Manfredonia, il Miramare aveva l’agibilità: il parere favorevole della Commissione nel 2009

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Quando si potrà tornare a giocare una partita allo stadio Miramare in presenza del pubblico? Difficile pronosticarlo con qualche fondamento oggettivo, piuttosto è certo che resterà chiuso fino a quando saranno superate tutte le criticità rilevate. Dall’incontro che si è svolto giovedì scorso, a Palazzo San Domenico, sarebbe emerso che, nonostante le ripetute sollecitazioni ricevute dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, poco è stato fatto dalla società Manfredonia Miramare – che detiene la gestione dell’impianto sportivo - per ottenere la certificazione richiesta. È tornata a risuonare - nelle orecchie dei tifosi e degli appassionati sipontini – l’eco dell’agibilità dello stadio. La stessa commissaria prefettizia Rachele Grandolfo avrebbe riferito che il Miramare è privo di agibilità da sempre. Purtroppo non è stato possibile saperne di più e meglio attraverso le domande che l’Attacco avrebbe voluto rivolgerle, tuttavia esistono documenti che attestano che l’impianto ne era dotato.

Il 13 febbraio 2007 ci fu l’ispezione della Commissione comunale per gli spettacoli che dettò alcune condizioni circa i posti a sedere nella struttura. Il 24 settembre di due anni dopo, l’allora presidente del Manfredonia Calcio Michele ‘Lino’ Balzamo avvisò il Comune che era tutto a posto e la Commissione ritornò il 9 ottobre 2009.

“Dal sopralluogo effettuato è risultato che (per, ndr) il campo sportivo in questione sono state rispettate le condizioni imposte dalla suddetta Commissione – è scritto nel verbale dell’epoca che l’Attacco ha potuto vedere -, confermando la Tribuna centrale posti a sedere n. 1425; Tribuna ospiti posti a sedere n. 1186; Laterali posti a sedere n. 695+ 694, pertanto, esprime parere favorevole sull’agibilità”.

In fondo al documento, vengono riportate due prescrizioni: “adeguamento delle ringhiere in modo da evitare il passaggio di una sfera di 1 cm; sostituire i vetri rotti relativi alle porte di accesso al campo sportivo e quelle di separazione tra la Tribuna ospiti ed il campo sportivo”.

Successivamente, il 29 giugno 2010, l’allora capo servizio Impianti del Comune, l’ingegnere Giuseppe Di Tullo, giurò - nella locale sezione distaccata del Tribunale di Foggia – l’asseveramento della perizia stragiudiziale che aveva svolto.

Cosa aveva scritto l’ingegnere? Di Tullo aveva ricevuto incarico dal Manfredonia Calcio, che aveva la necessità di certificare la sussistenza dei requisiti strutturali previsti dalle normative vigenti per ottenere il rilascio della Licenza Nazionale per la partecipazione al Campionato di I Divisione della Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro) per la stagione sportiva 2010/2011.

Dopo la “verifica in situ presso lo stadio suindicato – scrive Di Tullo - ed a seguito della completa disamina di carattere documentale” rende appunto perizia giurata sulla sussistenza dei requisiti richiesti.

Vengono dapprima elencati quelli strutturali come dimensioni del terreno di gioco, porte e così via, poi si passa al sistema d’accesso mediante biglietti nominativi e alla rete wireless/wifi/adsl presente, e si arriva alla sicurezza.

“Sono presenti strutture, interne ed esterne, consistenti in recinzioni in muratura ed in ferro, per la separazione delle tifoserie locale ed ospite, anche all’esterno dell’impianto sportivo mediante delimitazione delle aree di sicurezza, anche con barriere mobili, in conformità con quanto previsto dal D.M. 18/3/1996”. La recinzione esterna dello stadio risulta “realizzata in muratura con sovrastante inferriata, non abbattibile né scavalcabile. Tale recinzione risulta alta mt. 2,80, quindi non inferiore a mt. 2,50, dall’esterno dello stadio, lungo tutto il perimetro dello stadio stesso, così come previsto dalla norma UNI 10121”. Gli accessi sono descritti “con porte in ferro provviste di maniglioni antipanico ed in numero pari a due per ogni settore, oltre ad ulteriore uscita di sicurezza nei settori con più capienza; ogni porta ha una larghezza minima di mt. 1,80”.

Vetri antisfondamento, separatori laterali, sistemi di videosorveglianza e locale per il controllo delle immagini, impianto di illuminazione – con valore di illuminamento medio inferiore a 500 lux, “pertanto la società si impegna a potenziarlo entro il 31 ottobre 2010” – posti a sedere e ulteriori requisiti infrastrutturali, Di Tullo passa in rassegna praticamente tutto.

In ragione della sua perizia, l’ingegnere Di Tullo conclude la perizia per il Miramare: “Possiede tutti i requisiti conformi a quanto previsto dai criteri individuati con lettera A riportati nell’allegato B del CU FIGC sub "Requisiti infrastrutturali per gli stadi di I Divisione e II Divisione" e, sulla base dello specifico incarico ricevuto, con la presente perizia giurata, sotto la propria responsabilità professionale, civile, penale ed amministrativa, lo assevera”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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