Brambilla per il Foggia Calcio, lo sponsorizza Roma. Incontro a Modugno con Canonico: accordo su base biennale

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Contatto. Il cerchio si stringe, e tutti gli indizi portano adesso oltre che in un’unica direzione, verso un solo nome: salvo ripensamenti dell'ultima ora, sarà Massimo Brambilla il successore di Mirko Cudini sulla panchina del Foggia. Ieri in gran segreto si è tenuto l'incontro decisivo (a Modugno?) che dovrebbe aver sancito il matrimonio. Accordo su base biennale, così come sarà con il ds in pectore Mimmo Roma, che orienta da subito le scelte societarie facendo leva sugli ottimi rapporti che intrattiene con la Juventus ed il suo entourage. 

Ieri il sì, ora si attende l'annuncio ufficiale che dovrebbe arrivare ad horas, e comunque prima del prossimo 30 giugno, giorno di scadenza del contratto di Brambilla col club bianconero, che a questo punto virerà su Paolo Montero.

A Foggia, dunque, dopo Cudini sta per sbarcare un altro allenatore delle new-age, il patron dopo le parentesi con Zeman, Boscaglia, Gallo, Somma e Delio Rossi, da un paio di stagioni a questa parte si è convertito alla politica del "nuovo che avanza". E infatti è pronto a puntare su un altro profilo di prospettiva l'imprenditore di Palo del Colle, che di Brambilla pare si fosse già invaghito quando alla guida dei bianconeri estromise il Foggia dalla finale di Coppa Italia ai calci di rigore. 

Così sul 51enne tecnico di Vimercate  “sponsorizzato” da Roma, il presidente rossonero si è catapultato nelle ultime ore senza tentennamenti. Dopo aver incassato più di un rifiuto da parte di allenatori più esperti e navigati, che non se la sono sentita di accettare nè Foggia, nè di condividere l'esperienza con una proprietà sui generis. 

Nel calcio infatti le voci si rincorrono, e in questi anni Nicola Canonico si è costruito la cattiva fama di mangia-allenatori. Ecco spiegata la ragione per la quale dopo il clamoroso caso di Silvio Baldini di un anno fa (disatteso all'ultimo istante l'appuntamento programmato a Carrara col tecnico toscano), in rapida successione sono arrivati i no di Maiuri, Barilari e Caneo. Coi quali non c'è stato verso di avviare nemmeno un confronto. 

Con Brambilla in panchina, che con la Juve ha appena sfiorato la semifinale dei playoff (dai quali è stata estromessa per mano della Carrarese  poi promossa in B), il Foggia confida ora di imbattersi in un tecnico che seppure senza una grande esperienza alle spalle, sia in grado di garantire una stagione ambiziosa. In linea con le aspettative del club che punta a cancellare l’ultima anonima annata.

Brambilla nelle ultime due stagioni è stato al timone della Juventus Next Gen, e sotto la sua guida tecnica la seconda squadra bianconera è cresciuta sia nel gioco che nei risultati, oltre ad aver incrementato in maniera significativa il numero di giocatori capaci di esordire tra i grandi.

Massimo Brambilla da calciatore giocava mediano, ed ha mosso i primi passi nel settore giovanile del Monza con cui ha esordito in Serie C1 nella stagione ‘90/91. Con i brianzoli ha conquista una promozione in Serie B e nel ‘95, dopo aver collezionato 148 presenze ufficiali, firma con la Reggiana in Serie A. Con gli emiliani retrocede in B, ma per lui arriva una nuova opportunità sempre in massima serie con la maglia del Parma. Nel ‘97 cambia nuovamente squadra, ma non regione: ad attenderlo infatti c'è il Bologna e in rossoblù centra un ottimo settimo posto in Serie A. Poi nell'estate del 1997, complice l'arrivo di Roberto Baggio in rossoblù, passa al Toro in Serie B. Quella in granata sarà l'avventura più longeva della sua carriera dopo quella col Monza: sotto la Mole resterà per cinque stagioni, giocando 102 partite e conquistando due promozioni dalla Serie B alla A.

Le promozioni con Siena e Cagliari e gli ultimi anni di carriera di un certo rilievo. Nell'estate del ‘02 passa al Siena con cui conquista subito la A. Una sola stagione prima dell'addio, con tanto di passaggio al Cagliari dove, dopo l'ennesima promozione conquistata, vive le sue ultime apparizioni in massima serie. Gli ultimi sussulti del suo percorso da calciatore si svilupperanno sui palcoscenici della Serie B e della C: gioca con il Mantova, raggiungendo i playoff di B, prima di salutare nel ‘07 per fare ritorno nella squadra che l'aveva lanciato, ossia il Monza. Un anno più tardi ha di nuovo la valigia in mano destinazione Crema, dove chiude la carriera da professionista con la maglia del Pergocrema.

Una delle soddisfazioni più grandi della carriera, Brambilla se l'è tolta con la maglia della Nazionale Under 21: nel ‘96 in Spagna ha infatti vinto l'Europeo di categoria facendo parte della selezione guidata da Cesare Maldini.

Da allenatore avvia il proprio percorso partendo proprio dal settore giovanile del Pergocrema, dove allena i Giovanissimi Nazionali nell'annata ‘10/11. L'anno seguente passa al Novara dove, dal ‘11 al ‘15, occupa il ruolo di guida tecnica degli Allievi, e successivamente dei Giovanissimi Nazionali. 

La svolta avviene nell'estate del ‘15 quando entra ufficialmente nei quadri societari dell'Atalanta: a Bergamo vince Scudetto e Supercoppa italiana alla guida degli Allievi Nazionali, per poi ripetersi alla guida della Primavera nerazzurra che con lui vince due scudetti e una Supercoppa. Con la Dea resta fino al ‘22.

Dopo un decennio abbondante speso a livello giovanile, Brambilla è pronto per la prima avventura tra i professionisti, ad attenderlo c'è la panchina della Juventus Next Gen: nella prima stagione non riesce a raggiungere i playoff e perde la finale di Coppa Italia, mentre nel corso dell’ultima - grazie al settimo posto conquistato in regular season - si è poi spinto fino ai playoff nazionali prima di arrendersi alla Carrarese.
Ora il salto a Foggia. Per la svolta in carriera.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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