Brambilla è riuscito a far entrare tutti nella sua filosofia calcistica in poco più di un mese. Sono infatti bastate appena due gare di campionato all’ex tecnico delle seconde squadre di Juventus e Atalanta per convincere anche i più scettici che, se interpretato nel modo giusto, il 4-2-3-1 possa essere la via maestra per raggiungere gli obiettivi che gli sono stati prefissati dalla società nelle fasi embrionali di questo progetto.
Eppure le prime impressioni non erano state delle migliori, figlie anche del retaggio che tutti gli appassionati di calcio rossoneri si portano dall’infausta esperienza di Roberto Boscaglia; un Foggia apparso slegato e privo d’identità sia nell’amichevole contro il Cosenza al San Vito-Marulla, sia nell’esordio ufficiale allo Zaccheria in Coppa Italia di Lega Pro contro il Monopoli.
Il tecnico di Vimercate si era subito mostrato tranquillo e deciso nel portare avanti il proprio progetto di gioco e lo si intuiva anche dalle dichiarazioni che rilascio al termine di quella gara: “Da migliorare c’è tanto, soprattutto la condizione fisica, ma col tempo sicuramente migliorerà. Dal punto di vista del gioco chiaramente siamo indietro, avremmo voluto fare un certo tipo di partita invece non siamo riusciti a farla, se non alla fine”.
L’1-2 di quella notte di mezz’estate non ha scalfito i programmi tattici del nuovo Foggia e i risultati si sono visti in maniera netta e lampante nell’esordio casalingo contro il Trapani che nelle intenzioni del presidente Antonini avrebbe dovuto far man bassa in questo torneo. La prima mezz’ora del Foggia invece è stata scintillante, con un pressing alto portato fino al limite dell’area di rigore siciliana e con una riaggressione sulle seconde palle che da queste parti non ricordavamo dai tempi dell’era De Zerbi-Stroppa che tanto bene ha fatto.
Certo nell’economia di questo sistema di gioco a netta trazione offensiva bisogna tener conto che, trattandosi pur sempre di terza serie, l’errore individuale di tipo tecnico che ti espone alle ripartenze avversarie è sempre dietro l’angolo e alcune di queste ti fanno correre seri rischi come ad esempio il gol del pari momentaneo di Kanouté nell’1-1 contro i granata. La cosa che lascia il cuore aperto alla speranza è il continuo miglioramento che i Satanelli stanno avendo di gara in gara sia dal punto di vista del loro modo di stare in campo e sia nella condizione fisica.
Nel desolato catino del San Nicola, privi di tre elementi del calibro di Danzi, Millico e Murano, il 4-2-3-1 speculare rispetto a quello degli avversari ha fatto esaltare le caratteristiche dei singoli, Emmausso su tutti, facendo conquistare la prima vittoria stagionale contro una formazione ben allenata da un tecnico come Di Donato che tante rogne aveva creato in passato proprio ai rossoneri e che secondo noi non farà tanta fatica a salvarsi nonostante sia ancora ferma al palo in termini di punti in classifica.
Merito di Brambilla è quello anche di aver disegnato per l’uomo copertina del momento, Emmausso appunto, un ruolo centrale nello sviluppo del gioco dei rossoneri e ancor di più averlo convinto a sacrificarsi anche in fase di ripiegamento e di cucitura del gioco che fino a questo momento della carriera dell’attaccante napoletano sembrava essere il suo nervo scoperto per fargli definitivamente fare il salto di qualità. Tre gol in appena 180 minuti e soprattutto la qualità di giocate sopraffine che l’ex giocatore del Messina ci ha regalato finora è stato un aperitivo di certo gustoso di quello che potrà essere la sua stagione.
In tutte queste note positive, quella stonata arriva dal centrocampo, non per prestazioni dei singoli che sono state di certo apprezzate per quantità, qualità e abnegazione, piuttosto per la tenuta fisica degli stessi, con Danzi e Da Riva che si sono dovuti già rivolgere allo staff sanitario rossonero per risolvere i propri problemi, lasciando Brambilla di certo turbato per la necessità di cambiare sempre il partner dell’inamovibile Tascone in un ruolo che in quello che il modulo di gioco del Foggia è assolutamente determinante.
Il mercato del ds Roma consente a Brambilla in vista della gara contro il Monopoli di domenica prossima campionato di poter scegliere tra due profili come Mazzocco e Gargiulo che sono di certo un lusso per la categoria ma anche loro reduci da stagioni in cui hanno sofferto di problemi fisici, al netto di quello che potrà essere il pieno recupero di Danzi che giocoforza non ha potuto svolgere in questi giorni gli allenamenti a ritmo pieno insieme ai compagni.
I biancoverdi di Colombo nella gara di Coppa Italia proprio in quella zona del campo, complice anche la presenza di campo di un positivo ma ancora acerbo Pazienza, hanno vinto la partita riuscendo a sfruttare i buchi lasciati dai rossoneri di certo allora ancora appesantiti dai duri carichi di lavoro svolti in terra silana.
Per Brambilla sarà determinante indovinare la soluzione in quella zona del campo per far cambiare l’esito della gara del 10 agosto scorso, per dare una ulteriore iniezione di positività verso il suo progetto tecnico. A maggior ragione considerando che rientrerà a disposizione Jacopo Murano che per caratteristiche tecniche e fisiche potrebbe essere il profilo del centravanti ideale per concretizzare al meglio tutta la mole di gioco che abbiamo visto in queste due partite.
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