Foggia, ora non metterti grilli per la testa. Cudini non pone limiti: “E’ una vittoria che ci fa guardare in alto”

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I numeri non mentono mai. E i numeri dicono che il Foggia 2.0 di Mirko Cudini da un mese a questa parte ha una marcia in più rispetto a tutti. Il trend delle ultime 5 gare non ammette dubbi, con 12 punti e 4 vittorie (di cui 3 consecutive), i rossoneri svettano nella speciale classifica. E sono davanti anche alla capolista Juve Stabia, che in fatto di regolarità in questa stagione non ha eguali. 

Proprio così, il normalizzatore Cudini da quando si è ripreso il Foggia ci ha messo poco a rimettere ordine nello spogliatoio e a ridare un senso a una stagione che pareva ormai avere un destino già segnato. Cancellato con un colpo di spugna un avvio di girone di ritorno da incubo (con 4 sconfitte di fila) e metabolizzata la rivoluzione di gennaio, ora a segnalarsi un gruppo coeso e compatto che rema tutto nella stessa direzione e che intravede nel suo allenatore una guida sicura: la recente “bonifica” è stata salutare (oltre che inevitabile) e ha permesso la repentina inversione a U. 

Gli ultimi 90’ col Picerno ne sono la riprova: non era facile venire a capo di una gara che alla vigilia presentava mille insidie, di fronte c’era una squadra la cui tenuta psico-fisica finora era stata ineccepibile, solo con una prestazione di livello e di contenuti sarebbe stato possibile portare a casa l’intera posta in palio, magari anche portando dalla propria parte l’emergenza con cui in questo momento i lucani devono confrontarsi (sono salite a 9 le assenze fra i rossoblù che si ritrovano ora con una rosa a scartamento ridotto). Eppure, nonostante l’AZ Picerno si sia presentato incerottato allo Zaccheria ha confermato tutto quanto di buono si sapeva sul suo conto e il Foggia ha impiegato più di mezz’ora per entrare in partita e prendere il comando delle operazioni.

A conferma della bontà del lavoro fino a oggi svolta dal tecnico Emilio Longo, che nel post-gara per quanto deluso per aver perso il terzo posto è stato lucido e onesto nell'analisi della gara: “Credo che in questo momento stiamo vivendo un periodo negativo - ha detto l’allenatore salernitano -, ma la squadra non ha mai lesinato impegno. Abbiamo tenuto bene il campo, ora dobbiamo essere bravi a capire che abbiamo fatto un percorso straordinario, e continuare a lavorare senza mollare. Col Foggia eravamo in quindici contati e abbiamo dato tutti il massimo. La classifica? La guarderemo solo a fine campionato”. 

Longo ha poi spostato la sua lente di ingrandimento sulla prova dei suoi: “Abbiamo provato ad attaccare con profondità cercando di tenere basso l’avversario, la prima vera occasione l’ha avuta Santarcangelo ed è stato bravo Perina. Non si è tirato molto, il Foggia ha avuto un palleggio diverso. E’ stata una gara legata agli episodi, loro alla fine hanno meritato, ma noi siamo stati ugualmente competitivi”. Quindi il tecnico del Picerno ha parlato del Foggia: “Ho visto una buona squadra, che aveva fatto una bella gara anche a Benevento. Si vede la mano di Cudini”. 

Già, l’impronta del tecnico rossonero. Che dai più era considerato non adeguato per una piazza come quella rossonera e che a metà dicembre è stato mandato a casa in tutta fretta. Per essere poi richiamato dopo solo 40 giorni. Il Foggia che ora viaggia a vele spiegate è anche la sua personale rivincita verso quanti lo avevano bocciato troppo frettolosamente: “I risultati positivi precedenti a questa gara ci hanno dato una grande tranquillità mentale - ha ammesso il tecnico marchigiano, che dal suo ritorno ha rivoltato come un guanto una squadra che a un certo punto gli aveva voltato le spalle -. Sono contento che i ragazzi seguono quello che propongo loro”.

Sottolineatura sottile, che Cudini non ha buttato lì tanto per, ma per ribadire che adesso la squadra si identifica in lui e crede nel lavoro che quotidianamente viene svolto. C’è una idea precisa di cosa significa fare gruppo anche nelle parole che l’allenatore del Foggia ha indirizzato verso chi adesso è costretto a restare fuori: “Vogliamo dedicare la vittoria a Carillo, che purtroppo è incappato in un brutto infortunio”, ha sottolineato Cudini, che nel momento di gioia ed euforia non ha dimenticato chi si è immolato per la causa rossonera. 

Il Foggia adesso con la salvezza virtualmente in tasca, può dormire sonni tranquilli. Al punto che anche il suo tecnico osa sbilanciarsi e prefigurare nuovi possibili scenari in questo ultimo scorcio di stagione che può diventare il trampolino di lancio per inseguire nuovi e imprevedibili obiettivi: “Non siamo ancora salvi, ma ora più che la classifica contano le prestazioni - ha spiegato il tecnico di Sant’Elpidio a Mare -. La vittoria col Picerno ci può far guardare in alto, vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane. Da parte nostra siamo allenati per poter reggere fino a giugno, ma non mi fascio la testa. Ora andiamo a Sorrento, per noi può essere una opportunità per fare un altro significativo passo in avanti. A Potenza affronteremo una squadra che è in un ottimo momento e quindi per noi sarà un test assai indicativo in vista del rush finale”.

Com’è cambiato il vento da cinque gare a questa parte sotto il cielo rossonero: dopo Torre del Greco il precipizio sembrava dietro l’angolo, il Foggia che perdeva senza lottare uno scontro diretto per la sopravvivenza, pareva infilarsi definitivamente in un tunnel senza via di uscita. Adesso che il peggio è alle spalle, rispunta invece quell’ottimismo che aveva fatto da leit-motive agli esordi di Cudini. Quando con una squadra monca ma motivata era riuscito a inerpicarsi fino alla vetta della classifica.  

Era ottobre e tutto lasciava presagire che, contro ogni previsione, stava per prendere forma un’altra stagione da protagonisti. Il seguito, invece, avrebbe poi detto tutt’altro. Cudini curiosamente adesso evita di fare il pompiere e lancia la sua nuova sfida. Esagerato? Forse, ma vivere alla giornata, possibilmente senza mettersi grilli per la testa non guasterebbe, visti anche i precedenti.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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