Foggia: incubo senza fine, adesso si fa veramente dura. Con la pericolante Turris, prestazione da dimenticare

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Parliamoci chiaro e facciamolo subito: se il Foggia perde persino sul campo di una squadra dalla modestia tecnica sconcertante come la Turris allora merita la posizione di classifica che ha. La sconfitta in un Amerigo Liguori deserto contro la squadra allenata da Leonardo Menichini (bravo nel dare una sterzata alla stagione dei campani dopo il flop di Bruno Caneo) suona come una bocciatura senza appello del fantomatico progetto tecnico immaginato dalla società,

delle scelte di mercato compiute in estate (e getta pesanti perplessità sul mercato di riparazione) e delle presunte qualità tecniche di un gruppo ormai alla deriva, cui nemmeno i cambi tecnici sono serviti a dare una scossa. Anzi, conti alla mano, hanno persino peggiorato le cose.  

Nell’undici iniziale non ci sono Salines e Tonin, ai quali Cudini preferisce Silvestro e Rolando mentre la Turris deve fare a meno di Franco, squalificato, e di Cum, infortunato. Ma l’esperienza di Menichini ha suggerito le mosse giuste: meglio ripartire dalle cose semplici e fatte bene che arrampicarsi su impervi ribaltoni tecnico-tattici. Una lezione sulla quale meditare.

Dopo venti minuti di nulla assoluto la partita si sblocca con il classico episodio fortuito: Riccardi commette fallo (anche piuttosto gratuito, per la verità) all’altezza dei venticinque metri, sul punto di battuta si porta D’Auria la cui conclusione viene deviata dalla barriera e inganna Perina. La Turris si porta in vantaggio col primo (e unico) tiro in porta della prima frazione e ringrazia la Dea Bendata.

E il Foggia? Se i campani hanno fatto poco, gli uomini di Cudini ancora meno: gli unici spunti di cronaca sul taccuino sono una conclusione da fuori di Marino che termina abbondantemente alta ed una innocua girata di Riccardi in proiezione offensiva che viene murata senza difficoltà dalla difesa di casa.

Se le occasioni da gol latitano, fioccano invece i cartellini: nel primo tempo l’arbitro Di Francesco di Ostia Lido (bravo a tenere sotto controllo con personalità una gara che ha vissuto diversi momenti di nervosismo) sventola il giallo al capitano dei Corallini Scaccabarozzi e ai rossoneri Rolando e Riccardi (quest’ultimo, che era in diffida, salterà la gara col Monopoli) cui si aggiungeranno Millico, Salines (direttamente dalla panchina, anche lui salterà l’infrasettimanale) e Marino nel corso del secondo tempo.

Nonostante l’abulico primo tempo, Cudini non opera sostituzioni nell’intervallo, evidentemente fiducioso in una riscossa da parte dei suoi. Riscossa che invece non si materializza, restando confinata nel limbo delle pie intenzioni di una squadra senza idee e senza nessun giocatore in grado di accendere la luce con Schenetti ormai fuori rosa, Millico in giornata no e Tonin confinato in panca per oltre un’ora.

Non appena il tecnico marchigiano si decide a rimescolare le carte in tavola gettando nella mischia Odjer e Gagliano per Tenkorang e Marino arriva il raddoppio della Turris: la conclusione dal limite di D’Auria sembra tutt’altro che irresistibile ma Perina smanaccia proprio sui piedi di Pugliese che da due passi deposita in rete senza problemi.

Sotto di due reti Cudini manda in campo anche Tonin al posto di uno spento Millico osando un disperato 4-2-4: al 72’ c’è l’unico guizzo di Santaniello, per il resto apparso fuori condizione, che di testa spedisce alto di poco.

Resterà l’unico pericolo portato dal Foggia dalle parti di Marcone, che in pratica non ha dovuto compiere un solo intervento in 98’ totali. L’ultimo quarto d’ora, cui viene aggiunto un supplemento di sei minuti, è solo una lenta eutanasia di una squadra apparsa rassegnata alla sconfitta ed incapace di invertire il pauroso trend negativo delle ultime settimane.

Fallito miseramente il primo esame, restano i due derby con Monopoli e Brindisi per provare ad evitare di essere inghiottiti nelle sabbie mobili. Speriamo bene.
Per adesso però c’è una sola certezza: Foggia non merita tutto questo.
(Siro Palladino - l'Attacco)

TURRIS-FOGGIA 2-0 
RETI: D’Auria 21’, Pugliese 63’.

TURRIS (4-2-3-1): Marcone; Maestrelli, Cocetta, Panelli, Nicolao (75’ Contessa); Pugliese, Scaccabarozzi (75’ Ricci); Nocerino (68’ Siega), Casarini, D’Aurian(85’ De Felice); Jallow (85’ Maniero).
Panchina: Pagano, Esempio, Serpe, Pavone,  Onda, Clemente, Saccani.
Allenatore: Menichini.

FOGGIA (4-3-3): Perina; Silvestro (82’ Salines), Riccardi, Carillo, Rizzo; Tenkorang (61’ Gagliano), Marino (61’ Odjer), Tascone; Rolando (82’ Manneh), Santaniello, Millico (68’ Tonin).
Panchina: De Simone, Martini, Ercolani, Antonacci, Papazov, Vezzoni, Brancato. 
Allenatore: Cudini.

Arbitro: Dario Di Francesco (Ostia Lido).
Assistenti: Federico Fratello (Latina) e Luca Chiavaroli (Pescara).
Quarto Ufficiale: Gerardo Simone Caruso (Viterbo).

NOTE: gara disputata a porte chiuse per ordine del Prefetto di Napoli; serata piovosa. 
Calci d’angolo: 1-1. 
Ammoniti: Scaccabarozzi, Rolando, Riccardi, Millico, Salines e Marino. 
Recupero: p.t. 2’, s.t. 6’.

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