Foggia Calcio, Cangelosi e addio misterioso: dimissioni improvvise costringono società a nuovo ribaltone

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Un dietrofront inatteso, che a prima vista sa di resa. Ma che nasconde inattesi risvolti. Vincenzo Cangelosi sabato sera nel concitato post-gara con l’Atalanta U23 che ha sancito l’ultimo posto in classifica, e a margine di un confronto serrato con la proprietà, ha gettato la spugna. Dopo soli 7 giorni e 180’ che hanno fruttato due sconfitte, il 62enne tecnico palermitano non se l’è sentita di andare avanti. Ed ha fatto un passo indietro. Cogliendo in contropiede i vertici societari, che solo una settimana prima avevano puntato forte su di lui per il dopo-Barilari e per svoltare. 

Decisione che ha del clamoroso per come è maturata, si tratta di un addio sotto certi versi misterioso, dietro al quale molto probabilmente c’è dell’altro. Che le parti faranno bene a tenere sottotraccia e a non far venire a galla. Perché in un frangente così delicato bisogna salvaguardare solo il bene del Foggia. Costi quel che costi.

Che qualcosa stesse covando sotto la cenere lo si era intuito dopo che al rientro negli spogliatoi, squadra e società avessero optato nell’immediato per il silenzio-stampa. Una scelta che la diceva lunga sul momento di difficoltà, accentuato dalla quinta sconfitta di fila in campionato, e che è poi sfociata alle 21.40 nelle improvvise dimissioni di Cangelosi motivate “per il bene della società e della città”, riportava il comunicato ufficiale, che nell’addio anticipato del tecnico siciliano pareva cogliere una sua improvvisa intima debolezza. 

Dopo un paio d’ore di riflessione a quattr’occhi con Gennaro Casillo, Giuseppe De Vitto e l’avvocato Roberto De Rossi da un lato, e Peppino Pavone e Carlo Musa dall’altro, Vincenzo Cangelosi ha rimesso il suo mandato, spinto più che dal timore di non riuscire a portare a termine la mission di salvare il Foggia, dalla consapevolezza che la situazione, fattasi nel frattempo pesantissima, ha finito con l’annebbiare le idee.

E così a sera inoltrata e con il magone di una nuova sconfitta da digerire, Casillo e De Vitto si sono ritrovati nella scomodissima situazione di dover ripartire con l’aggravante di altri due ko sul groppone: il vertice societario nel ventre dello Zaccheria si è protratto fino a notte fonda per individuare il nome del possibile sostituto di Cangelosi: in un primo momento è balenata anche l’idea di richiamare in sella Barilari  con una inversione ad U che avrebbe avuto del clamoroso. 

Ma poi si è fatta largo la linea di voltare ulteriormente pagina, dopo che per un istante si è pensato anche di richiamare Delio Rossi. Una soluzione-ponte bocciata su due piedi, dopo che è prevalso il desiderio di chiudere definitivamente i ponti con il recente passato. 

Così ieri in mattinata hanno iniziato a circolare con insistenza un paio di nomi: quello di Bruno Caneo, storico vice di Gasperini, ed ex allenatore di Turris e Padova. E, in alternativa Gaetano Fontana, 55 anni, nelle due ultime stagioni sulle panchine di Latina e Gubbio. Due profili che fino dalle prime ore del pomeriggio sono passati sotto la lente di ingrandimento dei vertici societari, alla ricerca di un tecnico il cui identikit rispondesse a determinati requisiti: tutti d’accordo sul fatto che in un momento così delicato al Foggia serva un allenatore di polso che sia il più possibile pragmatico, e che riesca soprattutto a dare la scossa ad un gruppo in disarmo.

Sempre nel pomeriggio, dietro dritta di Peppino Pavone, contattato anche Pierparolo Bisoli, navigato tecnico di B la scorsa stagione a Brescia. La trattativa pareva potesse decollare, ma poi di fronte alle richieste del 58enne tecnico di Porretta Terme (contratto triennale a cifre vicine ai 200mila euro annui) attorno alle 18 si è definitivamente arenata.

E a quel punto il Foggia ha virato dritto su Fontana, con il quale l’accordo di massima era stato raggiunto fino al prossimo giugno. In serata intesa perfezionata, oggi l’allenatore catanzarese sarà in città per mettere nero su bianco.

Nel frattempo in mattinata Garofalo e soci si alleneranno a ranghi compatti a Troia agli ordini di Bucaro, prima del primo contatto con il tecnico chiamato al capezzale del Foggia per tentare l’impresa disperata della salvezza.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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