A Messina il Foggia è tornato al 4-3-3. Più per necessità che per scelta. Le concomitanti assenze di Riccardi e Vezzoni, la penuria di difensori centrali a disposizione e non ultime le condizioni ancora approssimative di Di Noia, hanno suggerito a Cudini di schierarsi a 4 in difesa, optando per l'insolita coppia centrale Ercolani-Rizzo e per lo scivolamento di Salines sull’out di sinistra.
Novità anche a centrocampo, dove ai lati del metronomo Odjer hanno agito Tascone e il redivivo Tenkorang. La variante tattica ha premiato le scelte del tecnico marchigiano, che evidentemente può fare leva su un gruppo duttile anche sul piano tattico.
Intanto, salgono a 22 i precedenti in campionato in riva allo Stretto tra Messina e Foggia, con i “satanelli” che confermano la tradizione positiva negli ultimi incroci al “Franco Scoglio”. In generale si contano ora 9 successi dei giallorossi, 8 degli ospiti e 5 pareggi.
Prima volta nel 1929-30, con vittoria dei padroni di casa per 1-0 nell’allora Prima Divisione. L’ultima sfida risale al campionato di Serie C dello scorso anno: i rossoneri si imposero di misura con la rete di Frigerio. L’anno prima le squadre pareggiarono 1-1 con reti di Russo e Turchetta. L’ultimo successo biancoscudato invece risale al campionato di Serie C 2015/16: siciliani avanti con Ionut, sorpasso rossonero con Iemmello e Martinelli, poi in pieno recupero arrivò il controsorpasso messinese con le reti di Arcidiacono e Fornito.
Sabato il Foggia a Messina si è imposto in superiorità numerica (doppia espulsione di Manetta e Frisenna), ma c'è stata una volta in cui i rossoneri vinsero in inferiorità numerica nella stagione 1990-91. Furono i centri di Baiano (78’) e Rambaudi (90’) a ribaltare l’esito della sfida per la compagine di Zeman, che poi avrebbe conquistato la Serie A.
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