Foggia Calcio: è più buio della mezzanotte. Un solo punto nelle ultime sei giornate e maglia nera del girone

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È più buio della mezzanotte. E non si tratta certo di un eufemismo. Lo dicono i numeri, che non mentono, e che sono la cartina di tornasole del momento: la media è da retrocessione diretta, il Foggia che nelle ultime 6 gare è riuscito a malapena ad inanellare un punticino è desolatamente sul fondo della classifica, basti pensare che nello stesso periodo anche il derelitto Brindisi ha saputo fare meglio. Se questo è il trend non ci sono alternative, si sprofonda direttamente in D, probabilmente senza passare nemmeno attraverso la lotteria dei playout. 

Un disastro senza precedenti, insomma. Che inchioda il club di fronte alle proprie responsabilità. 

Il Foggia andato in onda a Torre del Greco è stato il più sconclusionato della stagione, impalpabile e mai un partita, si è consegnato fin dai primi minuti a un avversario che si è rianimato proprio grazie agli impacci evidenziati dai rossoneri, la cifra tecnica prodotta da Rizzo e soci nell'arco dei 90' è stata molto vicina allo zero, ed è questo che finisce col rappresentare un segnale molto preoccupante in prospettiva, in considerazione del fatto che la formazione di Cudini tornerà in campo già dopodomani col Monopoli allo Zaccheria in quello che sarà un altro snodo fondamentale della stagione. E quindi davanti c'è pochissimo spazio per recuperare energie fisiche e mentali.  

Il Foggia che si sta vedendo all'opera da sei turni a questa parte non ha in sé insite le stimmate della squadra che deve salvarsi e lottare su ogni pallone, la rivoluzione di gennaio non sta pagando anche perché a monte si è optato per una scelta che non ha una sua logica, e che nasconde le solite vecchie amnesie della proprietà incapace di fare le migliori valutazioni a seconda dei casi e delle circostanze. 

I dieci ritocchi arrivati dal mercato di riparazione, nella stragrande maggioranza dei casi, non sembrano assecondare nessuna delle prerogative che dovevano sottintendere a delle scelte che si sapeva fin in partenza potevano risultare assai rischiose: alla corte di Mirko Cudini sono arrivati giocatori magari anche bravi sul piano tecnico, ma non adeguati per una parte finale di stagione che si preannuncia all'insegna della sofferenza. 

E infatti il match con la Turris, sotto questo punto di vista, ha dato indicazioni illuminanti che non incoraggiano all’ottimismo: di là un allenatore navigato (Menichini) che sa su quali corde insistere per ottenere il massimo dai suoi giocatori sotto il piano delle motivazioni, di qui un altro (Cudini) che sarà pure  inadeguato per una piazza come Foggia, ma che continua a non avere nessun punto di riferimento col quale dialogare e confrontarsi; domenica sera i corallini avevano in campo una coppia centrale difensiva giovanissima, in mezzo al campo un 2004 come Pugliese che è andato pure in gol, e in avanti un attaccante come Nocerino preferito ad un certo Maniero e proveniente direttamente dal vivaio. 

Il Foggia, che al centro della difesa presenta due giocatori che non sono fulmini di guerra e che quindi non riescono a completarsi, attualmente ha in organico elementi che non hanno gamba e che difettano dal punto di vista della condizione fisica, perché nelle rispettive formazioni in cui militavano fino a gennaio scorso  non trovavano spazio in pianta stabile e che quindi in campo finiscono con il pagare puntualmente dazio sul piano della corsa all'avversario. 

In più Cudini ci ha messo del suo sacrificando in avvio Salines e Tonin (per Silvestro e Rolando) che sono sembrati due pesci fuor d'acqua e mai entrati nel vivo del gioco e della manovra. 

Se queste sono le premesse, dunque, il Foggia ha poche chance di tirarsi fuori da una situazione di classifica che da un mese a questa parte si è fatta assai precaria, e nella quale si è cacciato con le due stesse mani. Gli impegni così ravvicinati in questo frangente  non giocano a favore di una formazione che, dopo aver dato qualche incoraggiante segnale di vitalità contro il Catania, è ripiombata in una condizione di generale apatia che non lascia intravedere spiragli incoraggianti.

Cudini, che pure alla vigilia aveva detto di aver visto in settimana un gruppo vivo e motivato, è stato clamorosamente smentito dalla prestazione dei suoi che è andata ampiamente al di sotto delle attese, e che solleva mille interrogativi sulla tenuta psico-fisica di un gruppo che molto probabilmente a questo punto nei prossimi 5 giorni sta per giocarsi una intera stagione.

Contro il Monopoli o si cambia registro o sarà notte fonda, i biancoverdi visti all’opera contro la capolista Juve Stabia sono sembrati nonostante tutto una squadra in salute, capace sebbene la doppia inferiorità numerica di rendere complicato il pomeriggio ad un avversario che dopo essere andato sotto, è riuscito a ribaltarla grazie alla doppia espulsione che alla distanza ha fatto la differenza.

Quando all’appello mancano ormai solo 13 gare ed i punti a disposizione diventano sempre meno, occorre una repentina inversione ad U per scongiurare il peggio: e a questo punto i moduli lasciano il tempo che trovano, perché sono le motivazioni e la tenuta psico-fisica a fare la differenza. L’undici andato in onda al Liguori di Torre del Greco ha oggettivamente poche possibilità di tirarsi fuori dai guai, ma poi il calcio è strano perché spesso basta una scintilla per ribaltare situazioni che sembrano ampiamente compromesse. 

Il Foggia di oggi è fra i più autorevoli candidati ad essere invischiato nella lotta per non retrocedere. Tutto porta in quella direzione, dalla tenuta complessiva della squadra alla qualità dei singoli. Per finire alla guida tecnica che più che inadeguata, pare non adeguatamente supportata da tutto il contesto. E quì entrano in gioco le responsabilità del club, che per la terza stagione di fila sta evidenziando tutte le sue lacune, abbinate all’incapacità di tessere uno straccio di progetto tecnico degno di tal nome.

Il tempo è galantuomo, e prima o poi tutti i nodi verranno al pettine. Sarà dura. Anzi durissima riprendere per i capelli una stagione che sembra ormai irrimediabilmente compromessa. Ma bisogna provarci, con tutte le forze ancora a disposizione. Così è, se vi pare. 
Poi, ovviamente, felici di essere smentiti...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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