le corsie laterali, mentre al centro della difesa, con Marzupio ancora convalescente, e che si spera di recuperare almeno per aprile (si spiegherebbe così lo slot lasciato libero nella lista dei 23 depositata in Lega), in coppia con Carillo (titolare inamovibile) entrano in ballottaggio Ercolani, Silvestro e lo stesso Riccardi finora preferito nella linea a 4 difensiva da quando Cudini è tornato in sella.

Ma proprio il rendimento di Riccardi fino ad oggi non ha convinto ed è stato altalenante, oltretutto le sue caratteristiche non sembrano integrarsi con quelle di Carillo (il Foggia spesso ultimamente viene preso d'infilata in velocità), per cui potrebbe essere uno fra Ercolani (che Cudini conosce bene per averlo avuto alle sue dipendenze la passata stagiona alla Fidelis Andria) ed il 22enne Silvestro (arrivato dal Fiorenzuola via Inter e che può indifferentemente ricoprire sia il ruolo di laterale che di centrale di difesa) a poter soffiare il posto in squadra all'ex Lecce, prelevato in tutta fretta lo scorso ottobre dopo il crac di Marzupio.

Con il contemporaneo arrivo di Tascone e di Tenkorang, e con il recupero a tempo pieno di Di Noia (che figurerebbe nell'elenco dei 23 che il Foggia ha depositato in Lega, il che scongiurerebbe definitivamente i presunti dissidi col tecnico) il reparto di centrocampo, che nel frattempo ha perso per strada Frigerio e Fiorini, sembra ora ben assortito e pronto a ruotare attorno ai due nuovi arrivi e alla riconferma di Di Noia, che sono più anche quelli che sembrano offrire le maggiori garanzia sotto il profilo della tenuta psico-fisica.

Alle loro spalle Marino, Martini e Odjer fungeranno da supporto, coi primi due che dopo aver trovato spazio in pianta stabile nella prima parte di stagione, dovrebbero ora essere relegati a ruolo di semplici rincalzi dopo che si è puntato a dare maggiore sostanza al reparto.

Qualcosa di significativo muterà, infine, anche in prima linea, dove il tridente titolare è tutto ancora da scoprire e da assortire. L'attacco, che resta il vero tallone di Achille di una formazione che ad oggi con i suoi 21 gol ha fatto meglio solo del fanalino di coda Brindisi, è stato il reparto che più di tutti è stato ritoccato a gennaio, sono arrivati in cinque a rinforzare gli argini (nell’ordine Santaniello, Millico, Manneh, Rolando e Gagliano), hanno salutato in quattro (Tounkara, Peralta, Beretta e Idrissuou), gli unici due sopravvissuti all’epurazione sono Tonin e Embalo (8 gol in due, i soli ad essere andati a segno del reparto offensivo nella prima parte di stagione).

Sulla carta il trio prescelto dovrebbe essere composto da Tonin-Santaniello-Millico, ma non è escluso che Cudini stia pensando ad altro, con Rolando che sull'out di destra potrebbe insidiare da subito Tonin, che per tutto il girone di andata è stato il terminale offensivo centrale pur non avendo le caratteristiche della prima punta. Domenica a Torre del Greco se ne comincerà a capire qualcosa in più.

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